Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / Così l'Ue può impedire che Mediterraneo sia un cimitero, di Edoardo Petti

Così l'Ue può impedire che Mediterraneo sia un cimitero, di Edoardo Petti

creato da D. — ultima modifica 18/09/2015 21:37
Le proposte in uno studio della fondazione Icsa

La ricerca di una nuova ed efficace politica per il governo dei flussi migratori da parte dell’Unione Europea è percorsa da polemiche senza fine sul contenuto e le prospettive del programma “Triton”, che ha preso il posto dell’operazione “Mare Nostrum”.

Un bilancio fallimentare

Un confronto che viene arricchito dal contributo fornito dalla Fondazione “Intelligence, Culture and Strategic Analysis (Icsa). Il testo, intitolato “Dalla protezione delle frontiere alla salvaguardia della vita: allineare il diritto dell’Ue con quello delle Nazioni Unite”, punta a modificare le strategie delle istituzioni comunitarie e di molti paesi del Vecchio Continente riguardo al tema della salvaguardia della vita in mare.

La tutela della sopravvivenza delle persone in fuga da guerre, persecuzioni e carestie è clamorosamente assente nella Convenzione europea dei diritti dell’uomo, rimarca la fondazione. E più volte è stata negata da numerosi Stati membri dell’Ue, nonostante il riferimento solenne alle libertà inalienabili proclamate in tutti i trattati fondamentali.

Il risultato di una strategia di respingimento compiuto spesso con il ricorso alla forza, e di rifiuto dell’accoglienza dei richiedenti asilo, è eloquente: nel 2014 il Mar Mediterraneo ha visto morire 3.419 migranti.

L’assenza di un obbligo vincolante

Una tragedia umanitaria in corso da tempo che ha ricevuto risposte del tutto inadeguate da parte di Bruxelles e della grande maggioranza dei governi europei. Che hanno concepito il tema in termini di sicurezza delle frontiere anziché di salvaguardia della vita umana. Ma che, con miopia e cinismo, ne hanno abbandonato la gestione a un unico Stato membro: l’Italia.

Eppure, ricorda il presidente della Fondazione Icsa Leonardo Tricarico, tutti i paesi aderenti all’Ue hanno sottoscritto accordi internazionali che prevedono il dovere di garantire l’incolumità in mare dei richiedenti asilo: “Il problema è che la firma non comporta alcun meccanismo sanzionatorio per chi rifiuta di realizzare l’assistenza”.

Una carenza clamorosa

La strada prospettata dal pensatoio politico e strategico consiste nell’adozione di vincoli giuridico-normativi per far rispettare un’elementare esigenza etica.

La Convenzione del 1950, rimarca il generale, è stata allargata ben 14 volte grazie a protocolli aggiuntivi che puntano a tutelare libertà come il diritto alla riservatezza e i ricongiungimenti familiari. “L’unico non ancora garantito è proprio la sopravvivenza mentre si fugge in mare da conflitti, fame, gravi violazioni umanitarie”.

“Rendere la Cedu competente per il soccorso in mare”

L’idea è introdurre un 15° protocollo in grado di colmare la lacuna e far rientrare l’obbligo di soccorso in mare nella giurisdizione della Corte europea per i diritti dell’uomo.

A qual punto i paesi che rifiutassero di assistere i profughi in pericolo potrebbero subire condanne e pagare un risarcimento adeguato.

“Governare i tragitti in mare come il traffico aereo”

Un passo logico successivo, evidenzia il presidente della fondazione, prevede la creazione di un’agenzia europea di ricerca e soccorso. “Realtà comunitaria costituita secondo standard tecnici e prestazioni di livello elevato per il salvataggio in mare. Ben più efficace rispetto al mero coordinamento del pattugliamento delle frontiere Ue esercitato dagli Stati membri”.

A giudizio di Tricarico si tratta di trasporre nel Mediterraneo ciò che attualmente avviene nei cieli: “L’autorizzazione per disciplinare il traffico aereo proviene da un organismo continentale presente a Bruxelles e chiamato Eurocontrol”.

Il ruolo dell’Italia

L’iniziativa prefigurata nel rapporto deve approdare nel Consiglio d’Europa. E può partire dal governo italiano: “Il quale potrebbe porsi alla testa delle istituzioni comunitarie in coerenza con i loro principi”.

Nel frattempo, a farsi carico di rilanciare la proposta a livello Ue è stato il gruppo socialista e democratico al Parlamento di Strasburgo.

È probabile, rileva l’ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica, che “singoli Stati porranno veti e tireranno calci a fronte della denuncia di comportamenti inqualificabili messi in luce dal nostro documento. Se proseguissero nell’atteggiamento di ostilità, l’Unione dovrebbe restituire il premio Nobel per la pace ricevuto nel 2012”.                                                                                                                                                  fonte: www.formiche.net, 25/03/2015

Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto:
La Vignetta, di Martina Losito

"La disoccupazione"

La vignetta, di Martina Losito 

*Martina Losito, studentessa di ingegneria energetica presso il Politecnico di Milano.

Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Un video per scoprire le nostre attività: scuole di politica, giornale e sito web, collana di libri, incontri e seminari, scuola di italiano per stranieri... benvenuti in Cercasi un fine!
Cercasi un fine. Presentandoci
2020
13th of January 2020, BBC interviews our Director Rocco D'Ambrosio on the case of the book of Ratzinger-Sarah
Il nostro direttore Rocco D'Ambrosio intervistato dalla BBC
2020
Di più…
Il 5 x mille per CuF


Sapete quanto è prezioso per noi la vostra firma del 5 x mille a nostro favore: con esso realizziamo scuole di formazione sociale e politica, un sito web e un periodico di cultura e politica, insegnamento dell’italiano per cittadini stranieri, incontri, dibattiti…

Basta la tua firma e il numero dell'associazione 91085390721 nel primo riquadro sul volontariato. 

I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002, una rete di scuole di formazione politica, un gruppo di amici stranieri e volontari per l'insegnamento della lingua italiana. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 123
(2021- Anno XVII)

quadratino rosso Tema: Rinascita

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


 

 listing Il n. 124 è su Il Pianeta che vogliamo (1. Che rapporto c'è tra la pandemia e la situazione ambientale? 2. Nuove politiche industriali e del lavoro e impatto sull'ambiente? 3. Cosa cambiare negli stili di vita? 4. Quale il contributo delle religioni?); in preparazione. 

 listing Il n. 125 è sulla Repubblica "post Covid e tante risorse"  Testi da inviare da entro 31 agosto 2021.

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.