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Al Re di Giordania la lampada della pace dei frati di Assisi: "Proteggiamo Gerusalemme. La Palestina sia Stato autonomo", di HuffPost

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 01/04/2019 10:49
Il sovrano ha sottolineato l'importanza di proteggere Gerusalemme. E, prima di ogni altra cosa, di trovare una "soluzione definitiva" alla questione...

Re Abdullah di Giordania ha ricevuto dai frati di Assisi la Lampada della Pace. Il riconoscimento gli è stato attribuito per l'importante ruolo svolto dal suo Paese nell'accoglienza dei delle persone scappate dalla guerra in Siria. Nella città di San Francesco erano presenti anche il premier Conte e Angela Merkel, che ha ricevuto il riconoscimento dei Frati di Assisi lo scorso anno. 

Durante la cerimonia Re Abdullah non ha parlato solo della Giordania. In un momento in cui la tensione in Medio Oriente torna ad essere molto alta, ha posto l'accento sulla crisi israelo-palestinese. Il sovrano ha sottolineato l'importanza di proteggere Gerusalemme. E, prima di ogni altra cosa, di trovare una "soluzione definitiva" alla questione. Per il sovrano la svolta si può ottenere solo riconoscendo la Palestina uno Stato autonomo. È proprio questo l'augurio che ha espresso ad Assisi: "Auspichiamo - ha detto - uno stato sovrano palestinese, autonomo e indipendente, nei confini del 1967, con Gerusalemme est capitale, e ove si garantisca anche la sicurezza di Israele, come parte integrante della regione, riconosciuta dai paesi arabi e musulmani di tutto il mondo".

Re Abdullah nel suo intervento ha ringraziato l'Italia: "Permettetemi di ringraziare il premier Giuseppe Conte. L'Italia è un grande amico della Giordania, un partner importante negli sforzi per la pace, soprattutto nella mia regione". Ha iniziato il suo discorso chiedendo un minuto di silenzio per le vittime nelle moschee di Christchurch e per "tutte le vittime dell'odio". Il presidente del Consiglio italiano nel corso della cerimonia ha riconosciuto il ruolo svolto dalla Giordania nella crisi: "Ha dato prova di grande responsabilità e di spirito di solidarietà. Questi sono due principi a cui dobbiamo ispirarci nella gestione del fenomeno migratorio. Al popolo giordano va tutta la nostra gratitudine".

Gratitudine alla Giordania è stata espressa anche da Angela Merkel, che ha tenuto a ricordare la politica d'accoglienza realizzata dal Paese negli ultimi anni: "Milioni di persone sono fuggite dalla guerra e dalla violenza" in Siria e "il paese vicino non ha chiuso gli occhi", davanti alla "crudeltà della guerra ha risposto con umanità, aiutando chi ha perso tutto".

Per far comprendere le proporzioni del fenomeno, la Cancelliera ha fatto il paragone con l'Italia e la Germania. La Giordania, un Paese con 10 milioni di abitanti, "ha concesso protezione a più di di 770mila profughi dalla Siria, e sono solo cifre ufficiali. È come se la Germania ne accogliesse 5 milioni, l'Italia 4 milioni". L'Unione europea non può voltarsi dall'altra parte, deve aiutare la Giordania: "Noi europei ne siamo consapevoli, questo ci impone il massimo rispetto ma anche la solidarietà e in futuro dobbiamo essere pronti a dare una mano alla Giordania", ha continuato. La cancelliera regalerà al Convento di Assisi un pezzo del Muro di Berlino, per sottolineare - a trent'anni dalla sua caduta - l'importanza di abbattere le barriere tra i popoli.

https://www.huffingtonpost.it/2019/03/29/al-re-di-giordania-la-lampada-della-pace-dei-frati-di-assisi-proteggiamo-gerusalemme-la-palestina-sia-stato-autonomo_a_23702352/

 

Discorso di Sua Maestà il Re Abdullah II Cerimonia di Premiazione 

“Lampada della Pace” Assisi, Italia - 29 marzo 2019

Nel nome di Dio, Clemente e Misericordioso.

