Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / Amicizie per il bene, di Maria Pia Di Nonno

Amicizie per il bene, di Maria Pia Di Nonno

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 08/10/2015 18:43
Jacques Maritain ha scritto di Saul Alinsky: il “più grande uomo d’azione della nostra epoca moderna... tutto intero immerso nel temporale auspicava di poter morire un giorno per una giusta democrazia. Ed è pensando a lui che ho scritto che dobbiamo essere pronti a donare la vita per questa grande Patria che è il Mondo, per tutto quanto si fa e progredisce nella linea del bene”.

Definitemi un ribelle, scriveva Saul Alinsky nel suo libro, Reveille for Radicals, stampato nel 1946. Ma per comprendere a pieno la portata innovativa di quel testo - che il filosofo cattolico Jacques Maritain voleva far tradurre e stampare dalla Casa editrice Edizioni di Comunità di Adriano Olivetti - bisogna posizionare la lancette un popiù indietro e partire dagli anni 30.

Il giovane sociologo, laureatosi presso luniversità di Chicago nel 1930, iniziava allora il suo percorso di ricerca sostenuto dal fervente ambiente della Chicago School of Pragmatic Sociology.
Tra i suoi primi successi accademici si possono annoverare l
analisi della famigerata Banda al Capone e della Gang 42 (simbolo della devianza giovanile a Little Italy).
Riconoscimenti che lo portarono ben presto a ricevere un prestigioso incarico presso il penitenziario di Stato dell
Illinois e poi ad imbattersi in una nuova e più esaltante avventura come membro dello staff del CAP (Chicago Area Project).
Il CAP, costituito nel 1934, era nato con lo scopo di risolvere il problema della devianza sociale tramite la costituzione di comitati di quartiere dove i cittadini potessero incontrarsi e organizzarsi autonomamente. Alinsky venne perciò inviato nel 1938 a Back of the Yards, meglio conosciuto come il quartiere dei macelli di Chicago.
Da l
ì i progetti e le idee di Alinsky furono un continuo crescendo:

-nel 1941 viene creata una fondazione IAF, Industrial Area Foundation, con lo scopo di sostenere la replica dellesperimento di community organizing in altre realtà;

-nel 1946 Alinsky pubblica il suo frizzante libro Reveille for Radicals;

- negli anni 50 Alinsky conosce Jacques Maritain che a sua volta lo mette in contatto con il cardinale De Menasce, il cardinale Giovanni Battisti Montini (il futuro Paolo VI) e Adriano Olivetti. Il sogno che accomunava il filosofo francese e il radicale americano era quello di fondare una sede dello IAF a Milano.
Progetto che, nonostante un iniziale entusiasmo dell
ambiente cattolico, svanì tristemente;

-nel 1965 viene organizzato il primo congresso comunitario della FIGHT (Freedom, Integration, God, Honour, Today);

-nel 1971 Alinsky pubblica Rules for Radicals dove sintetizza un modello per community organizer;

-Nel 1972 Alinsky muore lasciando un corposo testamento alle nuove generazioni.

Ma cosa fece esattamente Alinsky a Back of the Yards? Creò la prima Peoples Organisation il cui motto era We, the people, will work out for own destiny.
Un modello chiaro, concreto, documentato e valutabile di come il principio di sussidiarietà circolare possa essere applicato e strutturarsi in maniera tangibile ed effettiva.
Nel 1939, infatti, vi fu l
atto ufficiale di nascita del Back of the Yards Neighborhood Council (BYNC) nella cui Dichiarazione Costitutiva si leggeva questa organizzazione è stata fondata con lobiettivo di riunire tutte le organizzazioni presenti allinterno della comunità conosciuta come Back of the Yards, allo scopo di promuovere il benessere di tutti i residenti [] senza distinzioni di razza, colore o credo religioso, così che tutti possano avere lopportunità di perseguire lobiettivo di una vita in salute, sicura e felice mediante il modus vivendi democratico.

Alinsky fu, come scrive Jacques Maritain in una lettera del 19 settembre 1971 (che si può leggere assieme ad altre 74 lettere a pagina 165 del libro Maritain e Alinsky: unamicizia curato da Bernard Doering e Lucio DUbaldo) , il più grande uomo dazione della nostra epoca moderna in quanto ribadisce Maritain in un articolo pubblicato su Le Monde il 2-3 settembre 1973- tutto intero immerso nel temporale auspicava di poter morire un giorno per una giusta democrazia. Ed è pensando a lui che ho scritto che dobbiamo essere pronti a donare la vita per questa grande Patria che è il Mondo, per tutto quanto si fa e progredisce nella linea del bene.

