Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti di Cercasi un fine / Verso il secondo Forum Nazionale di Etica Civile, di Carlo Resta

Verso il secondo Forum Nazionale di Etica Civile, di Carlo Resta

creato da webmaster ultima modifica 18/10/2016 09:33
Relazione del primo seminario per il Forum Nazionale di “Etica Civile”, organizzato dalla Fondazione Lanza di Padova, 8 ottobre 2016, presso l'Istituto Barbarigo.

 

Il percorso per il Forum Nazionale di “Etica Civile”, organizzato dalla Fondazione Lanza di Padova, è tracciato da quattro seminari di studio. Il primo, tenutosi a Padova l’8 Ottobre 2016, di cui relazioniamo qui, si è svolto presso l’Istituto Barbarigo. Il secondo seminario si terrà a Palermo sul tema “Comunicazione ed Educazione”; il terzo a Firenze su “Religione/religioni”; il quarto seminario si terrà a Bari (il 26 Novembre p.v. c/o il Centro Giovanile Universitario, viale Ghandi, 2) sul tema “Ritrovare la Politica”. Per poi approdare tutti a Milano ai primi di Aprile 2017.

A Padova è stato affrontato il tema: “Per una nuova Cittadinanza Ecologica. Economia, Ambiente e Impegno Civile”.

Il seminario è stata un’occasione di riflessione su come orientare positivamente le dinamiche dell’economia, affinché siano finalizzate a una vita buona nel rispetto dell’ambiente e delle sue risorse.

L’incontro intende dar voce ad una società civile e vitale, impegnata concretamente e quotidianamente per il bene comune, attraverso buone pratiche di cittadinanza attiva, di accoglienza e solidarietà, di formazione all’impegno sociale e politico, di cura dell’ambiente e i beni comuni.

L’iniziativa persegue un duplice obiettivo: definire alcune linee per una rinnovata etica civile in ambiti strategici come la cittadinanza, la politica, l’economia, l’ambiente, la comunicazione, l’educazione, le religioni; dare visibilità e valorizzare esperienze e pratiche che favoriscono la positiva interazione fra i cittadini, contribuendo alla costruzione di processi di convivenza condivisa in cui trovi espressione la costitutiva dimensione sociale di ogni comunità.

Entrando nel merito degli interventi iscritti al seminario di Padova, sono stati evidenziati i segni di erosione alla base del concetto di Etica Civile, causati dalla banalizzazione del dibattito pubblico, dalla corruzione come fenomeno trasversale, dalla perdita della credibilità della classe politica. Occorre riappropriarci del ruolo di cittadinanza inteso come “uomo-cittadino”. Questo va fatto con un lavoro lento, tenace e continuo. Occorre risignificare l’atto di fiducia reciproca.

Si parla spesso della figura del corrotto, ma la società la cambia il cittadino sconosciuto, spesso silente che nel tempo lavora per un obiettivo comune.

Il prof. Giorgio Osti dell’università di Trieste, parla di come l’etica ambientale è affrontata in modo noioso e scontato, mentre vanno cercati metodi coinvolgenti come il “gioco”. Nelle diverse indicazioni che il prof. tratta circa le condizioni alla base della “teoria dei giochi” (analisi delle regole, arbitri affidabili, simboli di attaccamento, la passione del gioco), in particolar modo evidenzia che mentre la competizione nel gioco sconfigge l’avversario, nel nostro caso va attuato il gioco non distruttivo con la legittimazione dell’avversario.

Quindi, un nuovo metodo che lega l’uomo e l’ambiente in una teoria del gioco che esalta l’interazione dei ruoli, che legittima e include l’avversario, mentre la politica delegittima l’avversario. Anche la figura dell’arbitro è importante nel gioco, l’etica civile implica l’arbitro legittimato, quindi va ripreso il ruolo dello Stato.

Il prof. Paolo Corvo dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, afferma che l’individualismo italiano, vitale per l’arte e l’inventiva, ostacola la condivisione e la collaborazione. Il prof. condivide l’indirizzo di Papa Francesco per l’avvio di un nuovo umanesimo, un nuovo modo di vivere la società. Cita Martha Nussbaum per l’importanza della formazione umanistica utile a favorire nei giovani l’abitudine al ragionamento e allo spirito critico.

Il prof. Davide Pettenella dell’Università di Padova, evidenzia che da un lato c’è stato l’abbandono dell’agricoltura e delle foreste di collina e di montagna, ma dall’altro lato c’è una lenta riconquista di questi spazi. La produzione del legname si è ridotta del 50%, l’Italia è diventata la seconda importatrice di legname in Europa. Una caratteristica italiana è il frazionamento, la polverizzazione delle piccole proprietà. Qui bisogna lavorare per metterle insieme.

L’accordo mondiale di Parigi sulla riduzione del riscaldamento climatico è stato ratificato dall’Europa il 4 Ottobre scorso, il 4 Novembre prossimo entra in vigore. In questa direzione, a Rovigo, nel 2017, entra in produzione il primo impianto al mondo in grado di produrre, tramite la fermentazione di prodotti naturali, il Butandiolo (derivato del butangas). L’utilizzo del Butandiolo, a parità di emissioni, riduce di oltre il 50% la Co2. L’impianto sta nascendo in un sito dismesso di uno zuccherificio.

L’intervento del prof. Rodolfo Lewanski, dell’Università di Bologna, rientra nella programmazione del seminario del 26 Novembre a Bari, ma poiché in quella data sarà impegnato altrove, è stato anticipato nel seminario di Padova. Il tema è “Ritrovare la Politica”.

