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Apocalypse now, di Donatella Rega

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 06/05/2021 22:02
“Ci saranno guerre, carestie ed epidemie ma non sarà ancora la fine…. Vi diranno il Cristo è qui oppure è qui, ma voi non credetegli, perché quando il Figlio dell’Uomo verrà lo vedranno tutte le genti “…

Analizziamo questa frase evangelica cominciando dalla fine e poi risaliamo alle prime confortanti parole. Dunque, cominciando dalle ultime due parole, anche in questa frase del Vangelo troviamo conferma che il nostro Gesù è un Gesù che si rivela a tutti e non ad alcuni privilegiati soltanto. Ma una parte di noi credenti che si professa anche cattolica e quindi seguace di Cristo continua a pensare che il messaggio di amore del Vangelo sia rivolto a pochi battezzati e soprattutto abbia come fine l’amore fraterno entro un gruppo ristretto di  accoliti, chi sta fuori è nemico, ed il fatto che pure i nemici dovremmo amare (e per loro pregare)  passa in secondo piano, gettandoci in uno stato di non auspicabile continua sofferenza e disagio interiore. 

Perché invece la pace interiore (“vi do la mia pace”) è quella che troviamo solo seguendo quella via di apertura verso il prossimo, cioè verso gli sconosciuti feriti ed i viandanti loro soccorritori addirittura eretici, cioè solo amando senza riserve siamo sulla via del Vangelo. 

Difficile, ma non ci era stato detto che fosse facile passare da una porta stretta. Magari ad andarsene in giro ad amare tutti, difendere gli ultimi ed i diseredati, e persino pregare per i nemici qualcuno di noi ci rimette la pelle (e non possiamo dire che anche questo non ci fosse più che chiaro, visto che è capitato a Colui che diciamo di voler seguire).

Invece alcuni credenti salgono sullo scranno del giudice e cominciano a dire che quelli che oggi affogano in mare bisogna aiutarli a casa loro domani. Nel frattempo muoiono ma è colpa loro. Le ONG guadagnano, e ci mancherebbe che potessero fare un lavoro come quello che fanno senza avere fondi. L’accoglienza ci guadagna,  e qui invece di cercare di fare chiarezza magari su quelli che ci hanno fatto la cresta sull’accoglienza, torniamo a dire che è meglio che la gente muoia in mare, e  giriamo la testa dall’altra parte, come i sacerdoti ed i farisei del tempo di quel bel tipo che evidentemente  diciamo di conoscere ma di cui ci risulta troppo duro seguire le orme.

Eh, ha chiamato “bel tipo” Gesù! Eh, ma dobbiamo sforzarci di seguirlo, perché a Lui scappò la pazienza una sola volta contro i mercanti nel Tempio e poi basta. Mercanti, mercati. Una strana assonanza. Il Tempio di Dio potrebbe essere anche la Terra, noi diciamo che è anche il nostro corpo. Terra e corpo vanno rispettati, non se ne deve fare merce. 

Ma torniamo alla frase iniziale.

Guerre, carestie ed epidemie non sono la fine. Quindi non sbandieriamole come strali del Padre Eterno, piuttosto riflettiamo sulla nostra caducità terrena e mettiamoci sulla buona strada finché siamo in tempo, perché forse, dico forse,  di tutte e tre, al giorno d’oggi, siamo responsabili. O no? Mah, io ci penserei bene prima di negarlo. Diciamo che potremmo fare di meglio impegnandoci, almeno noi che ci diciamo seguaci di Cristo,  per costruire la pace in qualsiasi contesto ci troviamo.

E magari mettendoci in gioco laddove invece ci stringiamo nelle spalle facendoci indietro e considerandoci impotenti.  Infine ci diranno il Cristo è qui, no è qui e noi non dovremo crederci. Ci sono molti predicatori nel web, ognuno col suo canale e con i suoi almeno trentamila seguaci, ognuno possiede la verità, sempre rigorosamente alternativa a quella ufficiale, ci mancherebbe!

La Scienza è qui! No è qui! La vera politica è qui! No è qui! Il vero Cristo è qui! No è qui! La vera Salvezza è qui! No è qui! (Ma non credete loro perché  quando la Verità si manifesterà la vedranno tutti). Alla resa dei conti finale, mi pare di capire, cioè quando i fatti conteranno più delle parole e l’albero si riconoscerà dai frutti, ma bisogna aspettare, perché da troppo vicino non si riesce a mettere bene a fuoco. Nel frattempo una ridda di “informazioni” ci travolge.

I morti sono falsi, lo giura questo medico e quell’altro. Covid 19 è una malattia lieve, non c’è bisogno della mascherina, anzi andate ad abbracciare almeno gli asintomatici, ma magari anche tutti perché c’è la cura, è facile curarsi, è solo un complotto di Bill Gates, e Paul Mc Cartney è morto nel 1960 e nei bagni dei negozi di Piccadilly ci sono i coccodrilli che mangiano le donne, e nel tronchetto della felicità ci sono parassiti che ti ammazzano, ed il vaccino ad mRNA ti fa diventare transgenico e ti mettono il microchip. E la terra è piatta. Eppur si muove! 

A noi sta approfondire e non fermarci alla superficie delle molteplici versioni “sagaci” del web.

Ma nella confusione, nella babele di pseudo notizie sta davvero la nostra Apocalisse.

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