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ANSA/ Zollner: Su abusi in Chiesa italiana manca ancora fase verità

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 21/08/2018 22:18
Dichiarazione di padre Hans Zollner, gesuita tedesco, membro della Commissione pontificia anti-abusi e presidente del Centro per la protezione dei minori della Gregoriana...

ANSA/ Zollner, Chiesa Italia? Su abusi manca ancora fase verità 
Rispetto a diffusione fenomeno reazione vescovi ritenuta carente
(di Fausto Gasparroni
(ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 21 AGO - La Chiesa in Italia "non ha ancora vissuto un momento di verità" sulla piaga della pedofilia nel clero, come invece accaduto per altre Conferenze episcopali nel mondo: è invece giunta l'ora di "aprire gli occhi e il cuore" e "di impegnarsi senza esitazione e in modo consistente" contro quest'inquietante fenomeno. A dirlo è uno degli uomini di Chiesa più impegnati contro la "vergogna" cui il Papa - con un'iniziativa senza precedenti, a conferma della gravità del momento - ha dedicato in questi giorni la sua Lettera al Popolo di Dio: padre Hans Zollner, gesuita tedesco, membro della Commissione pontificia anti-abusi e presidente del Centro per la protezione dei minori della Gregoriana. 
"Mi preme dire che l'Italia non ha ancora vissuto un tale momento di verità riguardo l'abuso sessuale e lo sfruttamento del potere riguardo il passato - dichiara al Sir, l'agenzia dei vescovi italiani -. Mi auguro che queste ultime settimane, con tante notizie sconvolgenti, abbiano aperto gli occhi e il cuore anche alla Chiesa italiana e ai suoi responsabili per impegnarsi senza esitazione e in modo consistente in ciò che è una chiamata urgente del Signore a tutto il Popolo di Dio". 
Intervistato sulla Lettera del Papa e sugli ultimi rapporti, come quello riguardante la Pennsylvania, dalle cifre-shock su 300 preti pedofili e migliaia di minori abusati dagli anni '40 a oggi, Zollner spiega che "ovviamente troppi sacerdoti - tra il 4 e il 6 per cento nell'arco di 50 anni (1950-2000) - hanno agito contro il Vangelo e contro le leggi", ma "dal momento che i vescovi americani hanno preso sul serio la lotta contro questo male, dal 2002, non ci sono quasi più accuse di nuovi casi". 
E il richiamo alla Chiesa italiana è evidentemente a prendere altrettanto "sul serio" la necessità di sradicare il fenomeno, che nel nostro Paese viene interpretato piuttosto come una successione di casi isolati, ma senza ancora una pubblica presa di coscienza e un programma di interventi drastico e risolutivo. Dalle parole di Zollner traspare in ogni caso come negli organismi vicini al Papa la reazione dei vescovi italiani sia giudicata ancora carente. 
Ha fatto discutere a lungo, ad esempio, la decisione della Cei di non inserire nelle proprie linee-guida sulla pedofilia (2012) l'obbligo di denuncia da parte dei vescovi, non ritenendosi essi "pubblici ufficiali". Un'iniziativa della Conferenza episcopale è stata, nel settembre scorso, l'istituzione di un gruppo di lavoro multidisciplinare per accompagnare le diocesi nel campo della prevenzione e formazione anti-abusi, affidato alla guida di mons. Lorenzo Ghizzoni, arcivescovo di Ravenna-Cervia, psicologo. Da allora, però, non si hanno più notizie sulla sua attività. 
E a fare impressione, invece, sono le dimensioni e la continuità del fenomeno. Con casi che hanno fortemente sconcertato l'opinione pubblica, come quello, appena un mese fa, del prete settantenne di Calenzano (Firenze), don Paolo Glaentzer, arrestato dopo essere stato sorpreso appartato in auto, in atteggiamenti intimi, con una bambina di 10 anni. 
Mentre diocesi straniere, sull'onda dell'emergenza, pubblicano anche "disclosure list" con i nomi di preti processati e condannati, in Italia mancano da parte della Chiesa cifre complessive dei coinvolti. Un lavoro che, invece, con propri dati, ha fatto la Rete L'Abuso, voce di vittime della pedofilia, che proprio dopo la Lettera del Papa sottolinea come le diocesi italiane siano "non sicure", e oltre alla 'mappa' italiana degli abusi pubblica sul proprio sito le liste dei "preti condannati" dal 2000 ad oggi (in tutto 140), dei "preti indagati" (135) e dei vescovi e cardinali "insabbiatori" (26), riportando numeri, e anche nomi, di primissimo piano. (ANSA).


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direttore
direttore :
21/08/2018 23:19
Dichiarazione, di padre Hans Zollner, fatta con chiarezza e coraggio. Conosco alcuni che hanno denunciato (riservatamente) casi di pedofilia ai propri vescovi e anche cercato di suscitare, insieme ad altri, pubblicamente, ma inutilmente, un dibattito in Italia sul problema… ma niente! Il rimprovero era ed è definire questo tipo di denuncia o dibattito INOPPORTUNO. Cosi dicevano anche dell'operato di don Lorenzo Milani: "inopportuno". E di tanti altri... Che Dio benedica la Chiesa Italiana. e noi tutti!
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