Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / A proposito di papa Francesco e della statuetta gettata nel Tevere, di Pino Lorizio

A proposito di papa Francesco e della statuetta gettata nel Tevere, di Pino Lorizio

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 25/10/2019 09:28
Due o tre cose che gli integralisti fanatici non sanno dell'idolatria e del cristianesimo. Quello vero..

La celebrazione del Sinodo speciale per l’Amazzonia ha generato atteggiamenti contrastanti, alcuni dei quali di contrapposizione integralistica, come le preghiere perché la Chiesa si salvi dal paganesimo e, da ultimo, il furto delle statuette nella chiesa di Santa Maria della Traspontina, una delle quali raffigurante la Pachamama (madre terra)

Le raffigurazioni indigene sono state gettate nel Tevere, mentre il tentativo di trafugare una statua più grande non è riuscito. Certamente, come ha notato qualche commentatore, non si può considerare il gesto alla stregua di una “pasquinata”, da archiviare magari con un sorriso di compassione per chi lo ha compiuto. 

A mio avviso in esso si nasconde qualcosa di preoccupante: ovvero l’ignoranza colpevole e ostinata di chi ritiene che si debba distruggere tutto quanto non è cristiano per rivendicare la propria identità di credenti in Cristo, impiantando la croce sulle macerie della storia e dell’umano che le culture e le religioni rappresentano.

La fede non distrugge la cultura autentica, ma si innesta su di essa, mentre al tempo stesso converte e purifica gli elementi spuri e antiumani presenti nelle altre appartenenze. 

Nel corso del dibattito sinodale, ad esempio, si è discusso degli infanticidi, perpetrati in alcune tribù amazzoniche, nei confronti di bimbi nati con malformazioni fisiche. Alcuni interventi hanno fatto notare come al momento si tratti di comportamenti decisamente minoritari e di come il Cristianesimo, grazie ai missionari, abbia contribuito a sradicare questa prassi antiumana e per questo moralmente inaccettabile. 

Accanto a questa attitudine alla conversione/purificazione, va sottolineata la prassi cristiana, fin dalle origini, di non sradicare le culture, ma innestare su di esse la buona notizia del Vangelo. Così il cristianesimo non solo non ha distrutto la cultura, e il pensiero greco e il diritto romano, ma ha custodito queste profonde e autentiche espressioni dell’umanità. 

Senza il lavoro degli amanuensi, quanti tesori dell’antica sapienza ci sarebbero del tutto sconosciuti? Istruttivo può essere anche considerare come la fede cristiana nella Madre di Dio (Theotokos) abbia trovato spunto nel culto di Iside, che veniva così denominata e lo abbia saputo trasformare, applicando il titolo, attribuito ad una dea,  a una donna come Maria di Nazareth (il che doveva sembrare inaudito e improponibile per molti).

Questo innesto/purificazione/connessione non vale solo per il paganesimo antico e storico, così come lo abbiamo appreso dai libri di scuola, ma anche per quelle culture pagane, che rinveniamo in terre lontane dalla vecchia Europa, quali quella africana e quella originariamente latino-americana. 

Nulla quindi vieta di interpretare la raffigurazione della madre terra in senso mariano e come espressione di profondo rispetto per la natura, che, in quanto creata, porta la traccia del Creatore

Una prospettiva metodologica che dovrebbe farci riflettere ho avuto modo di leggerla recentemente nel bel libro del provinciale dei gesuiti nigeriani Agbonkhiannmeghe E. Orobator, Confessioni di un animista. Fede e religione in Africa: “Invece di sostituire il modo di vivere africano, il cristianesimo ha costruito su di esso; per questo, ed è ciò che io sostengo, il cristianesimo è radicato nel suolo della religione africana”. 

Quando invece si è preteso di sostituire e distruggere l’umano, invece dell’evangelizzazione, si è instaurato il colonialismo, col conseguente rifiuto della fede, confusa con la cultura dei colonizzatori.

Direi quindi che siamo noi a dover pregare per chi intende in maniera fanatica la propria identità e perché l’azione ecclesiale riesca sempre più a innestare il Vangelo nelle diverse culture e forme di religiosità.

 

https://www.famigliacristiana.it/articolo/a-proposito-di-papa-francesco-e-della-statuetta-gettata-nel-tevere.aspx

Azioni sul documento
  • Stampa
Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Un video per scoprire le nostre attività: scuole di politica, giornale e sito web, collana di libri, incontri e seminari, scuola di italiano per stranieri... benvenuti in Cercasi un fine!
Cercasi un fine. Presentandoci
2020
13th of January 2020, BBC interviews our Director Rocco D'Ambrosio on the case of the book of Ratzinger-Sarah
Il nostro direttore Rocco D'Ambrosio intervistato dalla BBC
2020
Di più…
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002, una rete di scuole di formazione politica, un gruppo di amici stranieri e volontari per l'insegnamento della lingua italiana. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 122
(2021- Anno XVII)

quadratino rosso Tema: Tutti pazzi per i sociale?

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


 

 listing Il n. 122 è su... Tutti pazzi per i Social? -  è in spedizione.

 

 listing Il n. 123 è sulla RINASCITA (1. Cosa vuol dire “rinascita” dopo la crisi sanitaria? 2. Positività e negatività della crisi sanitaria nel lavoro, scuola, famiglia, politica, sanità, economia, ambiente? 3. Cosa vuol dire sperare in un futuro migliore?): in preparazione.

 listing Il n. 124 è su Il Pianeta che vogliamo (1. Che rapporto c'è tra la pandemia e la situazione ambientale? 2. Nuove politiche industriali e del lavoro e impatto sull'ambiente? 3. Cosa cambiare negli stili di vita? 4. Quale il contributo delle religioni?) Testi da inviare da entro 31 maggio 2021.

 listing Il n. 125 è sulla Repubblica "post Covid e tante risorse"  Testi da inviare da entro 31 agosto 2021.

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.