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Addio al teologo dell'amore cristiano, di Giacomo Galeazzi

creato da D. — ultima modifica 14/09/2015 17:17
La scomparsa di don Enrico Chiavacci, una vita dedicata al rapporto tra fede e vita...
Addio al teologo dell'amore cristiano, di Giacomo Galeazzi

Enrico Chiavacci

Tuonava contro il "dio profitto" e non si tirava mai indietro quando c'erano da affrontare temi controversi come l'omosessualità secondo la morale cristiana. Il teologo don Enrico Chiavaci si è spento il 25 agosto nella parrocchia di san Silvestro a Ruffignano (Firenze), della quale è stato parroco a partire dal 1961. Nato a Siena nel 1926 e ordinato presbitero nel 1950 è stato docente di teologia morale presso la facoltà teologica dell'Italia centrale. Alla metà degli anni '80 la pubblicazione della sua opera "Teologia morale e vita economica (Cittadella,  Assisi 1986) offrì un notevole contributo all'elaborazione ed alla  diffusione di una cultura della pace, della solidarietà, della liberazione,  dei diritti umani.

 

Nel 2009 alla morale sessuale nella Chiesa cattolica dedicò vari saggi pubblicati dalla rivista di teologia e scienze religiose della facoltà teologica dell'Italia centrale. "Fino al XIX secolo, non esiste né l’idea né il termine astratto sessualità- evidenziò Chiavacci-.Esistono solo comportamenti singoli legati alla sfera sessuale ciascuno con la sua propria valutazione morale. Per Sant'Agostino l’attività sessuale, letta come impulso corporeo, è sempre cosa negativa. Solo l’obbedire all’ordine di moltiplicarsi può legittimarla.   Il rapporto sessuale fra coniugi non deve avvenire per piacere, ma esclusivamente per la procreazione e  la ricerca della soddisfazione sessuale fuori dall’intenzione procreativa è peccaminosa".

 

E così, prima che fosse diffuso il celibato dei sacerdoti, veniva raccomandato ai preti uxorati di non celebrare la messa senza prima essersi astenuti per qualche giorno dai pur legittimi rapporti con la moglie. "Così fin quasi ai giorni nostri la donna che aveva partorito non era conveniente che entrasse in chiesa senza una previa benedizione "mulieris post partum , prevista dal Rituale e detta in Italia popolarmente "rientrare in santo"- sottolineò Chiavacci-.Io stesso, parroco di una parrocchia contadina, ho celebrato il breve rito negli anni ’60, ed era costume che la donna entrasse in chiesa coperta dalla stola del celebrante. Ho faticato per far capire che il parto era già di suo una benedizione che non richiedeva ulteriori purificazioni. Il che dimostra come essere molto anziano per un teologo moralista, in cura d’anime da sessant'anni, può essere un vantaggio invece che il peso di una tradizione recepita e mantenuta passivamente". Parole che racchiudono la sua teologia della misericordia che voleva purificare la fede dalle incrostazioni che nei secoli si sono sedimentate sull'originaria "semplicità" evangelica. Raccontò Chiavacci: "Ancora negli anni ’60 io, allora giudice matrimoniale, ebbi la causa di appello di una ragazza figlia di contadini che non voleva lo sposo designato dal padre per creare nuove unità poderali".

 

I suoi contributi cercano legami tra la morale fondamentale e la morale sociale e dichiarano il suo impegno, nella collaborazione attiva all'interno di Pax Christi, sui temi della pace e sui diritti dell'uomo. La sua ricerca è stata decisiva per dar forma ad una teologia della pace.  È stato presidente dell' associazione italiana teologi moralisti, ha al suo attivo numerose pubblicazioni teologiche ed è stato uno dei principali moralisti italiani.  Vari suoi rilevanti saggi sono apparsi negli ultimi anni sulla rivista Rocca.

 

Tra le sue opere, "Proposte morali tra l'antico e il nuovo" (Cittadella, Assisi 1973), "Dal dominio alla pace" (Meridiana, Molfetta 1993), "Invito alla teologia morale" (Queriniana, Brescia 1995), "Etica e riproduzione" (Le Lettere, Firenze 1995), "Lezioni brevi di etica sociale" (Cittadella, Assisi 1999),"Lezioni brevi di bioetica" (Cittadella, Assisi 2000).

fonte: http://vaticaninsider.lastampa.it, 25.08.2013

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