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Cercare l’anima, di Angela Donatella Rega

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 18/09/2021 08:58
Se vogliamo dichiararci cristiani, chiediamoci cosa ci è successo, andiamo a cercare le nostre anime, non lasciamo che dentro di noi si faccia il vuoto…

Dunque abbiamo corso troppo in fretta e non ci siamo fermati ad aspettare che le nostre anime ci raggiungessero (come invece avevano fatto quei portatori africani durante la marcia a tappe forzate dei loro esploratori). 

Siamo arrivati a destinazione (o ancora dobbiamo arrivarci) ma senza le nostre anime, che sono rimaste indietro perché hanno evidentemente un altro ritmo di marcia.

Le abbiamo considerate sciocche. E le abbiamo sorpassate da un pezzo. 

Se ne vanno ancora adesso a passo lento a contemplare il Creato, ad ascoltare gli altri, ad accorgersi se qualcuno al loro fianco cade o muore. Perdono tempo a prendersi per mano, magari a guardarsi negli occhi, ad amare Dio, persino, ed a credergli inusitatamente. Ma a noi, adesso, importa di tutto questo? Non ci hanno fatto capire infine che tutto è inutile? Perché sprecarsi a lottare? 

Ma il Clima, i ghiacciai? Un televisore Full HD, una bella automobile di nuova generazione, che inquina anche meno, un piatto in tavola e va tutto bene, perché preoccuparsene?  

Ma le migliaia di persone morte in mare cercando di sfuggire a fame e guerra, guardate dalle barche o dalle navi che non hanno fatto niente (e quelle che hanno fatto qualcosa sono state attaccate politicamente e moralmente)?

Abbiamo capovolto qualcosa. Noi siamo qui senz’anima e ormai siamo inermi, o forse no, il vuoto della nostra anima è stato riempito da qualcos’altro. Per esempio ci riesce facile odiare, distinguerci dagli altri, giudicare, sparlare, vivere di pregiudizi, ragionare sui talk show politici. Ed ha ragione chi ci dice quello che vogliamo sentirci dire, fa niente se un giorno è bianco e l’altro nero, basta che si adegui e ci dica bianco il giorno del bianco e nero il giorno del nero. 

Tutto ciò mentre, lo sappiamo, le anime, le nostre anime, lento pede si sono perse nella giungla. Eccole là senza di noi, vagare cercandoci, mentre noi non le cerchiamo neanche più e stenteremmo a riconoscerle qualora ci raggiungessero. Sono nella stessa giungla che stiamo percorrendo di corsa. Corriamo forse anche per esorcizzare la paura che avremmo se guardassimo in faccia la realtà e non vediamo l’ora di arrivare, magari in formula uno, se possibile. Ma dove stiamo andando? Ci vuole una cassandra per dircelo o lo vediamo anche da noi? Stiamo seguendo allegramente il nostro pifferaio magico. I giovani troveranno lavoro col PNRR, e poi l’Italia vince, vince nello sport vince dappertutto. Sta andando tutto bene, finalmente! Non per tutti, ma non ci importa, chiuderemo le porte, chiuderemo i confini ora che staremo bene noi. Ma qualcuno ci dice che tutto il mondo è interconnesso, non può andare bene solo da una parte, non a discapito dell’altra. Noi cristiani facciamo orecchio da mercante, non siamo noi i detentori della religione pura? Che ci importa di quelli che si ostinano ad avere un’altra religione? Eppure quando si è lasciata l’anima indietro un’altra cosa non si è vista più. Cioè che molto fra le religioni e le culture diverse del mondo ci accomuna, nel bene e nel male.

Per quanto concerne i fondamenti della giustizia divina, del rispetto fra gli esseri umani, della generosità, dell’amore, tutte le religioni li proclamano. Per quanto concerne il fatto che si segua la religione più vera, tutte lo affermano. Per quanto concerne l’atteggiamento verso chi non abbia la nostra stessa religione, quell’amorevole Cristo ci ha dimostrato che chi fa il bene è più gradito a Dio rispetto a chi occupa i primi posti nei templi a Lui dedicati. Ora invece che anche noi cattolici abbiamo lasciato indietro l’anima e puntiamo il dito contro gli altri, nemmeno questo ci distingue più. Qualcuno mi ha fatto osservare che alcune frange religiose oltranziste se ne vanno in giro a sgozzare chi non la pensa come loro, bene, anzi male, ma alcune frange oltranziste cattoliche vedono bene che si lasci morire in mare gli ”infedeli” per non farli più partire o semplicemente che in mare muoiano i poveri che in mezzo alla nostra indifferenza sono strangolati  da tempo immemorabile  da fame, persecuzioni, guerre, tutte cose determinate dalla necessità che noi continuiamo a sfogliare i cataloghi delle auto o semplicemente di Amazon. Che differenza c’è? Ecco un’altra similitudine, anche nelle frange oltranziste.

Aveva ragione allora quell’amorevole Figlio di Dio sceso sulla Terra o no? 

Con una semplice preghiera, quella del Padre nostro ed anche con tutta la sua vita terrena ci dimostrò che fra gli esseri umani di qualsiasi provenienza c’è similitudine e fratellanza. Se vogliamo dichiararci cristiani, chiediamoci cosa ci è successo, andiamo a cercare le nostre anime, non lasciamo che dentro di noi si faccia il vuoto che sappiamo essere colmato dall’odio, e non voltiamo le spalle ai fratelli, in specie se riteniamo che il nostro esempio di amore possa rinnovarli o addirittura convertirli. Si è mai vista una conversione avvenuta con la violenza? Mai. E’ bene che presto tutti se ne rendano conto e facciano tutti insieme questo tratto di strada per salvare ciò che resta del pianeta e degli occhi speranzosi di un bambino qualsiasi. 

 *redazione CUF – Monopoli

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