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Mio padre e Aldo Moro, di Leonardo Damiani

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 01/06/2018 15:54
Una testimonianza sulle relazioni amicali di Moro a Bari.

 

Ripercorrere episodi del passato più che dolore costa un pò di fatica specie se essi si intrecciano  con periodi storici, che abbiamo sfioranto inconsapevolmente.Un' operazione che richiede il rifiuto dell'enfatizzazione e dell'edulcorazione perchè come si vedrà sono piccoli esempi per rendere meglio le figure di  giganti della storia .Sono episodi tramandati da mio padre che da decenni aveva stretto rapporti di amicizia con Aldo Moro e tanti personaggi della storia del dopoguerra. E' l'8 maggio , l'altro giorno a casa dei miei natali , ora abitata da mia sorella in piazza Eroi del Mare; sto lì per vedere la Sagra di S. Nicola. In tv trasmettono un docufilm "Moro il professore" e con mia sorella siamo presi, la festa, il trambusto dei fuochi pirotecnici sono in quel momento un fastidio. Ci commuoviamo perchè siamo nello stesso tinello col televisore che ci fa rivivere un dolore mai sopito: 9 maggio 1978, le immagini del ritrovamento del cadavere di Moro nella Renault rossa appaiono e mio padre alza lo sguardo e prorompe in un pianto irrefrenabile. Noi figli raramente lo abbiamo visto piangere in questo modo. Dopo 40 anni a me e mia sorella si sono annebbiati gli occhi e le lacrime sono affiorate, come ora scrivendo, rivivo momenti tristi e faccio fatica a scrivere perchè vedo annebbiato.

