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Nel dolore, sempre per gli ultimi, di Eugenio Melandri

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 02/12/2018 12:59
Riceviamo dal nostro amico e socio Eugenio Melandri una commovente testimonianza di dolore e, al tempo stesso, di grande amore per gli ultimi. Grazie Eugenio!!

 

Cari Amici,

GRAZIE ALA VITA
Colpo di coda del drago. Ha deciso di farsi sentire pesantemente. Fino al punto che io e gli amici che sono accanto abbiamo deciso di chiamare il pronto occorso per e farmi ricoverare in ospedale. Stavo malissimo. la pancia gonfia ma bloccata. Dolori forti all'addome, ma soprattutto una sorta di continui spasmi che mi facevano gridare dal dolore. Poi tanto freddo. Soprattutto alla schiena. Intanto sentivo salire il cibo che avevo mangiato a cena: una minestra in brodo. Pare che il drago avesse deciso di non farla passare. Di qui una sorta di malessere veramente insopportabile che mi faceva solo piangere e in alcuni momenti urlare dal dolore. So che sono gi effetti indesiderati della chemioterapia. Ma quando il drago decide di mettersi in azione è difficile contrastarlo.
Alla fine abbiamo deciso di chiamare il Pronto soccorso. E con ogni probabilità sarei di nuovo stato ricoverato in ospedale ricominciando la trafila di due settimane fa.

Fortuna che l'ambulanza è arrivata un'ora dopo. Nel frattempo la violenza degli spasmi è andata diminuendo fino al punto che insieme abbiamo deciso - anche dopo aver visto che la pressione e i parametri essenziali andavano fondamentalmente bene - di non andare all'ospedale. Con l'impegno da parte mia che avrei richiamato se gli spasmi di dolore si fossero ripresentati. Erano ormai le 11 e io ero letteralmente spossato. Mi sono addormentato e ho dormito fino adesso. 
Devo confessare che ho avuto tanta paura. La paura, questo elemento che ti entra dentro e ti condiziona pesantemente. E confesso agi amici ch spesso io mi faccio prendere dalla paura soprattutto quando compare il dolore. 
Continuo a chiedere al Signore che non mi faccia soffrire troppo. Sono tre anni che il dolore, spesso anche pesante e insopportabile mi accompagna: "Padre se è possibile allontana da me questo calice, ma s faccia la tua non la mia volontà".
Ora tutto è più calmo. La paura c'è ancora, lo confesso: Superata dalla voglia di combattere fino in fondo una battaglia che mi accorgo essere tutto meno che facile.

Intanto il Parlamento approva il decreto sicurezza. Una legge che spero venga ritenuta incostituzionale che limita i diritti e costringe tante persone a vivere per strada. Questo governo non del cambiamento, ma della vergogna che cerca il consenso popolare facendo leva sui sentimenti più egoisti delle persone. Non mi meraviglio della Lega che ha costruito il suo consenso gridando "prima gl italiani". Penso invece al movimento 5 stelle che fino ad ora non immaginavo potesse arrivare a tanto pur di restare a governare. E mi sento vicino a quegli esponenti del movimento che hanno manifestato anche pubblicamente il loro disagio e il loro dissenso. Voglio di qui dire in particolare Grazie ad Elena Fattori di Genzano. Le voglio dire che le sono vicino e non potendo fare altro, Prego per lei. Grazie Elena.

Il tempo passa. E' notte. Oggi, prima domenica di avvento, sento davvero che per me è il tempo di fare i conti con quelle che potrei definire le realtà ultime. Che poi sono anche le realtà prime. E' il tempo in cui dire, spesso anche gridare a Dio che attendiamo (e attendo) che realizzi davvero le sue promesse: In quel tempo, dice nella prima lettura il profeta Geremia, farò germogliare per Davide un germoglio giusto che eserciterà il giudizio e la giustizia sulla terra.
Signore torna davvero su questa terra dove i poveri vengono sacrificati alle esigenze dei cosiddetti mercati. Dove i migranti vengono cacciati in nome del coloe della pelle, del credo religioso o della paura dell'incontro. Vieni, Signore, non tardare. Non aspettare perchè da soli non siamo capaci. Vieni. Signore, in questa terra devastata perchè sfruttata e violentata, in nome del guadagno e del profitto ad ogni costo. 
Vogli lanciarlo oggi al Dio della vita e dell'amore questo vero e proprio Grido: Vieni Signore, la terra in pianto geme. "Oh se squarciassi i cieli e scendessi" . Abbiamo bisogno di te.

Intanto la notte sta passando. Sono le quattro del mattino. ancora sento la nausea e devo fare i conti con i dolori di pancia. E' il drago che non si dà pace. Ma capisce anche, che, in qualsiasi modo finirà questo battaglia, resterà ugualmente sconfitto. Verranno i giorni - dice Geremia - in cui io realizzerò le promesse di felicità che ho rivolto a Israele e a Giuda. Il Signore non dimentica mai le sue promesse.
GRAZIE ALLA VITA

2 dicembre 2018, 4 del mattino
Eugenio Melandri
[già europarlamentare, impegnato nella promozione della pace e della giustizia specie nei Paesi in via di sviluppo, Roma]
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restacarlo2
restacarlo2 :
03/12/2018 10:45
Pur non conoscendo il dolore che ti attanaglia, ti sono molto vicino. Quando mi capita di conoscere, in modo indiretto, queste sofferenze, mi viene in mente sempre un pensiero. Sarebbe bello se ci fosse un sistema che in modo volontario, chi fosse disponibile, accettasse di caricarsi una piccola parte di quel dolore, di quella sofferenza in modo tale che fosse scaricato da chi vive in prima persona la condizione di dolore. Io accetterei volentieri di caricarmi di quella piccola parte di dolore per sollevarti un po’.
Un abbraccio
Carlo
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Si chiama "Il seggio": è il gruppo territoriale di Cercasi un fine, nato a Minervino, a fine anno 2021.

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Auguriamo al gruppo di essere attivo e proficuo nella ricerca de nostro Fine come don Milani insegna: "Bisogna che il fine sia onesto. Grande. Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. E in questo secolo come lei vuole amare se non con la politica o col sindacato o con la scuola? Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte".

 

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Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


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Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

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