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Amici tanto diversi, di HuffPost

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 17/10/2019 09:51
L'aplomb di Mattarella davanti allo show esuberante di Trump, che non spegne i sospetti sull'Italia nel Russiagate...

La domanda più attesa arriva quando la conferenza stampa di Sergio Mattarella e Donald Trump alla Casa Bianca sta per concludersi. Riguarda le controverse visite a Roma del ministro della Giustizia americano William Barr per raccogliere informazioni dal Governo e dagli 007 italiani sulle origini del Russiagate. La risposta di Trump mantiene di fatto l’Italia tra i Paesi sospettati di aver aiutato la tentata corruzione delle presidenziali americane del 2016, un complotto che – ne è convinto - “potrebbe arrivare fino al presidente Obama”. “Si è cercato di nascondere ciò che è stato fatto in alcuni Paesi e uno di questi potrebbe essere l’Italia”, risponde il presidente americano, glissando sui dettagli degli incontri romani del suo Attorney General, ma difendendo la controinchiesta “appropriata” affidata a Barr sulla genesi del Russiagate. “Prevedo che il rapporto Barr, che verrà pubblicato presto, scoprirà molta corruzione”, è la convinzione di Trump.

È uno dei passaggi più delicati dell’incontro fra Mattarella e Trump che vive diversi momenti di tensione. The Donald non si fa problemi ad avanzare sospetti sul ruolo dell’Italia nel Russiagate. D’altro canto tra i due capi di Stato che si rinnovano da subito le promesse di alleanza e amicizia eterna, presto va in scena un improbabile confronto fra stiliSchivo e garbato l’uno, egocentrico ed esplosivo l’altro. 

Difficile immaginare due figure caratterialmente e scenicamente più diverse. Uomo delle istituzioni per eccellenza Mattarella, composto e attento a non urtare la sensibilità dell’interlocutore, eppure fermo e asciutto in alcune sue dichiarazioni. Showman esuberante Trump, incontenibile in molti momenti della conferenza stampa, trasformata a tratti in un monologo senza freni e senza paura di dare la sua pagella all’alleato: promosso sugli F-35 e sul 5G, insufficiente sulle spese per la Difesa, rimandato sui dazi commerciali.

Sono diverse le questioni aperte fra Italia e Usa. La principale è proprio quella dei dazi imposti da Washington, su cui l’Italia ottiene vaghissime rassicurazioni, proprio alla vigilia dell’entrata in vigore. Per Trump quella commerciale è l’unica vera “guerra da non perdere” e il suo dito è puntato contro l’Europa. Al confronto, quanto accade in Siria viene liquidato da Trump con parole sprezzanti. 

L’Italia arriva a Washington forte di aver svolto con diligenza alcuni ‘compiti a casa’: la stretta che amplia il golden power dell’esecutivo su asset strategici, tra cui anche il 5G, è esattamente ciò che l’amministrazione Trump si aspettava dal Governo italiano per frenare le mire cinesi sull’infrastruttura. Sul programma F35, “l’Italia ne ha appena acquistati 90 nuovissimi”, ha detto con soddisfazione lo stesso Trump in conferenza stampa, mentre Mattarella ha ricordato che 6 cacciabombardieri italiani sono attualmente impegnati nei cieli islandesi.

Sul tavolo di Trump, Mattarella mette le “rimostranze” italiane con la richiesta di essere esentati dai dazi. In ballo, per l’Italia, c’è l’urgenza di una frenata americana, visto che i dazi, dopo la sentenza del Wto, dovrebbero scattare a partire dal prossimo 18 ottobre. Dopodomani. Il presidente della Repubblica chiede a Trump di collaborare, perché le tensioni commerciali “non giovano a nessuno, sono controproducenti per le nostre economie”. In perfetto stile Mattarella, la via è quella della moral suasion: “Mi auguro sia possibile trovare un metodo di confronto collaborativo. Per l’Italia è preferibile incontrarsi e trovare una soluzione tenendo conto delle esigenze di entrambi. Imporre dazi rischia di metterci su una strada che ci costringerà a trovare un punto di intesa, meglio trovarlo subito”, ha rimarcato Mattarella. La priorità è evitare uno scambio di provvedimenti ritorsivi tra le due parti”.

Sono parole che Trump ascolta. “Non vogliamo essere duri con l’Italia, vedremo di affrontare l’argomento”, ha dichiarato il presidente Usa, “prenderemo in considerazione le rimostranze dell’Italia che ritiene di essere stata eccessivamente penalizzata. L’Italia ha un problema su come i 7,5 miliardi di dollari di dazi sono stati suddivisi; crede di avere avuto un ruolo minore rispetto ad altri paesi come la Francia o la Germania”. Trump arriva perfino a ipotizzare un ruolo italiano per lavorare a un accordo con tutta l’Ue. Poi però il suo discorso vira sulla chiusura più totale: “Quei dazi sono per noi un risarcimento. L’Europa ci ha trattati malissimo e quindi andremo avanti così”.

Tanto diversi, tanto lontani, sono poi stile e contenuti di Mattarella e Trump nel commentare l’offensiva della Turchia in Siria. Trump usa parole pesantissime nei confronti dei curdi di cui fino a ieri era alleato in Siria per sconfiggere lo Stato Islamico. “Il gruppo curdo del Pkk, per me, è peggio dell’Isis”. E ancora: “I curdi sono protetti dalla Siria, sono dei buoni combattenti, non sono degli angeli”... “Lasciamo che la Turchia e la Siria combattano la loro guerra”. C’è spazio anche per una battuta sul sostegno di Mosca: “La Siria può ottenere l’aiuto dalla Russia e va bene: c’è molta sabbia con cui giocare lì…”.

Parole a cui Mattarella oppone poche, ma chiare parole. “Siamo fortemente preoccupati, l’Italia condanna l’operazione turca in corso”. Nessun giudizio sulla decisione americana di ritirare i soldati dalla Siria, ma nessuna giustificazione per le azioni della Turchia ai danni del popolo curdo. E a Trump che continua a sostenere che le sanzioni ad Ankara siano lo strumento più efficace per porre fine all’operazione militare, Mattarella replica con una citazione latina: “Più importante del mio amico è la verità”. E quello della Turchia ”è stato un grave errore che l’Italia ha condannato senza esitazioni. La soluzione non sta nelle sanzioni, che pur saranno inevitabili. La soluzione sta nello stop delle operazioni militari e nel ritiro della Turchia”. 

https://www.huffingtonpost.it/entry/le-tensioni-sui-dazi-al-centro-dellincontro-trump-mattarella_it_5da72c0ee4b02253a2fbeab6?vvc&utm_hp_ref=it-homepage

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