Alinsky fu questo: un radicale. O meglio un ribelle che aveva a cuore il ben comune delle persone, che credeva che un uomo per essere completo necessitasse di un vero lavoro, di un lavoro per lanima così come per le mani, che voleva che gli uomini fossero completamente liberi, che a differenza dei liberali non voleva sognare sogni ma costruire il mondo dei sogni di tutti gli uomini e che affermava che è meglio morire in piedi che vivere in ginocchio.

Ed inoltre il vero radicale è secondo Alinsky non un uomo di violenza, come si potrebbe erroneamente presupporre, ma un uomo che è mosso da un sincero sentimento di pace.
E per spiegarlo, riporta nel suo libro
Reveille for Radicals, la nota Preghiera di San Francesco DAssisi: Signore, fa di me uno strumento della Tua Pace: Dove è odio, fa ch'io porti l'Amore, Dove è offesa, ch'io porti il Perdono, Dove è discordia, ch'io porti l'Unione, Dove è dubbio, ch'io porti la Fede, Dove è errore, ch'io porti la Verità, Dove è disperazione, ch'io porti la Speranza, Dove è tristezza, ch'io porti la Gioia, Dove sono le tenebre, ch'io porti la Luce. Maestro, fa che io non cerchi tanto Ad esser consolato, quanto a consolare; Ad essere compreso, quanto a comprendere; Ad essere amato, quanto ad amare. Poiché, così è: Dando, che si riceve; Perdonando, che si è perdonati; Morendo, che si risuscita a Vita Eterna.

Che sia un caso che il Presidente Obama, come Hillary Clinton, sia considerato (come lo definisce Lucio DUbaldo nella prefazione al libro Maritain e Alinsky: unamicizia) un discepolo o nipote spirituale, avendo partecipato  a Chicago allesperienza del suo movimento come communitys organiser? E che sia ancora un caso che attualmente ci ritroviamo con due Papi: Benedetto patrono dEuropa ed esaltatore del  lavoro come  momento di arricchimento della Persona e San Francesco Patrono dItalia e protettore dei poveri e degli emarginati? O forse c’è qualcosa di più? Un voler spronare la società a riflettere e a tornare sulla Via Maestra? Scriveva Norberto Bobbio Cerca, con rinnovato fervore, la via maestra. () Se la via è davvero maestra non può essere che una sola.

fonte: il quotidiano italiano

Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto: ,
Prossimi eventi
La comunità che viene dal futuro: ricordando Franco Ferrara 30/11/2019 09:00 - 17:30 — Sala De Deo, Palazzo Comunale, via G. Rossini, Gioia del Colle (Ba)
Prossimi eventi…
Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine

 


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 

Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Papa Francesco ha inviato domenica 23 aprile 2017 un video messaggio dedicato a don Lorenzo Milani, il priore di Barbiana, alla manifestazione “Tempo di Libri”, a Milano, dove nel pomeriggio è stata presentata l’edizione completa di “Tutte le Opere” del sacerdote, con alcuni inediti, curata dallo storico Alberto Melloni per la collana dei Meridiani Mondadori...
Videomessaggio del Santo Padre per Don Milani
Politica in weekend - 2 e 3 luglio 2016
Guida alla riforma costituzionale
Di più…
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002 e una rete di scuole di formazione politica. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

Cercasiunfine_115_Pagina_01.jpg

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 115
(2019 - Anno XIV)

quadratino rosso Tema: Ambiente

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


  Il 116 è sulla COPPIA (cosa vuol dire oggi essere "coppia"? Quali i ruoli nella coppia? Cos è la fedeltà nella coppia?) in preparazione.

 listing Il 117 è sul RAZZISMO (Dove nasce il razzismo? Cosa ci fa diventare razzisti? C'è il razzismo nella Chiesa?),  testi da inviare entro il 15 ottobre 2019.

 listing Il 118 è sull'ECONOMIA CIVILE (Cosa è l'economia civile? I Pro e i Contro di questo modello? Dove è applicato e come?)  testi da inviare entro il 15 novembre 2019.

 listing Il 119 è sul DIALOGO INTERRELIGIOSO  (Quanto abbiamo paura delle altre religioni? Le religioni dialogano tra di loro? Qual'è la finalità del dialogo? Cos'è il fondamentalismo religioso?)  testi da inviare entro il 31 gennaio 2020.

 listing Il 120 è sui DOVERI (si parla spesso di diritti: e i doveri? Cosa intendiamo per doveri? Esistono gruppi, culture e religioni che danno seria testimonianza sui doveri? Come educare ai doveri?)  testi da inviare entro il 15 marzo 2020.


Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.