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Note sulla caduta del ponte a Genova

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 15/08/2018 00:36
Insieme al dolore per le vittime e la solidarietà alle famiglie e ai feriti, questa nota storica, inviata da un nostro lettore, ci aiuta a precisare alcune responsabilità...

 

Ci scrive un amico di CuF:

Vedendo le immagini della tragedia di Genova e ascoltando gli sproloqui dei due nostri viceministri non ho potuto trattenermi dall’imprecare contro questi due pericolosi ignoranti e contro tutti i loro sodali per lo più persone raccogliticce e nullafacenti. Chi ha bloccato l’opera la Gronda di Ponente, l’alternativa al ponte Morandi? Allego la risposta ben documentata. Manca solo il testo della dichiarazione di Grillo, il Comico, che per bloccare l’opera invocava l’intervento dell’esercito. Se vogliamo condolerci non ipocritamente per i morti oggi a Genova dobbiamo far sì che nessuno ignori per quanto sta in ciascuno di noi in quali mani abbiamo consegnato il Paese e noi tutti.

Ecco alcuni testi illuminanti:

Il 4 dicembre 2012 fa scalpore una dichiarazione dell’allora Presidente degli industriali di Genova, Giovanni Calvini, a proposito della Gronda. Testuale: «Voglio essere chiaro. Questa giunta non può pensare che la realizzazione dell'opera non sia un problema suo. Perché guardi, quando tra dieci anni il Ponte Morandi crollerà, e tutti dovremo stare in coda nel traffico per delle ore, ci ricorderemo il nome di chi adesso ha detto “no”».

A stretto giro gli risponde Paolo Putti, consigliere comunale del Movimento CInque Stelle. Anche lui testuale, dal verbale del Consiglio comunale del 4 dicembre 2012, pagina 28:

"Io allora colgo l'occasione per manifestare il mio sentimento di rabbia
rispetto a questa affermazione e devo dire anche un po' di stupore e poi, per
facilitare la cosa, indicando il mio nome e cognome: Paolo Putti, consigliere del
Movimento 5 Stelle, uomo libero che non ha voglia di fare carriera politica, non
è questa la mia ambizione, che non ha interessi personali o di bottega, ma il solo
interesse di fare il bene della comunità in cui vive e tra le persone che vivono
nella mia comunità ci sono anche quegl'imprenditori che io, credo, fra 10 anni,
andranno a chiedere come mai si sono sperperati 5 miliardi di euro che si
potevano utilizzare per fare delle cose importanti per l'industria. Aggiungo. Magari questa persona dovrebbe, prima di utilizzare questo tono, un po' minaccioso (diciamo così) perché testualmente dice “Ci ricorderemo il nome di chi adesso ha detto no!”, informarsi perché dice che il Ponte Morandi crollerà fra 10 anni. A noi Autostrade, in quest'aula, ha detto che per altri 100 anni può stare in piedi..."


«Rinforzare il Morandi». Tre mesi fa un bando da 20 milioni di Autostrade

Quattro anni dopo, un articolo del Secolo XIX del 27 maggio 2016 dal titolo “Doria sulla Gronda: ora non serve più” descrive bene il dibattito pubblico a Genova sul tema infrastrutturale a cominciare, appunto, dalla posizione contraria dell’allora sindaco Marco Doria.

Giovanni Toti (presidente della Regione Liguria, Forza Italia)«Opera importante e necessaria. Avere rinviato ogni decisione sulla realizzazione della cosiddetta Gronda autostradale di quasi vent'anni è frutto di una serie grave di errori e omissioni da parte delle amministrazioni che si sono succedute in questi anni. Anzi, mi verrebbe da affermare che certi ritardi sfiorano ormai il dolo. L'opera non solo è importante, ma è necessaria».

Raffaella Paita (Capogruppo Pd in Regione Liguria)«Sulla Gronda di Genova la penso in maniera radicalmente opposta rispetto al sindaco Doria: quest'infrastruttura serviva cinque anni fa, serve oggi e servirà per il futuro della città. Non possiamo rinunciare a un'opera così importante per la crescita di Genova e della Liguria».

Alice Salvatore (Portavoce M5S in Liguria): «Come un pugile suonato, il sindaco Doria prende atto a distanza di 5 anni di come la Gronda sia un progetto inutile, dannoso e non necessario, come il Movimento 5 Stelle ripete da sempre. È l'ennesimo voltafaccia di un sindaco che ormai la faccia l'ha persa davanti ai cittadini».

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Mario D'Ambrosio
Mario D'Ambrosio :
15/08/2018 07:12
Forse il vero problema in Italia è la totale sfiducia nei confronti degli amministratori locali (e non solo locali) per cui ogni opera è vista motivo di ladrocinio e non di miglioramento.
Il dramma etico è. ...infrastrutturale. È il caso di dire. Quasi peggiore di quello materiale che è accaduto.
C'è bisogno di una rifondazione etica della politica coniugata a competenza.
Ma oggi la nausea nei confronti dei politici è tale che sovente si preferisce l'incompetenza ai furti.
Sic!
Segno di un rivolgimento etico che è indice di buona coscienza.
Non basta. Ovvio.
Scienza e coscienza.
Ma senza coscienza. ...è già finita.
direttore
direttore :
15/08/2018 09:03
Scienza e coscienza! Esattamente quello di cui abbiamo bisogno. God bless you
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