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Bambini poveri, in Italia sono più di 3 milioni. L’allarme di Save the Children, di Mirella D’Ambrosio

creato da webmaster ultima modifica 14/09/2015 18:04
Il Italia c’è stato un drastico aumento della povertà minorile. L’allarme viene lanciato da Save the Children...

 

ROMA – Il Italia c’è stato un drastico aumento della povertà minorile. L’allarme viene lanciato da Save the Children: si tratta di oltre 1 milione e 400.000 minori in povertà assoluta e quasi 2,4 milioni quelli in povertà relativa. Un dato choc, a fronte di misure inefficaci per contrastarla. «Le istituzioni devono intervenire – è il monito dell’organizzazione – con misure a sostegno del reddito e a supporto dei nuclei familiari, a partire dal potenziamento del Sostegno di inclusione attiva, già nella prossima Legge di stabilità». Le misure di welfare a contrasto della povertà minorile, dunque, non avrebbero portato affatto benefici concreti e Save the Children chiede con forza un piano nazionale di contrasto del fenomeno.

Uno strumento universale di lotta alla povertà

«Se gli ultimi dati sull’incidenza dei minori in povertà assoluta e relativa in Italia sono allarmanti, lo è forse ancor di più dover constatare che il nostro Paese si è caratterizzato negli ultimi anni per una profonda inefficacia degli interventi governativi che sulla carta avrebbero dovuto contrastare questo fenomeno», ha dichiarato Valerio Neri, direttore Generale di Save the Children Italia. Al fine di rimettere il contrasto alla povertà minorile al centro dell’agenda politica, Save the Children – che con altre realtà associative aderisce all’Alleanza di lotta alla povertà e alla comune proposta di istituire un Reddito di Inclusione Sociale per tutte le famiglie che vivono la povertà assoluta in Italia – chiede che venga istituito uno strumento universale di lotta alla povertà, scongiurando il rischio che l’Italia rimanga l’unico paese dell’Unione europea ad esserne priva, visto che anche la Grecia sta avviandosi in questa direzione. «In particolare – continua Valerio Neri – riteniamo essenziale potenziale ed avviare la sperimentazione del Sostegno per l’Inclusione Attiva su tutto il territorio nazionale, incrementando significativamente la copertura prevista dalla legge di stabilità 2014 e procedere all’immediata utilizzazione dei fondi previsti dal DL 76/2013 (168 milioni di euro) per l’estensione a tutto il Mezzogiorno della sperimentazione precedentemente avviata in 12 città».

Fonte: CorriereSociale del 26 settembre 2014

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