Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / Attacchi intollerabili e dovere di salvare. La vera forza della legalità, di Giuseppe Anzani

Attacchi intollerabili e dovere di salvare. La vera forza della legalità, di Giuseppe Anzani

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 06/07/2019 08:41
L’equilibrio dei poteri non sopporta d’essere sovvertito da nessuna arroganza…

Per i governanti la liturgia cristiana ha una speciale preghiera. I governanti cambiano nel tempo, i buoni governanti sono una grazia, i cattivi una sventura. Ma la preghiera è costante. Per i capaci e per gli incapaci. Per i buoni e per i cattivi ("etiam discolis", dice la Scrittura). Ne abbiamo avuti in passato e forse ancora qualcuno.

Ma, fatta la preghiera, invocata sugli incapaci la sapienza e sui discoli il ravvedimento, laicamente da cittadini pretendiamo da tutti loro il rispetto delle regole fondamentali che reggono il villaggio umano, la convivenza civile, la libertà e la giustizia garantita dall’equilibrio dei poteri e delle funzioni sovrane

Almeno il rispetto essenziale delle regole di sistema. Sentire uno dei governanti caricare a testa bassa contro la pronuncia di un giudice della Repubblica, perché non ha confermato i ceppi ai polsi di Carola Rackete, e l’ha invece liberata dicendo che il suo attracco nel porto non è stato un «delitto», ma un «dovere» giuridico, sentirlo coprire di contumelie la giovane comandante della nave di salvataggio, è francamente intollerabile. 

Ma oltre al clima di odio che ne viene obliquamente alimentato, come attestano gli insulti e le minacce postate sui social, la denigrazione del giudice ("vergogna, tolga la toga" riportano alcuni titoli di giornale) ha un grado diverso; allarmante, perché istituzionale. Noi non siamo disposti a diventare un Paese dove le sentenze si devon fare come piacciono ai governanti, e l’indignazione civile dovrebbe contagiare anche quelli che davanti a simili comizi sembran prostrati in ipnosi.

L’equilibrio dei poteri non sopporta d’essere sovvertito da nessuna arroganza. O verremo al punto che diventerà un sogno, come per il mugnaio di Potsdam, avere «un giudice a Berlino»; o come nel film "Zeta" di Costa Gavras confidare che un piccolo giudice tenga testa all’«orgia del potere»? Perché alcuni politici dicono sempre «gli italiani» come se fossero il loro seguito personale, in totalità invece che in frazione? Le sentenze, quelle sì, sono pronunciate «in nome del popolo italiano», ma per statuto, per missione, per vocazione giudiziaria. Soggette solo alla legge, non al gradimento, o alla paura. 

I governanti che fanno varare leggi a misura dei vantaggi che dà la durezza di cuore, le ritengono l’ombelico del mondo. Ma il mondo del diritto conosce norme sovranazionali che essi non possono annientare, e Trattati e Convenzioni e Dichiarazioni Universali, e Diritti consuetudinari; doveri civili e infine gli indistruttibili diritti umani. Ho sotto gli occhi l’ordinanza del giudice di Agrigento. Che queste cose le sa. Percorre il diritto con rigore di metodo e saggezza di analisi. Ma per intero. Applica "le leggi di casa nostra", come volevasi. Tutte, però.

È legge di casa nostra l’art. 10 della Costituzione, che con l’art. 117 ci innesta nel mondo e vincola il potere legislativo al rispetto degli obblighi internazionali. È legge nostra dunque la grande Legge del Mare (Onu 1982), la Convenzione Sila (Londra 1974), la Convenzione Sar (Amburgo 1979), e quanto in esse si dispone per il salvataggio e l’approdo in porto sicuro. È un crimine punito dalla legge nostra l’omissione di soccorso in mare (art. 1158 del nostro codice della navigazione); e il soccorso non è solo il salvagente gettato ai naufraghi, non finisce col ripescaggio, ma chiede agli Stati l’approdo nel porto sicuro.

