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Spettri, di Angela Donatella Rega

creato da Eleonora Bellini ultima modifica 06/08/2022 16:11
Una riflessione sull'attualità attraverso le opere di Shakespeare...
Spettri, di Angela Donatella Rega

Fonte: https://cultura.biografieonline.it

Grande, grande Shakespeare! Chi non ha visto spettri che gridano vendetta aggirarsi ben oltre i confini di Danimarca, dopo che l’arguto poeta e tragediografo inglese ha scritto l’Amleto? A parte Marx, al quale riconosciamo la buonafede politica e l’ironia della citazione nel Manifesto, chi non si è premurato di creare spettri per propri tornaconti? Due per tutti si sono aggirati per il mondo e non solo per l’Europa, negli ultimi tempi, ben prima che la nostra attenzione fosse catturata dalla guerra alle porte o dalla caduta del governo: le tematiche di genere ed i migranti, gli stranieri che giungono da noi senza risorse, ma costituiscono una risorsa infinita per richiamare consensi.

Molta mistificazione c’è stata nella comunicazione riguardo a questi temi, ma non ce ne meravigliamo, visto che nella pubblicità del borotalco adesso alcune attraenti figure umane sono avvolte da nuvole della pericolosa (per bronchi e polmoni) polverina.

In tale disprezzo per la salute umana, perché far caso al rispetto per il genere umano? Suvvia! Il popolo si fida, beve tutto, e noi diamogli da bere!

Così è nata la storia creata a tavolino dello stravolgimento di alcuni principi legati alla famiglia tradizionale che assolutamente nulla hanno a che vedere con i diritti umani che vanno riservati a tutte le creature, che siano “diverse” per sbaglio o perché Dio ha voluto così. Diversi. Siamo tutti diversi l’uno dall’altro, anche se tendiamo a fare gruppo per sentirci più forti.

La “teoria del gender” di cui agitiamo lo spettro e di cui vogliamo fare uno spettro, vista attentamente, ci parlerebbe dello specchiamento (di cui nessuno parla) ma che è quel fenomeno che attraversano tutti gli adolescenti, transitoriamente, per rafforzarsi nella propria identità e che li porta transitoriamente ad ammirare le persone del proprio sesso, per esempio. 

Così per i migranti, gli ambulanti o addirittura mendicanti, su cui vengono agitati spettri che portano all’odio, ma perché?

Ancora Shakespeare ci aiuta. Nel Giulio Cesare questa volta. “Io vengo a seppellire Cesare, non a lodarlo….. “ dice Antonio. 

E Bruto e Cassio, quegli uomini d’onore, hanno imparato la lezione, molto presto.

Essi dichiarano ora che non sono razzisti, te lo dicono subito. Il razzismo non c’entra, loro, gli uomini d’onore, sono qui a dire che questi Ultimi semplicemente non devono venire, bisogna aiutarli a casa loro perché siano più felici. Ma per una politica che si occupi di una maggiore giustizia internazionale cosa fanno gli stessi onorabili!? Sventolano Madonne sui loro sfondi social, mentre il Figlio di quelle stesse Madonne ci ha invitati ad amare il prossimo e ci ha anche spiegato chi è, il prossimo: il ferito, l’aggredito sul ciglio della strada. Quello cui il Levita ed il Sacerdote voltano le spalle e passano avanti.

Basta, non c’è altro da dire, Civitanova ed un suo miserabile avvocato che divulga con nonchalance che il suo assistito è dispiaciuto parlano da soli.

Si è fatto tardi, la tragedia è già in atto. E la fine basterebbe andare a leggerla sugli scritti di Shakespeare (se la scuola non fosse vilipesa tra l’altro attribuendole anche di essere di parte). Tutto è di parte. Bisogna decidere da che parte stare.

[medico, redazione Cercasi un Fine, Monopoli, Bari]

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