Intanto ciò che ha tenuto dentro mio padre ce lo racconterà dopo. Il sottoscritto tranne in un' occasione, aveva conosciuto Aldo Moro,  tranne per telefono. "Pronto c'è Nicola? Sono Aldo" . L'ennesimo tentativo per convincerlo a candidarsi al Senato od accettare incarichi prestigiosi ma l'amico di sempre vuole essere accanto a lui come amico, impegnato allo spasimo come è nel suo lavoro perchè si elabori insieme nuovi scenari, si tengano lontano i ladri dal tempio e si veda oltre, come era successo solo qualche giorno prima del suo rapimento in una saletta dell'aeroporto di Bari. Passa qualche anno: oltre i figli, ci sono i nipoti e racconta episodi legati ad un'amicizia profonda.E' il 1938 allorquando mio padre Nicola Damiani è al primo anno di Medicina ed abita in via Nicolai di fronte all'Ateneo. Un giovane assistente volontario di Filosofia del Diritto Aldo Moro responsabile FUCI di Bari bussa alla porta alla ricerca di mio padre. La fama di ottimo nuotatore lo precede in Ateneo e ha portato Aldo a volerlo conoscere perchè è alla ricerca di un bagnino per accompagnare gli studenti fucini a mare in estate.Nasce una grande amicizia che culmina in incontri nel retrobottega della farmacia Loiacono e a casa di mio padre sotto l'egida di don Michele Schiralli vero animatore,ruolo che continuerà anche dopo, sul terrazzo di via Nicolai, sotto  l'occhio attento dell'OVRA .Si legge l'Osservatore Romano , gli articoli di Guido Gonnella e Moro espone il pensiero di Maritain e la fede passa indissolubilmente nell'elaborazione di un progetto politico che si incarnerà in primis nella Costituzione del 48.
E' il 1956 e Damiani viene eletto Sindaco di Bari, di una maggioranza monocolore e l'appoggio esterno dei socialisti.Si sente la necessità di fornire ai cittadini servizi pubblici per trasporti, energia e rifiuti.Si istituiscono le aziende municipalizzate e non mancano gli appetiti e le corse alle poltrone. E a tal proposito mio padre mi racconta un episodio, a me giovane studente dubbioso ed arrabbiato perchè la corruzione negli anni 70 domina la cronaca con gli scandali che riguardano tutti, compresi i democristiani. E' una domenica di settembre, mio padre è al ristorante con la famiglia, al tavolo accanto ci sono Formica, i socialisti e Nenni a capotavola. Formica assessore al comune  si alza ed invita al tavolo mio padre per presentargli Nenni. Un colloquio cordiale: mio padre parla con Nenni delle municipalizzate e lo invita affinchè queste non divengano terreno di corruzione.Nenni risponde :" Caro Damiani il caro Aldo mi parla spesso di te come un fervente cattolico e sai voi cattolici credete nell'Aldilà , noi socialisti nell'Aldiqua...".
E poi sempre nell'ambito dell'Utopia della Fede che vede la sua realizzazione in quel gigante di La Pira , nel 1962, sollecitato dai cattolici bitontini , egli terrà il comizio conclusivo per Damiani candidato alla Provincia a Bitonto alle ore 18 per essere in tempo alle 22 a Firenze per il comizio conclusivo che lo riguarda. Come fare per essere onnipresenti? Semplice ! Si chiede ad Enrico Mattei il suo aereo privato. Vanno alla sede ENI di Milano questi professori bitontini stile Totò e Peppino e vengono ricevuti da Mattei ottenendo il prestito della macchina magica: fu la prima volta allora che a Bari atterrò un aereo a reazione.Del resto era lo stesso La Pira che andrà da Ho Ci Min e troverà l'accordo di pace bocciato dagli USA, accordo che nel 1975  gli americani subirono alle stesse condizioni. Altro episodio infine riguarda me: un incontro per ricordare Assennato co- fondatore del PCI   nell'aula consiliare del Comune di Bari. C'è Napolitano per i comunisti, Formica per i socialisti e Damiani per la DC. Mio padre ultraottantenne non vuole parlare, mi silenzia ma cede a mia sorella. Con lucidità parla e commemora Assennato amico ed avversario politico. La cerimonia è finita e viene avvicinato da Papapietro esponente allora del PCI che lo abbraccia. Mi guarda sorridendo: " Napolitano era sorpreso nel sentirlo ma molto entusiasta del tuo grande padre! Le mie figlie le ha prese tuo padre! E ti dico di più. Nel 1956 per i fatti di Ungheria noi comunisti fummo emarginati ma lui sindaco scese con noi il 1 maggio con la fascia tricolore per la sfilata in ricordo dei lavoratori".
L'etica laica di uomini come Nenni, Berlinguer affiora in un comune sentire come afflato intimo e per spiegarmi la politica di Moro con i comunisti "senza Dio", mi racconta l'episodio relativo ad un Consiglio Comunale dove volano stracci e l'accordo è lontano. Il problema è minimo, trattasi di un problema urbanistico a Santo Spirito . E' l'alba e si decide di fare un sopralluogo  Tutti i consiglieri sono insieme sul lungomare della frazione: di fronte c'è il mare e lo spettacolo dell'alba lascia ancora una volta senza fiato...Mio padre in auto ha con sè una copia della Bibbia. Legge davanti a tutti credenti e non i Salmi  e più di uno si commuove e magicamente si trova l'accordo.Certo è un epoca diversa, popolate da presenze, coscienze Alte ed indiscusse ma come fare oggi ? Ricorrere all'Energia Morale citata nell'ultima fatica letteraria di Don Rocco D'Ambrosio e Francesco Giannella che animava i personaggi su citati? Siamo orfani di figure di spessore e di riferimento perchè, forse, mancano le condizioni di allora. Ed ecco che chi rievoca Moro sono coloro appartenenti allora alla sinistra radicale che lo rimpiangono perchè il dialogo, l'apertura , il nutrirsi attraverso l'insegnamento delle inquietudini giovanili e farle proprie nell'attività politica, sono scomparsi.Quale politico avrebbe oggi in evidenza la tesi di uno studente e il discorso da fare alle Camere per l'insediamento del governo?
L'auspicio che riemerga il sorgere di una Utopia iniziata dai nostri padri forgiati dalla guerra e dal dolore ,il sogno di un'Italia moderna, artefice di un nuovo Rinascimento che potremmo affidare alla nostra meglio gioventù espulsa all'estero che tornino arricchiti di nuove esperienze come fu per i reduci dalla guerra e campi di concentramento. Il tema riguarda noi eccome, i nostri figli e i nostri nipoti ai quali non siamo riusciti a dare ciò che abbiamo ricevuto dai nostri padri: certezza sul futuro e prospettive di benessere.

 

[medico, Bari]

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