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Christopher, l’uomo che dorme sui libri, davanti a una chiesa di Roma «Leggo Eco, ricordo Aldo Moro» di Fabrizio Peronaci

creato da Eleonora Bellini ultima modifica 02/09/2020 21:46
L’insolito giaciglio di un senzatetto vicino via Caetani. «Studiai politiche sociali in Germania, ora in strada sto bene». La biblioteca-materasso: i classici latini, Marco Polo, gli scrittori noir.

C’è un uomo che sta leggendo «Il pendolo di Foucault», seduto davanti a una chiesa nel centro di Roma, e anche lui era giovane negli anni Ottanta, amava i libri e gli studi classici, coltivava miti e desideri di fuga... Alza lo sguardo. Sorride. «Cosa vuole sapere?» È gentile, timido. Mostra la copertina blu, edizione Bompiani. «Umberto Eco? Sono arrivato a metà. Bello. Ma diffi-tzi-le...» Pronuncia quasi perfetta, se non fosse per la tendenza a sbagliare gli accenti e a indurire le consonanti. «Di origine sono te-tte-sco... Ora vivo qui, mi trovo bene. I miei libri sono i miei amici, tenconocompagnia...» E li indica: centinaia di volumi impilati davanti al portone sbarrato di Santa Caterina dei Funari, a pochi passi dalla targa commemorativa di Aldo Moro in via Caetani, la traversa delle Botteghe Oscure diventata una delle strade più tristemente famose d’Italia da quel terribile 9 maggio 1978. 

Christopher il clochard delle Botteghe Oscure, amante dei libri
Christopher il clochard delle Botteghe Oscure, amante dei libri

Eccolo, il clochard che sembra uscito da un romanzo: si chiama Christopher, ha 49 anni e viene da Cottbus, seconda città del Brandeburgo, 120 chilometri da Berlino. Lunghi capelli increspati e barba folta. È sabato mattina: mi chiede l’ora («le undici») e si alza di scatto. La lettura deve averlo distratto. «Scusi, ho fretta... Devo andare a lavorare in un magazzino di idraulica all’Aventino. Cinque ore al giorno tutti i giorni, ma non mi danno tanto, poche decine di euro a settimana...» Nella zona lo conoscono tutti. Ne apprezzano i modi garbati e, forse, il profilo involontariamente letterario: l’uomo che dorme sotto le stelle e sopra un materasso di libri, in un città stressata dal traffico, dall’incubo Covid e dalla nevrosi dei telefonini, appare una sorta di perfetto anti-eroe per raccontare i nostri tempi incerti e confusi. E invece è realtà, vita vissuta. Gli abitanti di Portico d’Ottavia, rientrando a casa, non credono ai loro occhi: Christopher ogni sera, attorno alle 23, si stende con cautela in cima alla pila di volumi («li compro a Porta Portese, talvolta me li regalano»), si avvolge come una mummia in un plaid beige, testa compresa, si volta verso il portone e incredibilmente riesce a prendere sonno, in un equilibrio all’apparenza precario, ma a lui congeniale...

Alcuni dei libri di Christopher usati come materasso
Alcuni dei libri di Christopher usati come materasso

Mai caduto sbattendo la testa sul sagrato, in piena notte? «No, io sto comodo e i libri servono come rialzo, se piove tengono l’acqua lontana», risponde con naturalezza, stupito dello stupore. Poi racconta, a piccole dosi: «Sono arrivato a Roma nel 2008, avevo studiato politiche sociali all’università, dopo il liceo, ma...» Esita, abbassa lo sguardo. «Fatti lontani, scusi...» Fa un gesto rapido come a scacciare una mosca. O i brutti pensieri. Un lutto. Un amore finito. Chissà. «Cose private, scusi...» Riprende: «Fui preso in qualche ristorante, facevo lavoro fisico, si dice così, giusto? Però volevo andare via, mi piaceva Roma, che è tanto bella...» 

Christopher in via Caetani, sotto la targa commemorativa di Aldo Moro
Christopher in via Caetani, sotto la targa commemorativa di Aldo Moro

Christopher ora indica la facciata rinascimentale di Santa Caterina e, chinandosi, solleva la coperta-tenda per mostrare il suo tesoro: ci sono i classici, da Maupassant a Mann, autori di gialli e storie noir come Van Dine e Capote, il Vecchio testamento, le guide d’Italia. E ancora: saggi storici e l’Antologia liviana, fascicoli di enigmistica e naturalmente «Il milione» di Marco Polo, come potrebbe non esserci, il libro più amato dai viaggiatori di tutti i tempi... «Mi piace la storia, la letteratura, tutto. E i cruciverba, che servono a imparare la lingua». Adesso Christopher deve proprio andare. Passa sotto la targa di via Caetani e ricorda a se stesso: «Qui fu trovato Aldo Moro nella macchina rossa, ormai è storia...» Ti serve qualcosa? Mi guarda con un sorriso timido, ma la risposta è decisa: «No, grazie. Io sono contento della mia sopravvivenza onesta. E dei miei libri». (fperonaci@rcs.it)

https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/20_agosto_31/christopher-l-uomo-che-dorme-libri-a-chiesa-roma-leggo-eco-ricordo-aldo-moro-3a9b72da-eac4-11ea-916c-ce1c13f63bba.shtml

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