Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / Annegano oltre 340 bambini come Aylan in 5 mesi, di Stefano Pasta

Annegano oltre 340 bambini come Aylan in 5 mesi, di Stefano Pasta

creato da webmaster ultima modifica 29/02/2016 10:58
26/02/2016 Tre agenzie Onu – Oim, Unhcr e Unicef – lanciano un appello garantire «la sicurezza di coloro che fuggono da conflitti e disperazione». Lo chiedono all’Europa che invece pensa ad alzare muri. Mentre Medici senza frontiere, al confine fra Grecia e Macedonia, si trova a curare ferite persino da morsi di cani. Cani della polizia.

Confine Grecia-Macedonia, in questa immagine e in copertina (Le foto sono di Konstantinos Tsakalidis/Sooc/Msf).

Confine Grecia-Macedonia, in questa immagine e in copertina (Le foto sono di Konstantinos Tsakalidis/Sooc/Msf).


 

Dal settembre 2015 oltre 340 Aylan sono annegati nel Cimitero Mediterraneo.In media, due bambini ogni giorno fanno la stessa fine del piccolo siriano che sei mesi fa aveva attirato l’attenzione di tutto il mondo. In realtà, il bilancio potrebbe essere ancora peggiore, considerato il numero di corpi dispersi in mare, che finiscono mangiati dai pesci e corrosi dal sale.

Da alcuni mesi il “fronte” in cui si muore cercando di entrare in Europa è soprattutto quello orientale, ma anche nel Canale di Sicilia, martedì 23 febbraio, sono stati recuperati quattro cadaveri. Per lanciare l’allarme sull’aumento delle morti in mare, tre agenzie delle Nazioni Unite – l’Oim, l’Unhcr e l’Unicef – hanno lanciato un appello, chiedendo di garantire «la sicurezza di coloro che fuggono da conflitti e disperazione».

«Non possiamo voltarci dall’altra parte davanti alla tragedia della perdita di così tante vite innocenti, o fallire nel fornire risposte adeguate rispetto ai pericoli che molti altri bambini stanno affrontando», dice il direttore dell’Unicef Anthony Lake.Spiega il motivo per cui famiglie siriane rischiano la vita per scappare da una guerra ormai giunta alla fine del quinto anno: «Nessuno metterebbe un bambino su una barca se fosse disponibile un’alternativa più sicura». Non c’è. E così rimane il tratto di Egeo che si estende fra la Turchia e la Grecia, una delle rotte che provoca più morti di rifugiati e migranti al mondo. Mari agitati durante l’inverno, imbarcazioni inadeguate e sovraccariche, mezzi di salvataggio insufficienti e inadatti aumentano il rischio di naufragi, rendendo il viaggio molto più pericoloso.

 

Un gruppo di profughi nei pressi del confine greco-macedone.
Un gruppo di profughi nei pressi del confine greco-macedone.


 

 





 

Tra i profughi che transitano dalla Turchia alla Grecia i bambini rappresentano il 36%.Cresce la probabilità che anneghino nel Mar Egeo: durante le prime sei settimane del 2016 sono morte 410 persone delle 80.000 che hanno attraversato il Mediterraneo orientale, cioè un aumento pari a 35 volte le morti dello stesso periodo dell’anno precedente.

Filippo Grandi, l’italiano che da quest’anno guida l’Alto Commissariato per i Rifugiati (Unhcr), sottolinea come l’assenza di alternative ai “barconi della morte” sia la conseguenza di una scelta precisa dell’Europa:«C’è bisogno di maggiori sforzi per combattere il traffico di persone: promuovere soluzioni che consentano alle persone di spostarsi in modo legale e sicuro, ad esempio attraverso programmi di reinsediamento e ricongiungimento familiare, dovrebbe essere un’assoluta priorità se vogliamo ridurre il numero delle morti».

È quello che stanno sperimentando i corridoi umanitari realizzati dalla Comunità di Sant’Egidio insieme alla Federazione delle chiese evangeliche (Fcei), la Tavola valdese e il Governo italiano. Con questa iniziativa pilota arriveranno in Italia – senza rischiare la vita, senza riempire le tasche dei trafficanti – mille profughi che ora si trovano nei campi di Libano, Etiopia e Marocco. La prima famiglia – quella di Falak, una bimba malata di tumore – è arrivata il 4 febbraio, mentre lunedì 29 sbarcheranno a Fiumicino 93 siriani, di cui 41 minori. Tra loro c'è anche Dia, che a otto anni ha perso una gamba sotto i colpi di un mortaio ad Homs: sarà accolto dalla Fondazione Zanardi a Bologna dove gli verrà costruita una protesi.

 

Profughi bloccati al confine fra Grecia e Macedonia.
Profughi bloccati al confine fra Grecia e Macedonia.

 

 

 

 

 

 

 

 

Se c’è la volontà politica, insomma, le vie legali sono possibili e diventano il vero modo per contrastare i trafficanti. Per questo il Segretario generale dell’Onu ha convocato per il 30 marzo a Ginevra una riunione per affrontare a livello globale il tema della responsabilità condivisa, attraverso vie legali per l’ammissione di rifugiati siriani.

