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Comuni italiani contro la City: in Tribunale a Londra la partita dei derivati, di Federico Fubini

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 13/07/2021 09:29
Voragini nei bilanci: alla Commercial Court il caso-guida di Busto Arsizio contro Deutsche Bank Ag London…

È un’altra sfida italiana a Londra: Busto Arsizio contro Deutsche Bank Ag London. Teatro della partita, la Commercial Court sul Tamigi. Dove il piccolo Comune lombardo figura tecnicamente come la parte costretta a difendersi ma, nella pratica, è l’accusa. La causa va in dibattimento domani (sentenza fra settembre ed ottobre) e sarà seguita da decine di altri enti locali italiani, perché è destinata a diventare un precedente nevralgico: i derivati delle giunte locali con le grandi banche d’affari della City, sottoscritti sulla base del diritto britannico, che hanno aperto una voragine nei conti di tante amministrazioni. 

Busto è fra queste. Poco prima della crisi finanziaria il Comune siglò un derivato con Deutsche per spalmare nel tempo le scadenze di debiti per 55 milioni di euro. Il risultato è stato un aumento netto del 23,6% rispetto agli oneri iniziali, con pagamenti di 1,6 milioni dovuti ogni sei mesi.

Busto, in difficoltà, ha fatto verificare a un consulente la regolarità del contratto. Deutsche Bank ha risposto facendo causa al Comune alla Commercial Court. Nel frattempo però su questa delicata partita italo-inglese è piombata una sentenza delle Sezioni unite della Corte di Cassazione la quale, da Roma, stabilisce che i contratti derivati sottoscritti con le banche della City dalle giunte comunali e regionali italiane violano la Costituzione. Dunque sono da annullare. Il caso che innesca la sentenza riguarda Cattolica, ma coinvolge decine di altre amministrazioni. 

Fra le ragioni dell’annullamento la Cassazione cita anche il fatto che, nell’ordinamento italiano, gli enti pubblici decentrati non hanno autorità per concludere contratti derivati di quel tipo. Non è che non ne capivano il contenuto (o almeno, non conta se non lo capivano). È che non avevano proprio il diritto di firmare, in base alla Costituzione italiana. Il problema però è che quasi tutti quei derivati si appoggiano su contratti che prevedono la giurisdizione delle Corti londinesi.

Ma può la legge britannica imporsi del tutto in una vicenda che riguarda la violazione della Costituzione italiana, in Italia? Può farlo, se ne derivano colossali perdite per il contribuente italiano in Italia? Per Busto Arsizio, no. Questo è il cuore dello scontro. E non riguarda solo il Comune lombardo, perché questo è solo il caso-guida. 

Dietro seguono con grande interesse la Regione Sicilia (esposta per mezzo miliardo sulla stessa Deutsche e altre grandi banche), il Comune di Forlì e decine di altri. Non ci stiamo giocando una coppa. Ci stiamo giocando solo il primato del diritto italiano in Italia e alcuni miliardi di euro. E scusate se è poco.

 

https://www.corriere.it/editoriali/21_luglio_12/10-cultura-documentoncorriere-web-sezioni-bb70873c-e344-11eb-aa6d-02d6b05969fd.shtml

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