Chi ha chiamato l’approdo «violenza a una nave da guerra» (giuridicamente inconsistente: quale guerra, in casa nostra?) forse insieme al grottesco d’una parola tragica confessa ostilità, inimicizia, belligeranza segreta contro i disperati del mare. Non così, non così le leggi, le nostre leggi. E il giudice non ha guardato da miope la sola sequenza dell’attracco, ha voluto vedere tutto il film, tutta la vicenda del salvataggio secondo le leggi, le intere leggi; culminando in quella specifica norma interna (art. 51 del codice penale) che scavalca i divieti quando bisogna adempiere un dovere. Così ha scritto, così ha giudicato. Salvare è dovere, salvare è la «suprema lex». Non per capriccio, non per jattanza, non per obiezione, ma per dovere: bisogna salvare.

https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/la-vera-forza-della-legalita

Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto: , ,
Associandoci

logo-barchetta.jpg

Cercasi un fine è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002, una rete di scuole di formazione politica, un gruppo di amici stranieri e volontari per l'insegnamento della lingua italiana. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

Prossimi eventi
Il voto politico tra astensione e progetti 03/09/2022 16:00 - 20:00 — Sala Bice Leddomade, via Sanges 11/A, Cassano delle Murge (BA)
Prossimi eventi…
Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Un video per scoprire le nostre attività: scuole di politica, giornale e sito web, collana di libri, incontri e seminari, scuola di italiano per stranieri... benvenuti in Cercasi un fine!
Cercasi un fine. Presentandoci
2020
13th of January 2020, BBC interviews our Director Rocco D'Ambrosio on the case of the book of Ratzinger-Sarah
Il nostro direttore Rocco D'Ambrosio intervistato dalla BBC
2020
Di più…
Il 5 x mille per CuF


Sapete quanto è prezioso per noi la vostra firma del 5 x mille a nostro favore: con esso realizziamo scuole di formazione sociale e politica, un sito web e un periodico di cultura e politica, insegnamento dell’italiano per cittadini stranieri, incontri, dibattiti…

Basta la tua firma e il numero dell'associazione 91085390721 nel primo riquadro sul volontariato. 

I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Il Gruppo "Il Seggio" di Cercasi un fine a Minervino

 

 

Si chiama "Il seggio": è il gruppo territoriale di Cercasi un fine, nato a Minervino, a fine anno 2021.

Esso nasce dall'iniziativa dei soci fondatori e ordinari di Cuf, residenti a Minervino. Il gruppo (attraverso un apposito Regolamento) è un'emanazione territoriale della nostra Associazione, di cui condivide statuo, finalità, contenuti e strategie associative.

Auguriamo al gruppo di essere attivo e proficuo nella ricerca de nostro Fine come don Milani insegna: "Bisogna che il fine sia onesto. Grande. Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. E in questo secolo come lei vuole amare se non con la politica o col sindacato o con la scuola? Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte".

 

indirizzo: Vico II Spineto, 2
(c/o Parrocchia S. Michele Arcangelo)
76013 Minervino Murge (BT)

per info:
mail: scuolasociopoliticaminervino@cercasiunfine.it
cell: 349 6534286

Contribuendo

Contribuendo.jpg

Bonifico Bancario
Cercasi un Fine ONLUS
IBAN IT26C0846941440000000019932
BCC Credito Cooperatvo

Leggendo il giornale

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 126
(2021- Anno XVII)

quadratino rosso Tema: Il rispetto dell'identità sessuale

 

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


  

 

 listing Il n. 127 è dedicato alla vita quotidiana (in un mondo eccessivamente mediatico quale valore ha il quotidiano? I suoi piccoli e significativi gesti quale senso hanno? Conosciamo i vissuti quotidiani attorno a noi?). In preparazione.

 listing Il n. 128 è sulla "Riforma costituzionale in tema ambientale"  (qual è il significato dell'ultima riforma costituzionale in tema ambientale? Quali ricadute per noi e le generazioni future? E' un nuovo patto tra generazioni? Quali effetti sull'attività economica?). Testi da inviare entro il 30 giugno 2022.

listing Il n. 129 è su "Dopo il Covid e la guerra: una nuova globalizzazione?"  (La pandemia e la guerra in Ucraina sembrano aver messo in crisi il vecchio modello della globalizzazione: come costruire un nuovo modello? Cosa deve cambiare e cosa può restare?). Testi da consegnare entro il 30 agosto 2022. 

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo: testi non superiori a 4000 caratteri/spazi inclusi, da inviare ai nostri indirizzi mail. Accettiamo anche contributi in altre lingue e di bambini.