Intanto, l’Unhcr stigmatizza il comportamento di molti Stati europei: «Oltre l’85% di coloro che arrivano in Europa provengono dai dieci Paesi che producono più rifugiati al mondo. Rischiano la propria vita e quella dei figli per fuggire da guerre e persecuzioni e hanno bisogno di protezione internazionale. Eppure, ogni settimana che passa, sembra che alcuni Stati europei si stiano sempre più focalizzando su come allontanare rifugiati e migranti piuttosto che su come gestire responsabilmente questi flussi e lavorare a una soluzione comune. Spostano oltre il problema piuttosto che cercare di condividerne la responsabilità e mostrare solidarietà l’uno verso l’altro e verso coloro che hanno bisogno di protezione».

Tra le immagini di queste settimane vengono in mente le foto dei papà e delle mamme che spingono i figli di pochi anni a passare tra i fili spinati posizionati alle frontiere europee, o all’ultima denuncia di Medici senza Frontiere: «A Idomeni, al confine tra Grecia e Macedonia, le nostre équipe hanno curato più di 100 persone con ferite dovute a violenza, tra cui morsi di cane. Hanno detto di averle subite da parte della polizia».

 

Fonte: Famiglia Cristiana del 26 febbraio 2016
http://www.famigliacristiana.it/articolo/annegati-oltre-340-bambini-come-aylan-in-5-mesi.aspx

Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto: , ,
Associandoci

logo-barchetta.jpg

Cercasi un fine è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002, una rete di scuole di formazione politica, un gruppo di amici stranieri e volontari per l'insegnamento della lingua italiana. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

Prossimi eventi
Il voto politico tra astensione e progetti 03/09/2022 16:00 - 20:00 — Sala Bice Leddomade, via Sanges 11/A, Cassano delle Murge (BA)
Prossimi eventi…
Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Un video per scoprire le nostre attività: scuole di politica, giornale e sito web, collana di libri, incontri e seminari, scuola di italiano per stranieri... benvenuti in Cercasi un fine!
Cercasi un fine. Presentandoci
2020
13th of January 2020, BBC interviews our Director Rocco D'Ambrosio on the case of the book of Ratzinger-Sarah
Il nostro direttore Rocco D'Ambrosio intervistato dalla BBC
2020
Di più…
Il 5 x mille per CuF


Sapete quanto è prezioso per noi la vostra firma del 5 x mille a nostro favore: con esso realizziamo scuole di formazione sociale e politica, un sito web e un periodico di cultura e politica, insegnamento dell’italiano per cittadini stranieri, incontri, dibattiti…

Basta la tua firma e il numero dell'associazione 91085390721 nel primo riquadro sul volontariato. 

I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Il Gruppo "Il Seggio" di Cercasi un fine a Minervino

 

 

Si chiama "Il seggio": è il gruppo territoriale di Cercasi un fine, nato a Minervino, a fine anno 2021.

Esso nasce dall'iniziativa dei soci fondatori e ordinari di Cuf, residenti a Minervino. Il gruppo (attraverso un apposito Regolamento) è un'emanazione territoriale della nostra Associazione, di cui condivide statuo, finalità, contenuti e strategie associative.

Auguriamo al gruppo di essere attivo e proficuo nella ricerca de nostro Fine come don Milani insegna: "Bisogna che il fine sia onesto. Grande. Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. E in questo secolo come lei vuole amare se non con la politica o col sindacato o con la scuola? Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte".

 

indirizzo: Vico II Spineto, 2
(c/o Parrocchia S. Michele Arcangelo)
76013 Minervino Murge (BT)

per info:
mail: scuolasociopoliticaminervino@cercasiunfine.it
cell: 349 6534286

Contribuendo

Contribuendo.jpg

Bonifico Bancario
Cercasi un Fine ONLUS
IBAN IT26C0846941440000000019932
BCC Credito Cooperatvo

Leggendo il giornale

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 126
(2021- Anno XVII)

quadratino rosso Tema: Il rispetto dell'identità sessuale

 

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


  

 

 listing Il n. 127 è dedicato alla vita quotidiana (in un mondo eccessivamente mediatico quale valore ha il quotidiano? I suoi piccoli e significativi gesti quale senso hanno? Conosciamo i vissuti quotidiani attorno a noi?). In preparazione.

 listing Il n. 128 è sulla "Riforma costituzionale in tema ambientale"  (qual è il significato dell'ultima riforma costituzionale in tema ambientale? Quali ricadute per noi e le generazioni future? E' un nuovo patto tra generazioni? Quali effetti sull'attività economica?). Testi da inviare entro il 30 giugno 2022.

listing Il n. 129 è su "Dopo il Covid e la guerra: una nuova globalizzazione?"  (La pandemia e la guerra in Ucraina sembrano aver messo in crisi il vecchio modello della globalizzazione: come costruire un nuovo modello? Cosa deve cambiare e cosa può restare?). Testi da consegnare entro il 30 agosto 2022. 

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo: testi non superiori a 4000 caratteri/spazi inclusi, da inviare ai nostri indirizzi mail. Accettiamo anche contributi in altre lingue e di bambini.