Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti di Cercasi un fine / Morte di un precario, di Emanuele Carrieri

Morte di un precario, di Emanuele Carrieri

creato da webmaster ultima modifica 21/07/2016 16:46
Di fatto qui non si tratta più del fallimento di un singolo che taglia la corda per vigliaccheria, qui si tratta del fallimento di uno Stato, di un modo di governare e di fare politica, è il fallimento di un sistema culturale ed economico che, molto spesso, premia i marpioni e cancella le tutele, le fatiche e i sacrifici di tanti lavoratori.

 

Fra poche settimane, avrebbe dovuto prendere parte a una esposizione con una sua opera. Carmine Cerbera, precario napoletano di cinquanta anni, venerdì della scorsa settimana, è morto dissanguato. Si è reciso di netto carotide e giugulare. Superfluo aggiungere che i soccorsi non sono valsi a nulla, la moglie ha forzato la serratura del bagno dove si era rinchiuso, ma non ha potuto bloccare la devastante fuoriuscita di sangue. Carmine lascia moglie e due figlie. A cinquanta anni si sentiva sconfitto, impotente, con ogni probabilità inadeguato per questa società. E si è arreso.

Carmine era un insegnante precario di storia dell’arte, nessuna cattedra e nessun lavoro quest’anno. Ma aveva appena conseguito la seconda laurea. Era il 22 ottobre quando scriveva sul web: “Oggi dovrei essere gioioso perché ho conseguito la seconda laurea, ma sono triste perché il ministro Profumo ci sta distruggendo il futuro … Siamo precari a vita, ammettendo di essere fortunati …”.

La sua è una storia paragonabile a quella di tanti altri: imprenditori, lavoratori autonomi, operai che hanno preferito scomparire in silenzio e togliere il fastidio. Qualcuno ha definito questi suicidi “omicidi di Stato” e il precariato “reato di Stato”.

Di fatto qui non si tratta più del fallimento di un singolo che taglia la corda per vigliaccheria, qui si tratta del fallimento di uno Stato, di un modo di governare e di fare politica, è il fallimento di un sistema culturale ed economico che, molto spesso, premia i marpioni e cancella le tutele, le fatiche e i sacrifici di tanti lavoratori.

Probabilmente è arrivato il momento di pensare e formulare un sistema meno irragionevole e insopportabile. Eppure il primo articolo della Costituzione recita: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. E ancora altri articoli che parlano di diritto al lavoro, di dignità, che rimandano alla possibilità, anzi al diritto e al dovere, per ogni cittadino italiano, di sentirsi parte integrante della società, parte di un meccanismo che dovrebbe permettere una crescita personale e collettiva. La domanda che nasce spontanea, però, è se questi articoli facciano ancora oggi parte della nostra Costituzione o siano stati, nel frattempo, aboliti a nostra insaputa.

Il processo di disconoscimento sociale del lavoro è giunto ormai a un punto da compromettere la dignità della vita della maggioranza delle persone, l’identità collettiva si dissolve e, senza identità, anche quella individuale diventa più fragile. Il lavoro è diventato mercanzia da comprare al minor prezzo possibile e i lavoratori sono diventati quasi senza corpo, fisico e psicologico. E in questo contesto si colloca il fenomeno della precarietà, in cui le persone vengono riconsegnate alla loro solitudine individuale. Certo è che quello che sta avvenendo nel nostro Paese, in spregio totale a qualsiasi dinamica democratica, è il disconoscimento del disagio, dell’avvilimento e della prostrazione vissuta da intere categorie di lavoratori, messe alla porta da quella che, fino a poco tempo fa, appariva come la loro area di lavoro stabile e sicuro. C’è chi per vergogna, per disillusione, forse anche per timore, non riesce a sopportare quella che sembra essere diventata una feroce condanna. Il fallimento di Carmine non è una vicenda che riguarda lui, la moglie, le due figlie e nemmeno soltanto questo governo, anche se davvero poco è stato fatto nell’ultimo anno per risolvere il problema.

È il fallimento, completo e totale, di venti anni di esecutivi e di politici che hanno lasciato che il nodo dei precari divenisse sempre più aggrovigliato fino ad arrivare a oggi, con generazioni intere di persone travolte, estromesse da un percorso professionale a dispetto di studi, specializzazioni, corsi destinati ad assegnare punteggi, ma, soprattutto, a riempire le tasche di chi ha fiutato l’affare.

