Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / Come i padri fondatori: alla riscoperta delle radici, di Andrea Tornielli

Come i padri fondatori: alla riscoperta delle radici, di Andrea Tornielli

creato da D. — ultima modifica 17/09/2015 13:01
Francesco non si fa chiudere nei cliché: ieri a Strasburgo ha parlato dei rischi dell'Europa dei tecnocrati e delle plutocrazie, ha chiesto politiche coraggiose sull'immigrazione, ha invitato il Vecchio Continente a ritrovare se stesso e il suo ruolo nel mondo

Il primo Papa non europeo dopo più di 1200 anni a Strasburgo ha parlato alle istituzioni dell'Europa unita con il timbro e la profondità dei padri fondatori. Il vescovo di Roma che è nato in Argentina ma ha origini piemontesi ancora una volta non si è fatto rinchiudere in alcuncliché («Io Papa socialdemocratico? - ha risposto a un giornalista - Mi fate sentire un insetto da collezione...»): ha proposto riflessioni nelle quali possono ritrovarsi i più convinti sostenitori dell'Europa unita, altre che incrociano i timori dei movimenti «no euro». Altre ancora, dirompenti, sulla politica internazionale: durante il viaggio di ritorno ha dichiarato che la porta del dialogo non va mai chiusa neanche con i terroristi, affermando che esiste pure un terrorismo di Stato, quando si uccidono civili innocenti e ci si arroga il diritto di intervenire scavalcando gli organismi internazionali.

 


Davanti all'Europarlamento, Papa Bergoglio ha parlato di una sfida storica: evitare che le democrazie si trasformino in «plutocrazie uniformanti al servizio di imperi sconosciuti». Ciò di cui parla Francesco è il rischio di un'Europa governata dai mercati finanziari, dai «tecnocrati» che valutano la salute di un paese soltanto in termini di spread e non di occupazione, di benessere dei cittadini, di servizi. Quella che riduce l'uomo a un ingranaggio, a un bene di consumo, e quando la vita non è funzionale ai suoi meccanismi, semplicemente la scarta, «come nel caso dei malati terminali, degli anziani abbandonati e senza cura, o dei bambini uccisi prima di nascere». Come nel caso di intere generazioni rimaste senza lavoro.

 

Ma sarebbe riduttivo affiancare il Papa ai «no euro», a quei movimenti identitari che si chiudono in un localismo asfittico. Ieri a Strasburgo Francesco ha parlato anche del dramma dell'immigrazione, dei morti che hanno trasformato il Mediterraneo in un «grande cimitero» della necessità di farsi carico insieme, in una prospettiva europea, della dignità umana di chi arriva sulle coste del Vecchio Continente con politiche «coraggiose». Quanto di più lontano dalle vene xenofobe di certi gruppi.

 

L'Europa che il vescovo di Roma ieri si è trovato di fronte, parlando ai rappresentanti di oltre 500 milioni di cittadini, non è più il centro del mondo. È un continente stanco, passato a essere da «Europa madre» a «Europa nonna». Un'unione di popoli che in molti casi sembra aver smarrito la sua identità, le sue radici generate dal cristianesimo, quelle ragioni dello stare insieme che hanno regalato un lungo periodo di pace a nazioni e popoli abituati a combattersi lungo i secoli. Un'Europa che pare oggi aver declinato alla sua responsabilità sulla scena internazionale, incapace di parlare con una voce sola, di essere ancora un faro di civiltà, di intervenire fattivamente e concretamente con tutte le «armi» della diplomazia là dove ci sarebbe un grande bisogno di lei.

 


Francesco gliel'ha ricordato, citando le violazioni dei diritti umani, le persecuzioni delle minoranze religiose e in particolare dei cristiani, i dilanianti conflitti alimentati dall'enorme giro d'affari del traffico d'armi e non soltanto dal fondamentalismo. In questo senso, le parole pronunciate nel dialogo con i giornalisti sul volo di ritorno che lo riportava a Roma sono emblematiche di un approccio che non si lascia ingabbiare negli schemi dello scontro di civiltà o di religione, tanto cari a chi strumentalizza persino il martirio dei cristiani per i propri fini: anche se «quasi impossibile» la porta deve essere aperta anche per il dialogo con i terroristi dell'Isis. L'Europa non è più al centro del mondo, ma nel mondo oggi come non mai c'è bisogno di Europa. Ieri a ricordarcelo è stato un Papa nato in Argentina.

fonte: http://vaticaninsider.lastampa.it/nel-mondo/dettaglio-articolo/articolo/francesco-francis-francisco-europa-37740/, 26.11.2014

Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto:
Prossimi eventi
La comunità che viene dal futuro: ricordando Franco Ferrara 30/11/2019 09:00 - 17:30 — Sala De Deo, Palazzo Comunale, via G. Rossini, Gioia del Colle (Ba)
Prossimi eventi…
Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine

 


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 

Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Papa Francesco ha inviato domenica 23 aprile 2017 un video messaggio dedicato a don Lorenzo Milani, il priore di Barbiana, alla manifestazione “Tempo di Libri”, a Milano, dove nel pomeriggio è stata presentata l’edizione completa di “Tutte le Opere” del sacerdote, con alcuni inediti, curata dallo storico Alberto Melloni per la collana dei Meridiani Mondadori...
Videomessaggio del Santo Padre per Don Milani
Politica in weekend - 2 e 3 luglio 2016
Guida alla riforma costituzionale
Di più…
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002 e una rete di scuole di formazione politica. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

Cercasiunfine_115_Pagina_01.jpg

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 115
(2019 - Anno XIV)

quadratino rosso Tema: Ambiente

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


  Il 116 è sulla COPPIA (cosa vuol dire oggi essere "coppia"? Quali i ruoli nella coppia? Cos è la fedeltà nella coppia?) in preparazione.

 listing Il 117 è sul RAZZISMO (Dove nasce il razzismo? Cosa ci fa diventare razzisti? C'è il razzismo nella Chiesa?),  testi da inviare entro il 15 ottobre 2019.

 listing Il 118 è sull'ECONOMIA CIVILE (Cosa è l'economia civile? I Pro e i Contro di questo modello? Dove è applicato e come?)  testi da inviare entro il 15 novembre 2019.

 listing Il 119 è sul DIALOGO INTERRELIGIOSO  (Quanto abbiamo paura delle altre religioni? Le religioni dialogano tra di loro? Qual'è la finalità del dialogo? Cos'è il fondamentalismo religioso?)  testi da inviare entro il 31 gennaio 2020.

 listing Il 120 è sui DOVERI (si parla spesso di diritti: e i doveri? Cosa intendiamo per doveri? Esistono gruppi, culture e religioni che danno seria testimonianza sui doveri? Come educare ai doveri?)  testi da inviare entro il 15 marzo 2020.


Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.