Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / Case famiglia, l'ennesimo «processo» alla solidarietà, di Luciano Moi

Case famiglia, l'ennesimo «processo» alla solidarietà, di Luciano Moi

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 05/04/2019 09:11
La Lega ha depositato due proposte di legge a Camera e Senato per avviare le commissioni competenti «Sistema opaco, faremo chiarezza». Ma i problemi sono economici e di coordinamento nazionale…

Dopo gli annunci di Salvini, partite le procedure per avviare una commissione parlamentare di inchiesta sulle case famiglia. Ma le difficoltà autentiche riguardano l’abbandono in cui per anni sono state lasciate le strutture di accoglienza.

Senza perdere tempo la Lega passa dalle parole ai fatti. La commissione d’inchiesta sulle case famiglia si farà davvero. A tre giorni dall’annuncio del vicepremier Salvini a Verona, ieri la Lega ha depositato sia al Senato che alla Camera la proposta di legge per istituire una Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività di affidamento di minori alle case famiglia.

Obiettivo? «Fare chiarezza sulle opacità di un sistema che, ad oggi – hanno spiegato i capigruppo Lega di Senato e Camera, Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari – non consente di avere un quadro chiaro ornato sul numero di minori coinvolti, in quali strutture siano ospitati e se quest’ultime rispettino gli standard minimi su servizi, assistenza, costi e trasparenza».

Tra i propositi anche quello di verificare che il diritto dei minori a crescere nella propria famiglia di origine sia sempre rispettato ed evitare casi di abuso e di non corretto utilizzo di risorse pubbliche. In realtà l’assistenza minorile nel nostro Paese, più che di inchieste (per altro già svolte e in abbondanza negli ultimi anni) avrebbe bisogni di aiuti, visto che soffre sotto il peso di due gravi inadempienze: mancanza di un coordinamento nazionale e crisi del welfare. Entrambe, per diversi motivi, gravissime.

Vediamo di fare chiarezza

Diciamo subito che non c’è un business delle case famiglia, c’è piuttosto un sistema della tutela sociale molto depotenziato nel quale il numero di bimbi e ragazzi inseriti nelle case famiglia si sta riducendo (Lazio, Campania e Puglia meno 30% in 5 anni), non perché le famiglie d’origine stiano meglio – se fosse così tutti saremmo contenti – ma perché quei bambini rimangono abbandonati a se stessi, tra famiglie che non sono in grado di provvedere ai loro bisogni e servizi pubblici che, a causa delle difficoltà economiche, dismettono la loro tutela.

Si potrebbe evitare di mandare un bambino in comunità o in casa famiglia? Certo. La maggioranza di quelli che oggi vengono allontanati è figlia di famiglie che, se fossero state supportate e seguite per tempo in modo adeguato, non sarebbero arrivate a livelli di disagio tali da indurre i tribunali, su parere dei servizi sociali, a intervenire. Il principio guida è che il luogo dove i bambini stanno meglio è senz'altro famiglia, a patto che quella particolare famiglia non rappresenti per loro un rischio. Sono sempre valutazioni difficili e delicate, sbagliare non è infrequente.

È possibile che una casa famiglia non faccia bene il suo lavoro? È possibile che un giudice minorile commetta un errore nel disporre un allontanamento? Certo. E questi errori vanno sanzionati, anche penalmente quando è il caso. Ma non si può generalizzare. La maggior parte delle strutture svolge il proprio compito in modo ammirevole e trasparente. Ora, quando il giudice decide di collocare un bambino in comunità, con quale criterio sceglie? Al di là di emergenze legate alla situazione del territorio, dovrebbe essere guidato dalle diverse tipologie di bisogno. Non tutti i bambini possono essere mandati in affido familiare e non per tutti è opportuno andare in casa-famiglia.

