Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / Brexit, il primato del parlamento in un regno diviso, di Leonardo Maisano

Brexit, il primato del parlamento in un regno diviso, di Leonardo Maisano

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 10/12/2018 09:36
È lo scenario di una Brexit infinita a cui, crediamo, solo un nuovo referendum potrà mettere fine. A condizione che sia opzione condivisa da tutti e non il via al secondo atto di una “guerra civile” sul destino europeo di un regno spezzato...

Due anni e mezzo dopo il defatigante incontro di lotta con se stessa la Gran Bretagna sta scoprendo che “botte piena e moglie ubriaca” – anche nella garbata versione britannica «have the cake and eat it» – è solo il miraggio di estremo cinismo politico. Sta scoprendo, cioè, che il dividendo di un’economia globalizzata non resiste alle istanze isolazioniste delle forze cosiddette sovraniste.

Scoperta tardiva di una realtà lampante, illuminata dal deciso ritorno del Parlamento nella partita sulla Brexit. La prova dell’evidenza è l’accordo siglato da Theresa May con i Ventisette, compromesso ultimo per tutelare la prospettiva economica del Paese che ha costretto Downing Street a tingere di rosa pallido tutte le “invalicabili” linee rosse che la premier si era incautamente posta.

La marcia indietro è stata radicale, attutita appena dalla vaghezza della sintassi che dovrà trovare paletti nella successiva trattativa con la Ue. Trattativa sulla sostanza delle relazioni future, alla quale Londra si presenterà come ex partner e quindi in una posizione negoziale debolissima. Naturalmente se la Brexit si farà davvero. Il destino del corpo a corpo anglo-britannico non è mai stato tanto incerto. Il voto conclusivo di Westminster sull’accordo siglato da Theresa May con l’Ue è fissato per l’11 dicembre, ma le prime votazioni su emendamenti specifici hanno sancito il prorompente imporsi del parlamento nella vita pubblica britannica e un colpo di freno alla volontà del governo, a lungo accecato dalle illusioni della democrazia diretta e sordo ai dubbi della Camera dei Comuni. L’esecutivo, fra l’altro, è stato costretto a subire una mozione che assegna a Westminster poteri nella gestione degli eventi successivi all’eventuale bocciatura dell’accordo.

Il fronte anti May è straordinariamente eterogeneo, legato dalla tattica, agli antipodi sugli obiettivi strategici. La leadership laburista è “contro” per statuto, cercando la caduta del governo per andare a nuove elezioni; i Libdem, nazionalisti scozzesi e gallesi, s’oppongono al compromesso di Theresa in punta di europeismo; i conservatori brexiters rivolgono pollice a terra perché ritengono che il deal battezzato dalla signora premier faccia di Londra un vassallo di Bruxelles; i conservatori remainers s’uniscono al “no” perché non vogliono – uguali ragioni e opposte motivazioni ai brexiters – Londra vassallo dell’Unione, ma protagonista del destino comune. Puntano a un nuovo referendum per ribaltare il voto del giugno 2016, o, in subordine, alla membership dello spazio economico europeo, il cosiddetto modello norvegese rafforzato dalla partecipazione all’unione doganale.

Uno scenario che riduce lo choc economico generato dall’uscita dall’Ue, ma impone, fra l’altro, la libera circolazione dei lavoratori. E questo senza potere nella formazione delle norme future dei Ventisette. Regno ancora vassallo, dunque, ipotesi peggiorativa – espone a rischi l’industria finanziaria che si troverebbe alla mercè delle regole di Bruxelles – rispetto al quadro istituzionale britannico di oggi, “al meglio di due mondi” in cui Londra vive grazie al negoziato che John Major pilotò a Maastricht.

A opporsi all’accordo ci sono soprattutto gli unionisti dell’Ulster, stampella dell’esecutivo fin dalla nascita. In queste ore hanno formalizzato il distacco dalla premier temendo per Belfast – la conferma è giunta ieri da documenti riservati che Downing Street ha dovuto divulgare per volontà dei deputati – un destino divergente da Londra. Una mossa che, di fatto, pone la premier alla guida di un esecutivo di minoranza.

Impallinare politicamente Theresa May appare a questo punto missione probabile per volontà di un parlamento che sta rivendicando il suo ruolo dopo la sbornia referendaria e l’azione, talvolta proterva, dell’esecutivo. Sul cadavere del mancato deal – se così davvero sarà – si scatenerà una nuova orgia. La premier dovrà deciderà se riproporre il testo, se andare al voto, o cedere la guida Tory e del Paese. Il Labour cercherà lo scioglimento della Camera, brexiters e remainers continueranno ad accapigliarsi, i libdem invocheranno ragionevolezza, mentre gli scozzesi torneranno a ragionare di secessione.

