Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / Basta tratta delle novizie. Il papa contro gli abusi, di Luca Kocci

Basta tratta delle novizie. Il papa contro gli abusi, di Luca Kocci

creato da webmaster ultima modifica 14/09/2015 13:42
Punto centrale della conversazione la vita religiosa. E siccome anche papa Francesco «è un religioso» (gesuita), nota Spadaro, «conosce per esperienza ciò di cui si parla». ...

Basta con la «tratta delle novizie» da parte delle congregazioni in cerca di nuove vocazioni. Accettare nei seminari e negli istituti religiosi «i peccatori, ma non i corrotti». Prestare grande attenzione alla formazione dei giovani, altrimenti invece di buoni preti «formiamo piccoli mostri». Sono dirette e severe le parole di papa Francesco rivolte ai superiori degli ordini e delle congregazioni religiose maschili, soprattutto nei passaggi dedicati alla promozione vocazionale, alla formazione del clero e alla vita religiosa in generale.

Come già in occasione della sua prima intervista pubblica a settembre, la tribuna prescelta per intervenire di nuovo è Civilità Cattolica, il quindicinale dei gesuiti le cui bozze vengono vagliate dalla Segreteria di Stato vaticana prima di andare in stampa, segnale quindi di un’operazione preparata e concordata, non di uno scoop frutto di “parole rubate”. E la penna a cui Bergoglio ha scelto di affidare le proprie affermazioni è ancora quella del gesuita Antonio Spadaro, direttore di Civilità Cattolica, già autore dell’intervista e, stando ad alcune voci, futuro successore di padre Federico Lombardi alla direzione della Sala stampa della Santa sede. Spadaro era presente all’incontro che Bergoglio ha avuto con i vertici degli istituti religiosi durante l’assemblea generale dell’Unione dei superiori generali (Usg) di fine novembre, ha «preso nota del dialogo» e quel colloquio è diventato un lungo articolo pubblicato su Civiltà Cattolica uscita oggi.

Punto centrale della conversazione la vita religiosa. E siccome anche papa Francesco «è un religioso» (gesuita), nota Spadaro, «conosce per esperienza ciò di cui si parla». A cominciare, appunto, dalla promozione vocazionale e dalla formazione degli aspiranti preti, religiosi e religiose. È in particolare rispetto a queste ultime che Bergoglio pronuncia parole nette, sebbene prendendole in prestito dai vescovi filippini. «Ha ricordato – scrive Spadaro – che nel 1994, nel contesto del Sinodo ordinario sulla vita consacrata e la sua missione, i vescovi filippini denunciarono la “tratta delle novizie”, cioè il massiccio arrivo di congregazione straniere che aprivano case nell’arcipelago allo scopo di reclutare vocazioni da trapiantare in Europa. “Bisogna tenere gli occhi aperti su queste situazioni”, ha detto il papa».

Una «tratta» – parola ricorrente nel lessico bergogliano di questi mesi, mai però associata alle giovani religiose – che ha provocato e provoca tutt’ora situazioni drammatiche: dai casi estremi degli abusi e delle violenze sessuali denunciate in passato dalle stesse suore, a quelli più frequenti ma meno “rumorosi” di novizie e religiose straniere costrette a svolgere esclusivamente mansioni faticose, servili e tavolta umilianti nelle strutture delle congregazione di appartenenza, spesso dopo essere state convinte ad indossare l’abito anche prospettando loro la possibilità di uscire dalla condizione di povertà in cui versano. Il papa non ha fatto cenno a queste situazioni specifiche, ma il termine «tratta» è inequivocabile e rimanda inevitabilmente a queste realtà, peraltro documentate da numerosi casi.