Dal novembre 2017 le linee guida sull'accoglienza dei minori prevedono 7 macrotipologie. La prima riguarda le comunità che offrono la presenza di uno o due adulti. Cioè le comunità in cui chi accoglie vive con chi viene accolto. Sono appunto le 'case famiglia' o 'comunità familiari'. Poi ci sono le 'comunità educative' caratterizzate alla turnazione degli educatori. Qui nessuno vive stabilmente, ma ci sono operatori che si avvicendano. Le altre tipologie sono le 'case di pronta e transitoria accoglienza', le 'case per gestanti e madri con figli', le 'comunità alloggio' per i ragazzi più grandi, anche maggiorenni, in semi autonomia. E infine ci sono i 'gruppi appartamento' in cui vivono maggiorenni con operatori non sempre presenti. C’è poi la tipologia proposta dalla 'Giovanni XXIII' che tecnicamente comprende 'case famiglia multi-utenza complementare' nella convinzione che i bambini abbiano bisogno di essere accolti in case dove ci sono anche anziani, ragazze madri, disabili, ecc. In questo modo le diverse tipologie del bisogno si completano al meglio.

 

https://www.avvenire.it/attualita/pagine/case-famiglia-linchiesta-si-far

Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto: , ,
Associandoci

logo-barchetta.jpg

Cercasi un fine è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002, una rete di scuole di formazione politica, un gruppo di amici stranieri e volontari per l'insegnamento della lingua italiana. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

La fatica di essere nel mondo. Lettera sul discernimento

Un po’ imitando don Milani e la sua lettera a una prof.ssa, con amici di Vicenza abbiamo scritto insieme una lettera sul discernimento e il nostro essere nel mondo. Per disponibilità copie info al 333 8465594, 0444 226530, 080 5014906 


 

Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...

Meditando in video
Un video per scoprire le nostre attività: scuole di politica, giornale e sito web, collana di libri, incontri e seminari, scuola di italiano per stranieri... benvenuti in Cercasi un fine!
Cercasi un fine. Presentandoci
2020
13th of January 2020, BBC interviews our Director Rocco D'Ambrosio on the case of the book of Ratzinger-Sarah
Il nostro direttore Rocco D'Ambrosio intervistato dalla BBC
2020
Di più…
Il 5 x mille per CuF


Sapete quanto è prezioso per noi la vostra firma del 5 x mille a nostro favore: con esso realizziamo scuole di formazione sociale e politica, un sito web e un periodico di cultura e politica, insegnamento dell’italiano per cittadini stranieri, incontri, dibattiti…

Basta la tua firma e il numero dell'associazione 91085390721 nel primo riquadro sul volontariato. 

I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Il Gruppo "Il Seggio" di Cercasi un fine a Minervino

 

 

Si chiama "Il seggio": è il gruppo territoriale di Cercasi un fine, nato a Minervino, a fine anno 2021.

Esso nasce dall'iniziativa dei soci fondatori e ordinari di Cuf, residenti a Minervino. Il gruppo (attraverso un apposito Regolamento) è un'emanazione territoriale della nostra Associazione, di cui condivide statuo, finalità, contenuti e strategie associative.

Auguriamo al gruppo di essere attivo e proficuo nella ricerca de nostro Fine come don Milani insegna: "Bisogna che il fine sia onesto. Grande. Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. E in questo secolo come lei vuole amare se non con la politica o col sindacato o con la scuola? Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte".

 

indirizzo: Vico II Spineto, 2
(c/o Parrocchia S. Michele Arcangelo)
76013 Minervino Murge (BT)

per info:
mail: scuolasociopoliticaminervino@cercasiunfine.it
cell: 349 6534286

Contribuendo

Contribuendo.jpg

Bonifico Bancario
Cercasi un Fine ONLUS
IBAN IT26C0846941440000000019932
BCC Credito Cooperatvo

Leggendo il giornale

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 127
(2022- Anno XVIII)

quadratino rosso Tema: La vita quotidiana

 

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


 

 listing Il n. 128 è sulla "Riforma costituzionale in tema ambientale"  (qual è il significato dell'ultima riforma costituzionale in tema ambientale? Quali ricadute per noi e le generazioni future? E' un nuovo patto tra generazioni? Quali effetti sull'attività economica?). In preparazione.

 

listing Il n. 129 è su "Dopo il Covid e la guerra: una nuova globalizzazione?"  (La pandemia e la guerra in Ucraina sembrano aver messo in crisi il vecchio modello della globalizzazione: come costruire un nuovo modello? Cosa deve cambiare e cosa può restare?). Testi da consegnare entro il 30 settembre 2022. 

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo: testi non superiori a 4000 caratteri/spazi inclusi, da inviare ai nostri indirizzi mail. Accettiamo anche contributi in altre lingue e di bambini.