Come primo punto del suo intervento, Lewanski precisa che il motivo per il quale non si parla molto di etica è dovuto al fatto che viviamo in una società secolarizzata. Oggi la democrazia vive un paradosso, è un regime politico adottato dalla maggior parte dei paesi del mondo, ma è in crisi.

Il modello democratico nato nel dopoguerra, oggi in crisi, se vuole sopravvivere deve sapersi reinventare. Le cause della crisi sono: le incertezze; le complessità (società plurale ed eterogenea); le questioni intrattabili, intricate e persistenti dove non ci sono soluzioni definitive ma solo risposte temporanee e imperfette; rilevanti ripercussioni ridistributive fra individui e gruppi sociali.

È abbastanza chiaro che da una democrazia in crisi si esce fuori o con meno democrazia (già oggi è così, vedi la democrazia spettacolo, il potere invisibile privo di mandato democratico, le burocrazie e le tecnocrazie, finanza e imprese, multinazionali lobbies, organizzazioni internazionali – FMI, WTO –, aziende informatiche, criminalità organizzata – per questo il prof. Lewanski si chiede: “La democrazia è solo un guscio senza polpa?”); oppure si esce da una democrazia in crisi, con più democrazia, come afferma il filosofo e pedagogista statunitense John Dewey: “I mali della democrazia si curano con più democrazia”.

Ci sono dei beni desiderabili per attuare più democrazia e sono: la libertà (si è citata la canzone di Giorgio Gaber “Libertà è Partecipazione”); le politiche; i diritti individuali; il controllo popolare; la accountability (in campo politico prevede una valutazione dell’elettorato sull’operato politico, ed eventualmente una sanzione); la responsiveness (capacità reattiva); la trasparenza, ecc.

Le nuove forme di democrazia prevedono: inclusione, informazione, dialogo, deliberazione, consenso (accordo), empowerment (crescita dell’individuo e del gruppo, incremento della stima di sé).

Quello che bisogna assolutamente evitare, è chiedere i pareri coinvolgendo la cittadinanza quando ci sono già posizioni precostituite; la naturale conseguenza è la seguente espressione: “se il mio parere non è considerato non vengo più”.

Una delle soluzioni utili ad un’etica da recuperare è la partecipazione deliberativa, poiché attribuisce tendenzialmente a tutti i cittadini livelli di responsabilità e consapevolezza crescenti. Essa consente loro, di agire attivamente per la cura dell’interesse generale e di partecipare al processo decisionale pubblico in maniera più estesa e intensa rispetto al passato.

Il prof. Rodolfo Lewanski ha contribuito attivamente alla stesura della legge regionale 69/07 della Regione Toscana sulla partecipazione. Prima che la legge approdasse all’iter del consiglio regionale, per dodici mesi il gruppo di lavoro preposto si è incontrato ogni mese per discutere sui risultati delle consultazioni cittadine e delle associazioni. Le istanze dei cittadini sono state tutte recepite, non è stato un lavoro di soli addetti, è stata una seria e lunga consultazione cittadina.

La legge regionale sulla partecipazione della Regione Toscana, vuole essere il risultato della ricerca di quella nuova via di cui si è parlato prima, per uscire fuori dalla crisi democratica.

La L.R. 69/07 è una buona pratica innovativa per incentivare e diffondere nuove forme e nuovi metodi di partecipazione.


Carlo Resta
[già impiegato aziendale, redazione CuF, Gioia, Bari]

 


Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto: , ,
Prossimi eventi
La comunità che viene dal futuro: ricordando Franco Ferrara 30/11/2019 09:00 - 17:30 — Sala De Deo, Palazzo Comunale, via G. Rossini, Gioia del Colle (Ba)
Prossimi eventi…
Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine

 


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 

Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Papa Francesco ha inviato domenica 23 aprile 2017 un video messaggio dedicato a don Lorenzo Milani, il priore di Barbiana, alla manifestazione “Tempo di Libri”, a Milano, dove nel pomeriggio è stata presentata l’edizione completa di “Tutte le Opere” del sacerdote, con alcuni inediti, curata dallo storico Alberto Melloni per la collana dei Meridiani Mondadori...
Videomessaggio del Santo Padre per Don Milani
Politica in weekend - 2 e 3 luglio 2016
Guida alla riforma costituzionale
Di più…
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002 e una rete di scuole di formazione politica. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

Cercasiunfine_115_Pagina_01.jpg

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 115
(2019 - Anno XIV)

quadratino rosso Tema: Ambiente

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


  Il 116 è sulla COPPIA (cosa vuol dire oggi essere "coppia"? Quali i ruoli nella coppia? Cos è la fedeltà nella coppia?) in preparazione.

 listing Il 117 è sul RAZZISMO (Dove nasce il razzismo? Cosa ci fa diventare razzisti? C'è il razzismo nella Chiesa?),  testi da inviare entro il 15 ottobre 2019.

 listing Il 118 è sull'ECONOMIA CIVILE (Cosa è l'economia civile? I Pro e i Contro di questo modello? Dove è applicato e come?)  testi da inviare entro il 15 novembre 2019.

 listing Il 119 è sul DIALOGO INTERRELIGIOSO  (Quanto abbiamo paura delle altre religioni? Le religioni dialogano tra di loro? Qual'è la finalità del dialogo? Cos'è il fondamentalismo religioso?)  testi da inviare entro il 31 gennaio 2020.

 listing Il 120 è sui DOVERI (si parla spesso di diritti: e i doveri? Cosa intendiamo per doveri? Esistono gruppi, culture e religioni che danno seria testimonianza sui doveri? Come educare ai doveri?)  testi da inviare entro il 15 marzo 2020.


Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.