Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / Centralità della questione demografica. Ciò che genera un nuovo patto, di Francesco Riccardi

Centralità della questione demografica. Ciò che genera un nuovo patto, di Francesco Riccardi

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 05/06/2020 10:05
L’idea di un Patto sociale per favorire la ripresa dell’Italia dopo la pandemia, infatti, significa niente di meno che riprendere lo slancio...

C’è un rischio che corre soprattutto il governo, ma coinvolge pure le opposizioni e le parti sociali: quello di non essere all’altezza dei grandi concetti che si evocano: 'Rinascita del Paese', 'Riforme strutturali', 'Patto sociale', solo per elencare quelle più frequentemente pronunciate nei giorni della Festa della Repubblica. Si tratta di obiettivi quantomai importanti oggi, che è però necessario vengano meglio declinati e prima ancora ben delineati.

L’idea di un Patto sociale per favorire la ripresa dell’Italia dopo la pandemia, infatti, significa niente di meno che riprendere lo slancio – non dopo aver toccato il fondo di una caduta accidentale per quanto grave – ma dover invertire da un indefinito punto più basso una fase di costante declino del Paese, cominciata ben prima che il coronavirus 'nascesse' a Wuhan. 

Per intenderci: non dobbiamo solo guarire dal Covid-19 e dalle sue conseguenze, ma da tutte quelle, tante, patologie pregresse che hanno indebolito la nostra risposta 'immunitaria' alla malattia e che ora appesantiscono il bilancio della nostra economia e la convalescenza del sistema sociale. Impresa che sarebbe già difficile da portare a termine in solitaria da parte di una maggioranza forte e coesa, del tutto impossibile per la fragile e variegata compagine che da quasi un anno si è assunta la responsabilità del governo. Dunque ci si può provare solo unendo le forze e con il massimo spirito collaborativo di tutti gli attori, politici e più ancora sociali, seguendo la stella polare della ricerca del bene comune per il Paese e i suoi cittadini.

Per tentare di farlo, occorre partire da due questioni fondamentali, una di principio e l’altra di metodo. La questione di principio è che le dinamiche complesse delle società moderne si possono governare meglio applicando quanto più possibile la sussidiarietà. Niente statalismo e assistenzialismo, come pure in periodi di emergenza si è costretti a fare, ma empowerment sociale, massimo rafforzamento e stimolo delle capacità della società stessa di trovare soluzioni e dare risposte ai bisogni. Con tutto ciò che questo significa, ad esempio, per la nascita di imprese, l’istruzione, l’offerta dei servizi, la valorizzazione di tutte le energie che nascono 'dal basso'.

La questione di metodo, invece, è che nella costruzione di un vero Patto sociale tutte le idee e le ricette sono legittime se non sono la sterile rivendicazione di un qualche beneficio per la propria parte o rappresentanza d’interessi. Per intendersi, se il dibattito si riduce a: 'Tagliate le tasse sulle imprese e poi a cascata tutto andrà bene' non si va da nessuna parte.

Si tratterebbe solo della coazione a ripetere vecchi modelli già dimostratisi inefficaci e portatori di storture sociali. C’è da progettare il futuro possibile, non da spartirsi delle risorse, e dunque l’approccio giusto dev’essere anzitutto: 'io, parte sociale o politica, cosa posso offrire?', non prendere. 'Quale impegno posso mettere in campo?', prima ancora che 'ecco di quali supporti ho bisogno'.

L’ascolto che il governo si è impegnato ad avviare come prima fase di questo grande piano di riforme, allora, dev’essere necessariamente a 360 gradi e ci aspettiamo che non si limiti a partiti, sindacati e imprese, ma coinvolga appieno la società in tutte le sue espressioni dal Terzo settore all’associazionismo, alla rappresentanza delle famiglie. Anche perché, se si vuole provare a districare la matassa della crisi in cui siamo impigliati, sarebbe utile cominciare da uno dei capi del filo: la questione demografica che è fondamentale e urgente da affrontare.

Guardando per un momento all’estero, ad esempio, colpisce che la Germania, già molto attenta al sostegno delle famiglie, abbia deciso di dedicare una parte significativa delle risorse di rilancio dell’economia a un ulteriore bonus una tantum di 300 euro a figlio per tutti i nuclei a prescindere dalla loro condizione. Inutile pensare a qualsiasi futuro dell’Italia, allora, se non si parte dal principale fattore di indebolimento strutturale della nostra società: il calo delle nascite, l’impoverimento delle famiglie con figli, la perdita di fiducia delle nuove generazioni, la difficoltà dei giovani a rendersi autonomi, formare nuovi nuclei, generare, in tutti i sensi, il domani.

E da lì poi tirare quello stesso filo per accorgersi che - collegati, uno dietro l’altro ci sono i temi dell’invecchiamento, del welfare, dell’istruzione, dell’occupazione, di immigrazione ed emigrazione, dei consumi, della produzione, in definitiva dello sviluppo. Di quello che non gonfia solo nominalmente il Pil, ma è generativo di un futuro sostenibile. È da quel filo che occorre tornare a tessere il domani di questo Paese.

 

https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/ci-che-genera-un-nuovo-patto

Azioni sul documento
  • Stampa
Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Un video per scoprire le nostre attività: scuole di politica, giornale e sito web, collana di libri, incontri e seminari, scuola di italiano per stranieri... benvenuti in Cercasi un fine!
Cercasi un fine. Presentandoci
2020
13th of January 2020, BBC interviews our Director Rocco D'Ambrosio on the case of the book of Ratzinger-Sarah
Il nostro direttore Rocco D'Ambrosio intervistato dalla BBC
2020
Di più…
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002 e una rete di scuole di formazione politica. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 121
(2020- Anno XVI)

quadratino rosso Tema: Resistere

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


 

 listing Il n. 122 è su... Tutti pazzi per i Social? -  è in spedizione.

 

 listing Il n. 123 è sulla RINASCITA (1. Cosa vuol dire “rinascita” dopo la crisi sanitaria? 2. Positività e negatività della crisi sanitaria nel lavoro, scuola, famiglia, politica, sanità, economia, ambiente? 3. Cosa vuol dire sperare in un futuro migliore?): in preparazione.

 listing Il n. 124 è su Il Pianeta che vogliamo (1. Che rapporto c'è tra la pandemia e la situazione ambientale? 2. Nuove politiche industriali e del lavoro e impatto sull'ambiente? 3. Cosa cambiare negli stili di vita? 4. Quale il contributo delle religioni?) Testi da inviare da entro 31 maggio 2021.

 listing Il n. 125 è sulla Repubblica "post Covid e tante risorse" (1. Come la pandemia ha cambiato i processi politici? 2. Chi e Come stiamo utilizzando le risorse comunitarie? 3. Quale visione politica ispira il tutto?) Testi da inviare da entro 31 luglio 2021.

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.