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“Custodiamo la Terra come un bene comune della famiglia umana”, della Redazione (vatican insider)

creato da webmaster ultima modifica 15/09/2015 09:43
Il messaggio dei vescovi incaricati della pastorale sociale e del lavoro per la 64ª Giornata nazionale del Ringraziamento del prossimo 9 novembre.

 

A pochi mesi dall’apertura di Expo Milano 2015, che sarà dedicato a “Nutrire il pianeta. Energia per la vita”, i Vescovi incaricati della pastorale sociale e del lavoro pubblicano il Messaggio per la 64ª Giornata nazionale del Ringraziamento fissata per il 9 novembre 2014.  Tra gli obiettivi indicati nel testo, quello di “adottare comportamenti quotidiani basati sulla sobrietà e la salubrità nel consumo del cibo” e di “coltivare la terra in forme sostenibili, per nutrire il pianeta con cuore solidale”


I vescovi invitano a “dedicare un’attenzione speciale  al tema del cibo, quale dono di Dio per la vita della famiglia umana. Così, nel ringraziare il Padre per i frutti della terra, ci rendiamo consapevoli di coloro che patiscono la fame. Papa Francesco richiama spesso la tragica condizione nella quale vivono ancora milioni di affamati e malnutriti, tra i quali moltissimi bambini”. “La fame - si legge nel testo - è minaccia per molti dei poveri della terra, ma anche tremendo interrogativo per l’indifferenza delle nazioni più ricche”.

Lo scritto muove  da un’immagine biblica: quella della felicità dell’uomo che “coltiva la terra, per poi mangiarne i frutti nella pace, benedicendo il Creatore per i suoi doni”. “Ma il sistema agricolo contemporaneo  - prosegue il messaggio - appare però spesso distante da tale immagine: la sua complessità esige considerazioni ben più articolate. Infatti, nelle zone agricole di grande vastità, l’attività tende spesso a coinvolgere sempre più reti di imprese e comporta l’uso di tecniche anche complesse (si parla di “agricoltura industriale”). La finanza poi, purtroppo, si comporta con il cibo come una pura merce, su cui scommettere per trarne profitto, a prescindere dal destino di chi di esso vive. E sulla terra si specula! La sua stessa disponibilità è a rischio: spesso essa è destinata ad altri scopi o diviene oggetto di una lotta commerciale tra le economie più forti. E non mancano le pressioni crescenti sul piano della legalità: la salubrità dei prodotti è minacciata da abusi e forme di inquinamento che talvolta neppure percepiamo”.

Come uscire, si domandano i presuli, da tale situazione? Come far sì che anche nella complessità contemporanea trovi espressione la realtà costitutiva di un’agricoltura che sia collaborazione all’azione del Dio provvidente, datore di vita?

“Il primo dato da tenere presente – afferma il messaggio - è che anche il nostro rapporto con la terra è un fatto culturale. Si tratta, dunque, di educarci a pensare l’agricoltura come spazio in cui la giusta ricerca della remunerazione del lavoro si intrecci con la solidarietà, l’attenzione per i poveri, la lotta contro lo spreco, con un’attiva custodia della terra.

Occorre operare – prosegue il testo - per dar forma ad un sistema agricolo che dia corpo a tali istanze, sviluppando e promuovendo un modello di produzione agricola che sia attento alla qualità e alla salvaguardia dei terreni, in modo da garantire effettiva sostenibilità. La terra, in altre parole, va custodita come un vero e proprio bene comune della famiglia umana, dato per la vita di tutti. Essa deve mantenere come primaria la sua destinazione fondamentale – quella di essere, appunto, fonte di cibo per i suoi abitanti, facendo in modo che il rispetto e la ricerca della qualità dei beni salvaguardi la capacità della terra stessa di produrre per la generazione presente e per quelle future”

Fonte: http://www.lastampa.it/2014/10/14/esteri/vatican-insider/it/custodiamo-la-terra-come-un-bene-comune-della-famiglia-umana-Bk10E3R8yZ9ZRJiV52fDIP/pagina.html

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