Il dibattito ambientale

creato da webmaster ultima modifica 01/03/2016 13:59
Articolo scritto dalla Classe II C - Liceo Scientifico "Ilaria Alpi", Rutigliano (BA)

 

Negli ultimi due secoli, dalla prima rivoluzione industriale, al più recente sfruttamento delle energie nucleari, l’umanità sta consumando in maniera sconsiderata le risorse della Terra, danneggiando la nostra casa comune.

Come uscire dalla spirale di autodistruzione in cui stiamo affondando? Papa Francesco tenta di darci alcune linee guida nella sua ultima enciclica “Laudato si”.

A commentare l’opera, al liceo scientifico “Ilaria Alpi”, vi era il prof. Rocco D’Ambrosio,ordinario di Filosofia Politica, il quale ha illustrato ai presenti, tra cui alunni, professori e genitori, le problematiche che attanagliano il nostro pianeta, esprimendo valutazioni etiche sul vasto argomento e rispondendo con perizia alle numerose interrogazioni e provocazioni sollevate dalla lettura dell’enciclica.

La domanda più frequente per tutti i lettori dell’enciclica: “che cosa possiamo e dobbiamo fare?”.
Il Papa ha cercato di prendere in esame la situazione attuale dell’umanità, analizzando quelle che sono le cause maggiori del degrado ambientale e le crepe sul nostro pianeta.
Le analisi non possono bastare: sono indispensabili proposte “di dialogo e di azione che coinvolgano sia ognuno di noi, sia la politica internazionale”.

Papa Francesco ribadisce l’importanza di concepire la Terra come patria e l’umanità come popolo che abita in una casa comune. Questo comporta un’interdipendenza, la quale ci obbliga a pensare ad un solo mondo, ad un progetto comune.

Il Papa ricorda alcune dinamiche internazionali recenti: “I Vertici mondiali sull’ambiente degli ultimi anni non hanno risposto alle aspettative perchè, per mancanza di decisione politica, non hanno raggiunto accordi ambientali globali realmente significativi ed efficaci (n.166)”.
Si è sancito tra l’altro la cooperazione internazionale per la cura di tutta la terra e la responsabilità economica per chi inquina. In alcune situazioni, l’ordine mondiale si è mostrato impotente ad assumersi responsabilità, d’altro canto le istanze locali possono fare la differenza, infatti è lì che nascono una forte responsabilità, un senso comunitario e un profondo amore per l’ambiente.

Particolare è l’appello rivolto a chi ricopre incarichi politici, affinchè si possa costruire una sana politica (n.179).

Ma nel dibattito i veri protagonisti sono gli abitanti del luogo, che si interrogano su ciò che vogliono per sè e per i propri figli.
È indispensabile il dialogo, non solo tra i cittadini piuttosto va potenziato quello tra la politica e l’economia, perchè si pongano al servizio della vita. Abbiamo bisogno che la politica e l’economia non si accusino reciprocamente della diffusa povertà e del degrado ambientale. Cosa ancora più importante sarebbe riconoscere i propri errori e trovare delle forme di interazione per il bene comune.

È indispensabile anche un dialogo tra le stesse scienze, dato che ognuna è solita chiudersi nei limiti del proprio linguaggio.
Ciò impedisce di affrontare in modo adeguato i problemi dell’ambiente. Il Papa ha colto il punto focale della situazione ambientale esponendo quelli che sono i maggiori problemi che quotidianamente viviamo.

Egli vuole farci comprendere che nel momento in cui noi esseri umani avremo acquisito una maggiore responsabilità e consapevolezza, potremo migliorare l’ambiente non solo per noi ma anche per le generazioni future.

Il professor D’Ambrosio ha concluso affermando che dobbiamo essere vigili, considerare il clima come bene comune, occuparci della questione dell’acqua e della perdita delle biodiversità, considerare l’inequità planetaria.
Vivere l’ecologia integrale significa diventare sempre più generosi, mai egoisti, dobbiamo farci carico di questa casa che ci è stata affidata sapendo che, ciò che di buono c’è in essa, verrà assunto nella “festa del cielo insieme a tutte le creature che camminano su questa Terra cercando Dio.”

Classe II C -Liceo Scientifico "Ilaria Alpi", Rutigliano (BA)

 


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Argomento:

I bambini: come costruire ambienti e città a misura dei bambini?



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