Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti di Cercasi un fine / Povertà e impegno, di Rocco D'Ambrosio

Povertà e impegno, di Rocco D'Ambrosio

creato da webmaster ultima modifica 22/09/2015 11:52
Editoriale del giornale n. 87 di Cercasi un Fine sulla Povertà, dedicato a Luciano Tavazza (1927- 2000), testimone di giustizia e amore per gli ultimi.

 

Debellare la povertà - Banning the poverty, come dice la campagna che sosteniamo - può essere, a seconda dei casi, una sfida, una provocazione, un impegno, un progetto, una favola o un’utopia.
Fiumi di analisi dicono che è possibile, se non totalmente, è possibile avviarci.

“La povertà – scrive il manifesto della campagna - non è un fatto di natura, inevitabile come la pioggia, ma è il risultato di processi sociali, culturali, economici e politici. Un’economia ingiusta e una società ineguale comportano la creazione dei fattori strutturali all’origine dei processi di impoverimento, come dimostra l’aumento scandaloso dei poveri in Italia.
Non si nasce poveri ma si diventa impoveriti! Per questo occorre non limitarsi a curare i sintomi o gli aspetti dolorosi della povertà, ma è necessario intervenire sulle cause strutturali dell’impoverimento” (Cf. www.banningpoverty.org).

Per noi, che ci occupiamo di formazione politica, questo è il primo e fondamentale punto: capire e aiutare a capire la povertà come risultato di processi sociali, culturali, economici e politici.
Parlare di risultato vuol dire parlare di responsabilità personali, sociali, politiche, economiche, culturali ed ecclesiali nel rassegnarci o, ancor peggio, nell’ampliare le sacche di povertà.

Qui mi soffermo, in modo particolare, sulle responsabilità personali.
Specie in termini di risorse e di messaggi diffusi, non si può ignorare quanto danno fanno ai poveri alcuni discorsi e atteggiamenti di chiusura al problema, fatti da alcuni responsabili di comunità cattoliche, da una parte, e di leader politici, dall’altra.

Chi è disoccupato, chi proviene da paesi non comunitari, chi non riesce ad arrivare alla fine del mese con il suo salario, chi vive forme di emarginazione morale e materiale, chi è segnato dal disagio, chi è oppresso dal racket o dall’usura, fa molta, ma molta, fatica a cogliere i nostri distinguo su tipi di povertà, ruoli della Chiesa e ruoli dei servizi sociali, povertà spirituale, povertà materiale, promozione umana e integrazione e così via.

Chi sta male vuole essere aiutato ed io, noi, forse spesso non lo facciamo o la facciamo poco. Per tanti motivi.
Debellare la povertà vuol dire anche (non solo) costruire rete di solidarietà sempre più forti ed efficaci.

Dedichiamo questo numero a Luciano Tavazza, che ci ha insegnato con la vita e le parole quanto è importante qualificare il volontariato formando uomini e donne autenticamente solidali.
Ci riferiamo a quanto espresso nella nostra Carta Costituzionale: essa parla di “dovere inderogabile di solidarietà politica, economica e sociale” (art. 2).
Ci riferiamo, per coloro che credono nel Vangelo, alla solidarietà, intesa come un vincolo d’interdipendenza, un insieme di legami morali, affettivi, sociali che uniscono il singolo alla società di cui fa parte.

Scrive il Vangelo “un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e ne ebbe compassione” (Lc.10,29-37). Ma forse diversi cristiani non hanno più tenerezza e compassione per gli altri, tantomeno per i poveri (punto fondamentale del nuovo papa).

Per tutti, credenti e laici, può aiutare il monito forte e chiaro di Primo Mazzolari: “Per questo il mio occhio è sempre rivolto ai vasi colmi e pronto a concludere che sono in credito, che posso anche chiedere, portar via, fare la rivoluzione...
C’è da aver paura della gente che fa la rivoluzione con animo benestante! Son ingordi che vogliono mangiar ancora, mangiar sempre, null’altro che mangiare. Chi ha poca carità vede pochi poveri: chi ha molta carità vede molti poveri: chi non ha nessuna carità non vede nessuno”.

Azioni sul documento
  • Stampa
Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Un video per scoprire le nostre attività: scuole di politica, giornale e sito web, collana di libri, incontri e seminari, scuola di italiano per stranieri... benvenuti in Cercasi un fine!
Cercasi un fine. Presentandoci
2020
13th of January 2020, BBC interviews our Director Rocco D'Ambrosio on the case of the book of Ratzinger-Sarah
Il nostro direttore Rocco D'Ambrosio intervistato dalla BBC
2020
Di più…
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002, una rete di scuole di formazione politica, un gruppo di amici stranieri e volontari per l'insegnamento della lingua italiana. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 122
(2021- Anno XVII)

quadratino rosso Tema: Tutti pazzi per i sociale?

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


 

 listing Il n. 123 è sulla RINASCITA (1. Cosa vuol dire “rinascita” dopo la crisi sanitaria? 2. Positività e negatività della crisi sanitaria nel lavoro, scuola, famiglia, politica, sanità, economia, ambiente? 3. Cosa vuol dire sperare in un futuro migliore?): in preparazione.

 listing Il n. 124 è su Il Pianeta che vogliamo (1. Che rapporto c'è tra la pandemia e la situazione ambientale? 2. Nuove politiche industriali e del lavoro e impatto sull'ambiente? 3. Cosa cambiare negli stili di vita? 4. Quale il contributo delle religioni?) Testi da inviare da entro 31 maggio 2021.

 listing Il n. 125 è sulla Repubblica "post Covid e tante risorse"  Testi da inviare da entro 31 agosto 2021.

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.