Reverendo Padre Gambetti,

Sua Eminenza Cardinale Bassetti,

Signor Presidente del Consiglio Conte,

Sua Eccellenza Cancelliera Merkel,

Presidente Tajani,

Distinti ospiti

Cari amici,

La magnificenza di questa Basilica e la spiritualità del periodo di Quaresima, mi portano a riflettere sull’importanza di questa occasione, che ci vede qui riuniti con spirito di pace e di speranza, e che sono onorato di poter condividere con voi. La pace di questo luogo è un motivo in più per ricordare le vittime dell’attacco terroristico alle due moschee in Nuova Zelanda, due settimane fa, e il dolore dei loro familiari. Tali malvagità, ovunque abbiano luogo, addolorano tutti noi. Vi invito, allora, ad osservare un minuto di silenzio per commemorare quelle vittime e tutti i caduti vittime di odio e violenza. 

Cari amici,

 E’ con spirito di umiltà che ricevo la “Lampada della Pace”, per conto di tutti quelli che si adoperano per costruire un futuro migliore e, in particolare, per il popolo giordano, musulmani e cristiani insieme, che sopporta enormi sacrifici per garantire un avvenire migliore a tutti. 

Padre Gambetti, ringrazio Lei e tutti coloro che hanno reso possibile questo incontro ed esprimo il mio personale riconoscimento all’ordine dei Frati Francescani che, in diverse parti del mondo, da Assisi al Monte Nebo in Giordania e altrove, prestano diligentemente servizio.

Desidero esprimere il mio più vivo e convinto apprezzamento al Primo Ministro Conte. L’Italia è un paese amico della Giordania e un importante alleato negli sforzi di pace, soprattutto nella mia regione.

Rivolgo un ringraziamento speciale a Sua Eminenza, il Cardinale Bassetti, per l’impegno della Chiesa Cattolica al fianco dei musulmani nel dialogo interreligioso. Insieme, i fedeli delle nostre due religioni sono più della metà della popolazione del pianeta e non mai è stato più importante di adesso convivere in armonia

Cari amici,

Per me la “Lampada della Pace” di San Francesco è un simbolo di luce e di pace, che ci guida verso un avvenire migliore per tutti i popoli della terra, indipendentemente dal loro credo, paese e comunità. Tuttavia abbiamo il compito di tenere viva la sua fiamma perchè ciò che favorisce la pace globale è il reciproco rispetto e la comprensione.

Per questo motivo è un onore per me ricevere la “Lampada della Pace” da una persona che ha fatto tanto per promuovere il mutuo intendimento e il rispetto tra i popoli, la mia cara amica Cancelliera Markel.

Solo unendo i nostri sforzi, l’umanità potrà affrontare le grandi sfide del momento — trovare soluzioni per le gravi crisi globali, proteggere l’ambiente e dare a tutti, in modo particolare ai giovani, speranza e nuove opportunità.

San Francesco, a cui questa Santa Basilica è dedicata, è conosciuto in tutto il mondo per la sua compassione verso tutti gli uomini e gli altri esseri viventi. Questo tipo di amore verso il prossimo è un importante insegnamento per tutti noi. E’ inconfutabile che non siamo fatti allo stesso modo ma tutti, nel mondo, abbiamo le stesse preoccupazioni, le stesse necessità e le stesse speranze. Per aspirare a un futuro migliore bisogna intraprendere una strada comune.

Nel Sacro Libro del Corano, Dio dice:

Nel nome di Dio, Clemente e Misericordioso,

“O uomini, vi abbiamo creato da un maschio e una femmina e abbiamo fatto di voi popoli e tribù, affinché vi conosceste a vicenda. Presso Allah, il più nobile di voi è colui che più teme Iddio” (49:13)

In questo momento, per fare in modo che i popoli si conoscano, è necessario un dialogo autentico. Dobbiamo parlarci onestamente, ascoltare attentamente e agire guidati dai valori positivi che condividiamo.

Io e il mio popolo sosteniamo con forza il dialogo. 

Nel “Messaggio di Amman”, un appello rivolto al mondo islamico, abbiamo riaffermato i tre valori principali dell’Islam, la tolleranza, la compassione e il rispetto reciproco. Molte voci moderate– la maggioranza dei credenti musulmani – si sono unite a noi nel rifiutare ogni tentativo di distorsione della nostra religione.

