L'immigrazione oggi, di Francesco Fravolini

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 22/12/2015 16:28
È necessario rivalutare nuovamente lo status degli immigrati e cessare di utilizzarli come una vera e propria minaccia...

 

La società italiana deve adeguarsi alla rivoluzione sociale del XXI secolo che sta trasformando a piccoli passi i suoi paradigmi politici, economici e culturali. Questo drastico e repentino cambiamento sociale comporta radicali stravolgimenti capaci di influenzare la popolazione, costretta a rivedere le proprie abitudini di vita. La spinta propulsiva a velocizzare proprio questa rivoluzione arriva senza dubbio dalla crisi economica, la quale ha favorito la popolazione a riflettere sui consumi, sulle scelte, sui comportamenti, sulla società, sulla cultura, sulla famiglia. A ricordare questo delicato e complesso passaggio è decisamente la storia; sono sotto i nostri occhi le differenti testimonianze di come si sono risollevate le persone dopo ogni crisi economica. Potremmo affermare senza ombra di dubbio che diventa un momento particolare, da non sottovalutare, per rivedere le scelte di vita e i comportamenti adottati fino a quel periodo. La popolazione è ostaggio della compulsività dovuta al consumismo, di conseguenza è portata a scegliere senza riflettere. La crisi che ha coinvolto tutto il mondo, a partire dal 2007, non è una mera crisi economica, bensì una crisi strutturale dove il cambio del paradigma culturale ed economico riesce a stravolgere completamente le abitudini della società.

 

L'immigrazione, fenomeno sociale presente da più di un ventennio in Italia, non poteva essere esclusa. Si sente forte la necessità di mettere a disposizione un significativo investimento di denaro per agevolare l'inclusione sociale, poiché è una valida risposta, se non addirittura l'unica, in grado di diminuire quelle pericolose frizioni sociali. La crisi finanziaria mondiale, che ormai investe a pieno titolo il Vecchio Continente, non deve lasciare in secondo piano l’integrazione dei popoli. Se vogliamo puntare verso la costruzione degli Stati Uniti d’Europa è necessario rispettare le culture di tutte le etnie presenti nelle diverse nazioni. Il rispetto e la condivisione devono diventare le assolute protagoniste del XXI secolo per agevolare la conoscenza e gli scambi culturali tra tutte le persone, nessuna esclusa. Le prospettive economiche non possono essere l'unico motivo di destabilizzazione sociale, perché al centro dell'universo c'è la ricchezza umana delle persone. Tenere sotto controllo la finanza mondiale e tralasciare il capitale umano significa non comprendere i veri valori alla base di una società. Dovremmo riflettere sulla giusta azione di promuovere più pace verso una maggiore condivisione tra i popoli. Le persone sono più importanti e possono diventare, se bene integrate, un valore aggiunto economico e culturale da salvaguardare. Non è pensabile focalizzare l’attenzione solo sulla finanza senza conoscere lo stato sociale dei Paesi. Eppure la scelta politica resta sempre la stessa: riunioni no stop per risolvere i problemi economici legati alla finanza. Dietro agli aridi numeri si celano situazioni sociali che possono mettere a rischio la tenuta di un’area geopolitica. Come accade, tanto per citare un esempio, con l’identità dell’Islam, patrimonio culturale da rispettare perché espressione di una religione, al pari delle altre confessioni del mondo. I pensieri filosofici, spesso alla base delle religioni di una nazione, costituiscono l’identità di una popolazione. C’è una cultura da conoscere: il mondo intellettuale arabo. Resta comunque fondamentale delineare una visione della società occidentale nella quale viene inserito un arabo, con le abitudini, il folklore, la religione, i differenti aspetti sociali. Sono azioni per favorire l’affermazione delle singole persone appartenenti ad altre nazionalità, assicurando una vera integrazione nella società europea.

 

 

 

È necessario rivalutare nuovamente lo status degli immigrati e cessare di utilizzarli come una vera e propria minaccia. Per realizzare una simile politica sociale è necessario ridisegnare un'altra società dove si possa convivere con diversi ideali, mantenendo le proprie identità culturali e religiose. Serve senza dubbio più coraggio da parte dell'Italia per trasformare l'Europa in un Paese dove sia presente l’integrazione. Dobbiamo soffermare la nostra attenzione su una reale integrazione e sugli interventi possibili per contenere i flussi di migranti. Preoccupa il legame tra il numero dei morti e la popolarità del fenomeno. Oltre all’emergenza del soccorso occorre continuamente porre una costante attenzione al tema dell’accoglienza, creando nuove e coraggiose opportunità che diventino il concreto contrasto al dilagante populismo politico, tema particolarmente rilevante ed eccessivamente presente nelle agende politiche di taluni schieramenti.

 

[giornalista]

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