Legata al «reclutamento vocazionale» è anche la questione dell’ammissione alla vita religiosa e il rischio che chi è stato fatto uscire dalla porta – «un giovane che è stato invitato a uscire da un istituto religioso per motivi seri» – rientri poi dalla finestra, venendo poi «accettato» in un altro seminario. Questo è un «grosso problema», dice Francesco. «Non sto parlando di persone che si riconoscono peccatori: tutti siamo peccatori, ma non tutti siamo corrotti. Si accettino i peccatori, ma non i corrotti». Il riferimento ai casi di pedofilia da parte del clero – spesso non dimessi ma solo spostati da una parrocchia o da un istituto ad un altro – è evidente, anche perché Bergoglio richiama espressamente «i casi di abuso» e l’azione messa in campo da papa Ratzinger.

C’è poi il tema della formazione del clero, spesso contraddistinta dalla «ipocrisia», che Bergoglio riassume ricordando il suggerimento che riceveva da giovane: «Se vuoi andare avanti, pensa chiaramente e parla oscuramente. Era un chiaro invito all’ipocrisia. Bisogna evitarla ad ogni costo». «La formazione – aggiunge – è un’opera artigianale, non poliziesca. Dobbiamo formare il cuore. Altrimenti formiamo piccoli mostri. E poi questi mostri formano il popolo di Dio. Questo mi fa venire davvero la pelle d’oca». Il clericalismo che Francesco dice di voler combattere («è uno dei mali più terribili») è ancora piuttosto evidente – c’è l’idea che solo i preti «formano il popolo di Dio» –, tuttavia la Chiesa disegnata da Bergoglio sembra diversa, perlomeno nelle parole, perché le azioni incisive “di governo” ancora devono arrivare. I grandi cambiamenti, aggiunge Bergoglio, si sono realizzati «quando la realtà è stata vista non dal centro ma dalla periferia», cercando di «conoscere davvero la realtà e il vissuto della gente. Se questo non avviene allora ecco che si corre il rischio di essere astratti, ideologici o fondamentalisti, e questo non è sano».

Fonte: “il manifesto” del 4 gennaio 2014

Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto:
Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine

 


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 

Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Papa Francesco ha inviato domenica 23 aprile 2017 un video messaggio dedicato a don Lorenzo Milani, il priore di Barbiana, alla manifestazione “Tempo di Libri”, a Milano, dove nel pomeriggio è stata presentata l’edizione completa di “Tutte le Opere” del sacerdote, con alcuni inediti, curata dallo storico Alberto Melloni per la collana dei Meridiani Mondadori...
Videomessaggio del Santo Padre per Don Milani
Politica in weekend - 2 e 3 luglio 2016
Guida alla riforma costituzionale
Di più…
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002 e una rete di scuole di formazione politica. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

Cercasi un fine 118.jpg

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 118
(2020- Anno XVI)

quadratino rosso Tema: Economia civile

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


 

 listing Il n. 118 è sull'ECONOMIA CIVILE. Il cartaceo è stato spedito; il PDF lo si trova qui si sopra nella home page.

 listing Il n. 119 è sul DIALOGO INTERRELIGIOSO  è in preparazione.

 listing Il n. 120 è sui DOVERI (si parla spesso di diritti: e i doveri? Cosa intendiamo per doveri? Esistono gruppi, culture e religioni che danno seria testimonianza sui doveri? Come educare ai doveri?)  testi da inviare entro il 30 aprile 2020.

Per il n. 120 lanciamo un’iniziativa per coinvolgere tutti i nostri lettori: Tweet on duty - Un tweet sul dovere

Ti chiediamo di rispondere a una sola di queste domande (indicando nome, cognome, lavoro, città) in maniera sintetica, praticamente non più dei 140 caratteri che si usano in un tweet, da inviare a associazione@cercasiunfine.it o sms o whatsapp al cell. 337 1031728
Ecco le domande, scegline solo una e rispondi!
1. Cosa ti spinge a fare il tuo dovere?
2. Cosa provi nel fare il tuo dovere?
3. Cosa ti aspetti quando fai il tuo dovere?
4. Quali difficoltà incontri quando fai il tuo dovere? 
Testi da inviare entro il 30 aprile 2020.


Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.