È lo scenario di una Brexit infinita a cui, crediamo, solo un nuovo referendum potrà mettere fine. A condizione che sia opzione condivisa da tutti e non il via al secondo atto di una “guerra civile” sul destino europeo di un regno spezzato.

 

https://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2018-12-06/il-primato-parlamento-un-regno-diviso-081008.shtml?uuid=AEmuNdtG

Azioni sul documento
  • Stampa
Associandoci

logo-barchetta.jpg

Cercasi un fine è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002, una rete di scuole di formazione politica, un gruppo di amici stranieri e volontari per l'insegnamento della lingua italiana. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

Prossimi eventi
Il voto politico tra astensione e progetti 03/09/2022 16:00 - 20:00 — Sala Bice Leddomade, via Sanges 11/A, Cassano delle Murge (BA)
Prossimi eventi…
Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Un video per scoprire le nostre attività: scuole di politica, giornale e sito web, collana di libri, incontri e seminari, scuola di italiano per stranieri... benvenuti in Cercasi un fine!
Cercasi un fine. Presentandoci
2020
13th of January 2020, BBC interviews our Director Rocco D'Ambrosio on the case of the book of Ratzinger-Sarah
Il nostro direttore Rocco D'Ambrosio intervistato dalla BBC
2020
Di più…
Il 5 x mille per CuF


Sapete quanto è prezioso per noi la vostra firma del 5 x mille a nostro favore: con esso realizziamo scuole di formazione sociale e politica, un sito web e un periodico di cultura e politica, insegnamento dell’italiano per cittadini stranieri, incontri, dibattiti…

Basta la tua firma e il numero dell'associazione 91085390721 nel primo riquadro sul volontariato. 

I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Il Gruppo "Il Seggio" di Cercasi un fine a Minervino

 

 

Si chiama "Il seggio": è il gruppo territoriale di Cercasi un fine, nato a Minervino, a fine anno 2021.

Esso nasce dall'iniziativa dei soci fondatori e ordinari di Cuf, residenti a Minervino. Il gruppo (attraverso un apposito Regolamento) è un'emanazione territoriale della nostra Associazione, di cui condivide statuo, finalità, contenuti e strategie associative.

Auguriamo al gruppo di essere attivo e proficuo nella ricerca de nostro Fine come don Milani insegna: "Bisogna che il fine sia onesto. Grande. Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. E in questo secolo come lei vuole amare se non con la politica o col sindacato o con la scuola? Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte".

 

indirizzo: Vico II Spineto, 2
(c/o Parrocchia S. Michele Arcangelo)
76013 Minervino Murge (BT)

per info:
mail: scuolasociopoliticaminervino@cercasiunfine.it
cell: 349 6534286

Contribuendo

Contribuendo.jpg

Bonifico Bancario
Cercasi un Fine ONLUS
IBAN IT26C0846941440000000019932
BCC Credito Cooperatvo

Leggendo il giornale

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 126
(2021- Anno XVII)

quadratino rosso Tema: Il rispetto dell'identità sessuale

 

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


  

 

 listing Il n. 127 è dedicato alla vita quotidiana (in un mondo eccessivamente mediatico quale valore ha il quotidiano? I suoi piccoli e significativi gesti quale senso hanno? Conosciamo i vissuti quotidiani attorno a noi?). In preparazione.

 listing Il n. 128 è sulla "Riforma costituzionale in tema ambientale"  (qual è il significato dell'ultima riforma costituzionale in tema ambientale? Quali ricadute per noi e le generazioni future? E' un nuovo patto tra generazioni? Quali effetti sull'attività economica?). Testi da inviare entro il 30 giugno 2022.

listing Il n. 129 è su "Dopo il Covid e la guerra: una nuova globalizzazione?"  (La pandemia e la guerra in Ucraina sembrano aver messo in crisi il vecchio modello della globalizzazione: come costruire un nuovo modello? Cosa deve cambiare e cosa può restare?). Testi da consegnare entro il 30 agosto 2022. 

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo: testi non superiori a 4000 caratteri/spazi inclusi, da inviare ai nostri indirizzi mail. Accettiamo anche contributi in altre lingue e di bambini.