Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / A lezione di TV, della Scuola CuF di Minervino

A lezione di TV, della Scuola CuF di Minervino

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 12/02/2020 11:53
Reportage dell'esperienza sul campo per i corsisti della nostra scuola di politica di Minervino...

Com’è fatto uno studio televisivo? Come si costruisce un talk show tematico? Come si sviluppa un tema con il linguaggio della divulgazione?

A queste e ad altre domande hanno potuto dare una risposta gli alunni della 3A Scientifico e 3B Scienze Umane del Liceo Statale Enrico Fermi di Minervino Murge, sede associata dell’omonimo Liceo di Canosa.

I ragazzi, coinvolti nell’ambito delle attività di PCTO nel progetto #ComunicArti proposto dall’Associazione “Cercasi un fine-scuola di formazione socio-politica” hanno avuto l’opportunità di visitare  il 16 gennaio scorso, la sede di Teledehon ad Andria (BT). 

Si tratta di una emittente televisiva tematica, il cui segnale viene captato in quattro regioni del Sud Italia, che fa della comunicazione religiosa e sociale uno strumento concreto di sostegno alla formazione cristiana nel terzo millennio. Una finestra aperta sulla società civile, per uno sguardo critico sugli avvenimenti e sulle vicende più significative che caratterizzano il nostro tempo. Un riflettore acceso sulle problematiche più urgenti che investono quotidianamente le comunità del territorio servito, cioè la vastissima ed eterogenea area geografica che abbraccia Puglia, Basilicata, Calabria, Campania e Molise.

Alla visita guidata con spiegazioni relative agli studi di registrazione, alle operazioni della cabina di regia, al palinsesto della rete, alla filosofia che ispira le scelte comunicative,  è seguita la registrazione di una puntata della trasmissione di approfondimento “Scanner”, condotta dal giornalista Francesco Rossi. Una vera full immersion nel mondo televisivo, secondo la  filosofia del “Learning by doing”, imparare facendo. 

Nell’ambito della puntata è stato affrontato il tema del rapporto tra giovani e televisione, facendo emergere il cambiamento nell’approccio e nella fruizione di questo potente mezzo di comunicazione in rapporto alle generazioni, in particolare tra chi oggi è adulto e gli adolescenti, che mostrano una sempre maggiore disaffezione a questo mezzo, preferendo le nuove tecnologie, in primis lo  smartphone. 

Anche la tradizionale funzione di diffusione delle informazioni di carattere collettivo (il famoso telegiornale guardato in famiglia all’ora di pranzo o di cena) è ormai per le giovani generazioni un ricordo: la maggior parte dei ragazzi apprende le notizie sui social, considerati più capaci di diffondere news in tempo reale e più vicini alle modalità di informazione selettiva e personalizzata dei teen agers. Anche i prodotti di intrattenimento, come le serie televisive, sono ormai guardati al cellulare, che si può portare e guardare ovunque, senza essere costretti a restare sul caro vecchio divano di casa.

Ma il dato che rende chiara la dimensione reale del cambiamento epocale che la comunicazione moderna sta vivendo riguarda senz’altro la drastica riduzione del tempo dedicato alla TV rispetto a quello che i giovani trascorrono al cellulare, contenitore del loro mondo di relazioni, di acquisti, di informazioni.

La trasmissione è stata  occasione di  riflessione e di confronto alla pari tra le diverse generazioni presenti in studio. Senza cadere nella trappola dei giudizi (e dei pregiudizi) di ordine morale, anche nelle parole degli ospiti della trasmissione,  Francesco Delfino in rappresentanza dell’associazione “Cercasiunfine”,  Pina Liuni  in rappresentanza del Movimento Cittadinanzattiva e Maria Franca Tricarico docente presso il Liceo Scientifico di Minervino è emersa chiaramente l’esigenza di formare i giovani ad un uso consapevole del linguaggio e delle tecnologie dei new media, così come per la generazione precedente è accaduto per l’utilizzo del mezzo televisivo, che ha svolto molteplici funzioni: di intrattenimento, informativa, formativa. Il problema educativo riguarda non l’esistenza di nuovi strumenti, ma la consapevolezza con la quale li si utilizza. Ora come allora.     

a cura della 3B Liceo Statale Fermi Minervino

Azioni sul documento
  • Stampa
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002 e una rete di scuole di formazione politica. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

Cercasiunfine-120.jpg

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 120
(2020- Anno XVI)

quadratino rosso Tema: I doveri

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


 

 listing Il n. 120 è sui DOVERI (si parla spesso di diritti: e i doveri? Cosa intendiamo per doveri? Esistono gruppi, culture e religioni che danno seria testimonianza sui doveri? Come educare ai doveri?)  è in spedizione.

listing Il n. 121 è su RESISTERE RESISTERE RESISTERE: come abbiamo vissuto il periodo di crisi sanitaria è in preparazione.

 listing Il n. 122 è su... Tutti pazzi per i Social? Come i social stanno trasformando nostro modo di pensare, giudicare, informarci e razionarci? Riusciamo ad essere ironici su questa influenza diffusa? Testi da inviare entro 31 ottobre 2020.

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.