Nella lettera aperta “Una parola comune tra noi e voi”, rivolta ai fratelli cristiani di tutto il mondo, eminenti personalità religiose musulmane giordane hanno sottoscritto un appello per ribadire i principi comuni alle nostre due fedi, in particolar modo “L'amore per l'unico Dio” e “L'amore per il Prossimo”. Da tutte le parti del mondo, leader cristiani hanno accolto questa lettera come la base per promuovere un dialogo costruttivo ed efficace.

Cari amici,

I principi di coesistenza pacifica e armonia interreligiosa sono profondamente radicati nel patrimonio culturale della Giordania. Il mio paese è terra di un’antica comunità cristiana che, come tutto il popolo giordano, contribuisce attivamente al progresso del proprio paese. I cristiani sono presenti in Medio Oriente da millenni e restano una componente vitale per il futuro della nostra regione.

La Giordania fa parte della Terra Santa. I cinque “profeti o messaggeri risoluti”, come vengono chiamati nel Corano – profeti del Giudaismo, del Cristianesimo e dell’Islam - con la loro presenza, che la pace regni su di loro, hanno reso santa la nostra terra. Io stesso sono onorato di aver contribuito al recupero di Betania oltre il Giordano, luogo del Battesimo di Gesù Cristo, che la pace regni su di lui.

La Giordania ha sempre accolto con gioia le visite dei Pontefici, dal 1964, prima visita di un Papa in un paese musulmano, al 2014, anno del pellegrinaggio in Terra Santa di Sua Santità Papa Francesco.

L’impegno della Giordania a promuovere la pace e l’armonia tra i popoli caratterizza il nostro ruolo internazionale—il nostro approccio globale contro il terrorismo e l’odio su tutti i fronti; la nostra ricerca di soluzioni efficaci alle crisi globali e regionali; e i nostri attuali sforzi per una soluzione definitiva del principale conflitto della nostra regione—la crisi israelo-palestinese—dove auspichiamo uno stato sovrano palestinese, autonomo e indipendente, nei confini del 1967, con Gerusalemme est capitale, e ove si garatisca anche la sicurezza di Israele, come parte integrante della regione, riconosciuta dai paesi arabi e musulmani di tutto il mondo.

In questo momento è perentorio proteggere Gerusalemme. Il mio compito personale, come Sovrano Hashemita e Custode dei Luoghi Santi dell’Islam e del Cristianesimo di Gerusalemme, è di vigilare sulla sicurezza e il futuro della città santa. La Giordania è attivamente impegnata a sostenere il recupero di preziosi luoghi sacri musulmani e cristiani, inclusa la Chiesa del Santo Sepolcro. Amore e riguardo legano milioni di musulmani e cristiani di tutto il mondo alla città santa. Gerusalemme deve e dovrà rimanere la città della pace, simbolo di unione tra le fedi.

Cari amici,

In questo stesso giorno, in tante parti del mondo, milioni di musulmani si riuniscono per la preghiera del venerdì come hanno fatto i fedeli che due settimane fa si sono recati nelle due moschee in Nuova Zelanda. Ed oggi, come ogni giorno—cinque volte al giorno—noi musulmani preghiamo e invochiamo la pace.

Vi invito ad ascoltare questo appello. Vi chiedo di essere uniti e di alimentare insieme il faro della pace per diffondere comprensione e speranza in questo mondo che ne ha estremo bisogno.

Che la benedizione di Dio e la pace sia con tutti voi.

Grazie, e che Dio vi benedica.

 

http://www.sanfrancescopatronoditalia.it/notizie/attualita/assisi-oggi-e-il-giorno-dei-reali-di-giordania-padre-fortunato-messaggio-di-pace-dialogo-ed-inclusione-45247#.XKHIPyOLREE

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Auguriamo al gruppo di essere attivo e proficuo nella ricerca de nostro Fine come don Milani insegna: "Bisogna che il fine sia onesto. Grande. Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. E in questo secolo come lei vuole amare se non con la politica o col sindacato o con la scuola? Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte".

 

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