Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / Capitol Hill, la lezione Usa in casa italica, di Rocco D'Ambrosio

Capitol Hill, la lezione Usa in casa italica, di Rocco D'Ambrosio

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 13/01/2021 10:28
Di quanto accaduto negli Usa gli scorsi giorni non si smette di parlare, né di pensarci. Ma quale può essere la lezione per l’Italia, tra fatti, opinioni e speranza? Tre i punti nodali, che si possono leggere…

Non smettiamo di pensare alle scene del Campidoglio statunitense: leggiamo e ne parliamo con amici. La lezione resta molto difficile, perché complessa e risultato di anni carichi di eventi e significati. In questo marasma di fatti, opinioni e speranza, c’è una lezione (piccola e in fieri) per noi dall’altra parte dell’oceano? Credo di sì. Sinteticamente, in tre punti.

1. Il capo e la massa. Il Campidoglio statunitense assediato ha avuto due polarità: la folla di manifestanti e il presidente Trump. Due polarità che devono far pensare anche qui: un capo, con atteggiamenti rasenti la follia, e una folla aizzata. Capire la massa è un’impresa quasi impossibile. Dopo decenni di studio Elias Canetti scriverà, a proposito della massa: “È un enigma che mi ha perseguitato per tutta la parte migliore della mia vita e, seppure sono arrivato a qualcosa, l’enigma nondimeno è restato tale”. La massa è irrazionale, è composita, risponde ad istinti, non ragiona, idolatra il capo, ne condivide la follia. Capire il capo è forse un’operazione meno complessa e, soprattutto, eticamente, le responsabilità del capo sono di gran lunga superiori a quelle della massa. E il capo non è venuto fuori dal nulla: falle nel sistema istituzionale (presidenziale o parlamentare che sia), debolezza dei partiti, peso delle risorse economiche nella scelta dei candidati, quasi totale scomparsa della cittadinanza attiva, mancata vigilanza degli organismi di controllo. Abbiamo da imparare? Certo, e molto. Non a caso rischiamo una crisi di governo per qualche politico, con tratti da adolescente incosciente, che invece di aiutare l’esecutivo a migliorare la sua azione, gioca allo sfascio. Trump ha molti colleghi nel mondo.

2. Il dato culturale. I Paesi che vivono ondate populiste sembrano interrogarsi molto poco sulle radici culturali di esso. Ci sono fette di Paese, negli Usa come in Italia, con basso livello culturale, grandi difficoltà economiche, disagio psicologico crescente. I partiti tradizionali, specie di sinistra, che sapevano intercettare questi bisogni, sono diventati partiti borghesi, poco attenti a ciò che non va. Basta leggere le cartine nazionali: la sinistra prende voti dove la gente sta sostanzialmente bene; mentre i populisti, per lo più, sono idolatrati dove c’è disagio economico, sociale e culturale. Queste tendenze non si cambiano dalla sera al mattino, ma solo con un serio lavoro culturale che coinvolga tutte le agenzie culturali (famiglie, scuola, università, associazionismo, comunità di fede religiosa, mass media ecc.). È questa una sfida vitale non solo per Biden, ma anche per noi.

3. Il pensiero debole. Negli ambienti non populisti, apparentemente più sani e lontani dal populismo, esistono forme di pensiero debole, che generalmente non studia i fenomeni con profondità e tende a sottovalutarli, ne tantomeno educa a un pensiero serio e fondato sui principi costituzionali oppure fa mediazione culturale ed educazione dei meno preparati. Basta ricordare come abbiamo sottovalutato il berlusconismo, i suoi aspetti populisti, antiistituzionali e corrotti. Gli attuali populisti italiani, di destra e di sinistra, sono figli di quella cultura. Sono quelli che hanno distrutto la mediazione dei partiti, hanno esaltato il movimentismo, hanno cambiato il nome dei partiti con il proprio, hanno usato e umiliato le istituzioni pubbliche: il tipo di leader, come scrive Emanuel Mounier, che “asservisce, è un usurpatore che sottomette a sé i suoi subordinati come proprietà o come strumenti, è un principe vanaglorioso che umilia la moltitudine, è un preservato che si pone al sicuro di ogni lotta”. A mo’ di esempio si pensi, qui come negli Usa, a quanti capi religiosi (cattolici, protestanti, ecc.) hanno appoggiato questi leader, per convinzione o privilegi ricevuti. E invece di educare bambini, giovani e adulti a incarnare la loro fede religiosa nel rispetto dei principi civili fondanti, hanno alimentato i fuochi locali da cui partono i manifestanti di cui oggi ci lamentiamo.

Nessuno, con un minimo di coscienza e responsabilità, vorrebbe essere al posto di chi oggi deve governare, in tutte quelle parti del mondo dove i populisti fanno danni. Eppure bisogna farlo, con l’aiuto di tutti. Come dice un verso della poetessa Wislawa  Szymborska: “C’è chi deve ripulire. / In fondo un po’ d’ordine / da solo non si fa”.

https://formiche.net/2021/01/capitoli-hill-la-lezione-usa-in-casa-italica/

Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto: , ,
La Vignetta, di Martina Losito

"Il bene più prezioso"

Vignetta di Martina Losito 

*Martina Losito, studentessa di ingegneria energetica presso il Politecnico di Milano.

Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Un video per scoprire le nostre attività: scuole di politica, giornale e sito web, collana di libri, incontri e seminari, scuola di italiano per stranieri... benvenuti in Cercasi un fine!
Cercasi un fine. Presentandoci
2020
13th of January 2020, BBC interviews our Director Rocco D'Ambrosio on the case of the book of Ratzinger-Sarah
Il nostro direttore Rocco D'Ambrosio intervistato dalla BBC
2020
Di più…
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002, una rete di scuole di formazione politica, un gruppo di amici stranieri e volontari per l'insegnamento della lingua italiana. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 124
(2021- Anno XVII)

quadratino rosso Tema: Pianeta che vogliamo

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


 

 listing Il n. 124 è su Il Pianeta che vogliamo è in distribuzione.

 

 listing Il n. 125 è sulla Repubblica "post Covid e tante risorse"  Testi da inviare da entro 31 agosto 2021.

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.