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Armi pesanti: gli USA riempiono di ordigni il Medio Oriente. Italia nona, di Corrado Fontana

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 12/03/2019 09:32
Il nuovo rapporto SIPRI: gli USA incrementano loro quota di export. E appena 5 Stati si spartiscono il 75% del mercato bellico...

Il business della guerra non ha mai tirato come ora. E gli Stati Uniti del presidente Donald Trump cavalcano l’onda come leader incontrastati di un mercato internazionale in cui l’export va soprattutto verso gli Stati dell’Asia e del Medio Oriente. Cioè verso Paesi dove spesso diritti, servizi sociali ed economia restano profondamente deficitari.

Il nuovo report che arriva dall’Istituto di ricerca internazionale sulla pace di Stoccolma (SIPRI) sottolinea infatti alcuni elementi preoccupanti. Nel commercio globale di armi pesanti gli USA consolidano il loro predominio, ma non è l’unica notizia né la peggiore:  la preoccupazione maggiore va innanzitutto all’aumento generalizzato del volume dei trasferimenti internazionali. L’export nel 2014-18 è stato del 7,8% superiore rispetto al 2009-13, e addirittura del 23% in più rispetto al periodo 2004-2008.

Un terzo delle armi verso Paesi in aree di conflitto

Ma forse il dato anche peggiore è la misura in cui sono cresciute le quote di armamenti importati da regioni notoriamente critiche sul piano generale. Nel confronto tra i periodi 2009-13 e 2014-18 emerge infatti che le importazioni di armi pesanti da parte degli Stati del Medio Oriente è schizzata alle stelle: +87%. Un valore che porta l’area al secondo posto in classifica tra quelle destinatarie e che, per fortuna, contrasta con quello delle importazioni complessive verso le Americhe (-36%), l’Europa (-13%), Asia e Oceania (-6,7%) e persino l’Africa (-6,5%).

Principali destinatari dell’export nel 2014-18 rimangono tuttavia le regioni dell’Asia e Oceania (che rappresentano il 40% delle

importazioni mondiali). Mentre i cinque Paesi maggiori importatori nel 2014-18 messi insieme (Arabia Saudita, India, Egitto, Australia e Algeria) hanno ricevuto il 35% di tutte le importazioni di armi.

Il divario tra gli USA e gli altri esportatori di armi aumenta

Ad avvantaggiarsi maggiormente di questi trend internazionali sono gli americani. Sono loro a guidare per distacco la lista dei cinque Paesi maggiori esportatori nel 2014-18: oltre gli Stati Uniti, del club fanno parte Russia, Francia, Germania e Cina. Veri attuali colossi del mercato che rappresentano  il 75% del volume totale delle esportazioni.

Gli Stati Uniti, in particolare, sono riusciti nell’ultimo quinquennio a incrementare del 29% il proprio export bellico (di cui più della metà verso il Medio Oriente) rispetto al 2009-13, balzando così dal 30 al 36% nella quota delle esportazioni globali totali. Tanto più che mentre gli USA volavano, il loro principale concorrente, la Russia, si limitava a staccare un +12%.

In particolare, afferma Aude Fleurant, direttrice del programma SIPRI per le armi e le spese militari, «gli Stati Uniti hanno esportato armamenti in almeno 98 Paesi negli ultimi cinque anni», vendendo spesso «armi avanzate come aerei da combattimento, missili balistici e a corto raggio, e un gran numero di bombe “intelligenti”» (guided bombs).

L’Europa vende più armi: Francia su, Italia no

Anche il nostro Paese compare nel report del SIPRI, più volte. Poiché l’Italia rimane stabilmente nel gruppo dei primi 10 esportatori di armamenti nel mondo, attestandosi al nono posto. Ma è l’unico, insieme alla Russia, a mostrare una flessione nei volumi del suo export (-6,7%).

Andando invece a vedere le esportazioni di armi complessive degli Stati membri dell’Unione europea, ci si accorge di quanto purtroppo il Vecchio Continente non disdegni di far profitto per la sua industria bellica. Il 27% del totale mondiale delle armi pesanti esportate nel 2014-18 è infatti di origine comunitaria. Con l’Italia che occupa la quinta piazza tra le nazioni che ne beneficiano di più, dietro Francia, Germania, Regno Unito e Spagna. E un incremento della quota globale di export riferita al quintetto passata dal 21 al 23% a livello globale.

E, come per gli USA, chi è cresciuto maggiormente tra gli acquirenti di missili, bombe e mezzi da guerra costruiti nell’Ue è il Medio Oriente:+261% le esportazioni della Francia verso quest’area, contro un “modesto” +125% dei tedeschi, +75% degli italiani e +30% degli inglesi. Gli spagnoli, invece, hanno visto il proprio boom (+215%) diretto verso Asia e Oceania.

 

https://valori.it/armi-pesanti-gli-usa-riempiono-di-ordigni-il-medio-oriente-litalia-e-nona/

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