Nessuno faccia finta di meravigliarsi, perciò, se una mattina un uomo con moglie e due figlie, una seconda laurea appena conseguita a cinquanta anni e un sistema che gli sta sbattendo in faccia tutte le porte, decide di rinchiudersi in bagno e di tagliarsi la gola.

Fonte: "Nuovo Dialogo" n. 32 del 9 novembre 2012

Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto: ,
Associandoci

logo-barchetta.jpg

Cercasi un fine è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002, una rete di scuole di formazione politica, un gruppo di amici stranieri e volontari per l'insegnamento della lingua italiana. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

Prossimi eventi
Il voto politico tra astensione e progetti 03/09/2022 16:00 - 20:00 — Sala Bice Leddomade, via Sanges 11/A, Cassano delle Murge (BA)
Prossimi eventi…
Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Un video per scoprire le nostre attività: scuole di politica, giornale e sito web, collana di libri, incontri e seminari, scuola di italiano per stranieri... benvenuti in Cercasi un fine!
Cercasi un fine. Presentandoci
2020
13th of January 2020, BBC interviews our Director Rocco D'Ambrosio on the case of the book of Ratzinger-Sarah
Il nostro direttore Rocco D'Ambrosio intervistato dalla BBC
2020
Di più…
Il 5 x mille per CuF


Sapete quanto è prezioso per noi la vostra firma del 5 x mille a nostro favore: con esso realizziamo scuole di formazione sociale e politica, un sito web e un periodico di cultura e politica, insegnamento dell’italiano per cittadini stranieri, incontri, dibattiti…

Basta la tua firma e il numero dell'associazione 91085390721 nel primo riquadro sul volontariato. 

I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Il Gruppo "Il Seggio" di Cercasi un fine a Minervino

 

 

Si chiama "Il seggio": è il gruppo territoriale di Cercasi un fine, nato a Minervino, a fine anno 2021.

Esso nasce dall'iniziativa dei soci fondatori e ordinari di Cuf, residenti a Minervino. Il gruppo (attraverso un apposito Regolamento) è un'emanazione territoriale della nostra Associazione, di cui condivide statuo, finalità, contenuti e strategie associative.

Auguriamo al gruppo di essere attivo e proficuo nella ricerca de nostro Fine come don Milani insegna: "Bisogna che il fine sia onesto. Grande. Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. E in questo secolo come lei vuole amare se non con la politica o col sindacato o con la scuola? Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte".

 

indirizzo: Vico II Spineto, 2
(c/o Parrocchia S. Michele Arcangelo)
76013 Minervino Murge (BT)

per info:
mail: scuolasociopoliticaminervino@cercasiunfine.it
cell: 349 6534286

Contribuendo

Contribuendo.jpg

Bonifico Bancario
Cercasi un Fine ONLUS
IBAN IT26C0846941440000000019932
BCC Credito Cooperatvo

Leggendo il giornale

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 126
(2021- Anno XVII)

quadratino rosso Tema: Il rispetto dell'identità sessuale

 

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


  

 

 listing Il n. 127 è dedicato alla vita quotidiana (in un mondo eccessivamente mediatico quale valore ha il quotidiano? I suoi piccoli e significativi gesti quale senso hanno? Conosciamo i vissuti quotidiani attorno a noi?). In preparazione.

 listing Il n. 128 è sulla "Riforma costituzionale in tema ambientale"  (qual è il significato dell'ultima riforma costituzionale in tema ambientale? Quali ricadute per noi e le generazioni future? E' un nuovo patto tra generazioni? Quali effetti sull'attività economica?). Testi da inviare entro il 30 giugno 2022.

listing Il n. 129 è su "Dopo il Covid e la guerra: una nuova globalizzazione?"  (La pandemia e la guerra in Ucraina sembrano aver messo in crisi il vecchio modello della globalizzazione: come costruire un nuovo modello? Cosa deve cambiare e cosa può restare?). Testi da consegnare entro il 30 agosto 2022. 

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo: testi non superiori a 4000 caratteri/spazi inclusi, da inviare ai nostri indirizzi mail. Accettiamo anche contributi in altre lingue e di bambini.