Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti di Cercasi un fine / Martini: un testimone vicino, di Rocco D’Ambrosio

Martini: un testimone vicino, di Rocco D’Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 01/09/2021 11:18
Il cardinale Carlo Maria Martini, scomparso il 31 agosto 2012, era vicino a tutti, anche ai cosiddetti lontani, e continua ad esserlo: è una testimonianza pressoché unanime tra coloro che lo hanno conosciuto personalmente o attraverso i suoi scritti. Il ricordo di Rocco D’Ambrosio

 

Nove anni fa veniva a mancare Carlo Maria Martini. Ricordarlo, in questo tempo ecclesiale e civile, è un tentativo di ricevere lumi da una personalità che ha ancora tanto da insegnare sulla persona umana, sulla Chiesa, sul mondo. Martini era vicino a tutti, anche ai cosiddetti lontani, e continua ad esserlo: è una testimonianza pressoché unanime tra coloro che lo hanno conosciuto personalmente o attraverso i suoi scritti.

Era vicino a tutti”. La sua scomparsa precede di sette mesi l’elezione di papa Francesco, molto vicino a tanti, intenzionalmente a tutti. Eppure resta l’amaro riferimento a pastori che non lo sono oppure all’intera comunità cattolica italiana che spesso è poco vicina a tuttiNon è possibile quantificare, cioè conoscere quanti pastori e laici cattolici italiani sono vicini alle donne e agli uomini di questo tempo e quanti no. E’ importante, invece, porci il problema in termini di approfondimento e dialogo: la vicinanza o lontananza, motivazioni e prassi.

Perché spesso non siamo vicini? Martini e tutti i profeti di ogni tempo lo furono: riuscirono (e riescono) a farsi carico “delle gioie e delle speranze, delle tristezze e delle angosce degli uomini d'oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, perché esse siano sempre più le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo” (Gaudium et Spes, 4). Diciamo semplicemente: e quale fu, qual è ancora oggi, il segreto di questa meravigliosa e tanto apprezzata vicinanza? Sono pienamente convinto che il tutto parta dalla libertà personale. Gli autentici cristiani e profeti sono donne e uomini profondamente liberi. Persone lontane da ogni forma di schiavitù. E sono schiavitù, nella vita personale come nella Chiesa e nel mondo, tutte le dipendenze e asservimenti a potere e/o denaro. Scrive Francesco nella “Fratelli tutti”: “la società sempre più globalizzata ci rende vicini, ma non ci rende fratelli. Siamo più soli che mai in questo mondo massificato che privilegia gli interessi individuali e indebolisce la dimensione comunitaria dell’esistenza. Aumentano piuttosto i mercati, dove le persone svolgono il ruolo di consumatori o di spettatori. L’avanzare di questo globalismo favorisce normalmente l’identità dei più forti che proteggono sé stessi, ma cerca di dissolvere le identità delle regioni più deboli e povere, rendendole più vulnerabili e dipendenti. In tal modo la politica diventa sempre più fragile di fronte ai poteri economici transnazionali che applicano il “divide et impera”. (n. 12). La vicinanza s’incarna quando ci liberiamo, sempre più, di queste dipendenze di vario tipo, vere e proprie schiavitù. Del resto nessun profeta è stato schiavo di potere, denaro o altro; se lo fosse stato non avrebbe mai potuto vivere da profeta. 

Ma è importante riflettere anche sul fatto che la libertà di cui parliamo deriva da un atto di consegna, di obbedienza. Al Cristo e solo a Lui. «Cristo ci ha liberati – ammonisce l’Apostolo - perché restassimo liberi; state dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù» (Gal. 5, 1). Non è un dato facile da spiegare: sono libero nella misura in cui divento schiavo di Cristo. Il Poeta direbbe intender non lo può chi non lo pruova. Ma non voglio citare Dante per chiudere il discorso, rimandando tutto all’esperienza che ognuno di noi ha del rapporto tra obbedienza-consegna a Cristo e libertà che ne deriva. Voglio solo dire che la vita quotidiana ci da mille conferme dell’autenticità di questa scelta e ci pone su un piano in cui la vicinanza a familiari, amici, colleghi di lavoro e persone che incontriamo per caso, non è ricerca artificiale ma è frutto della libertà interiore. Quando si è liberi non si ha un ego da promuovere, o un marchio aziendale da pubblicizzare, o un progetto da imporre, o dei sentimenti da estorcere. Si ha solo il desiderio di restare liberi e di liberare, ogni giorno, cuore e mente per esprimere vicinanza. E la vicinanza ha i volti della tenerezza, dell’ascolto, del dialogo, del tempo dedicato, dell’aiuto economico. La vicinanza ha i volti dei profeti che abbiamo studiato e incontrato. E per loro - oggi per Carlo Maria Martini - rendiamo sempre lode a Dio.

Da loro abbiamo anche imparato che quando si evangelizza, nell’educazione come nella predicazione, si devono prendere delle posizioni, ma ciò non autorizza i credenti ad assumere atteggiamenti arroganti e offensivi nei confronti di chi professa idee diverse. Il rispondere, a chiunque domandi ragione della speranza cristiana, va fatto con dolcezza e rispetto (1 Pt 3,15). Il mondo - così come viene a volte descritto da qualche pastore e catechista: cattivo, ateo, miscredente, immorale, diabolico – non esiste. Esistono invece le persone, con tutto il loro carico positivo e negativo, di grazia e di peccato. Esistiamo noi, esisto io: tra e con le persone di questo mondo. Solo un’analisi superficiale e faziosa potrebbe portare a pensare che il mondo possa essere diviso in buoni, tutti da una parte, e cattivi tutti dall’altra. La frattura è ben più complessa e variegata di una divisione pura e semplice tra buoni e cattivi, in steccati rigidi e invalicabili tra loro; senza dimenticare, che per noi cristiani, la divisione tra bene e male passa prima di tutto in ognuno di noi, come insegnano le Scritture. E per redimere questo mio-nostro mondo dobbiamo essere vicini.

Un’ultima osservazione. «I figli di questo mondo – dice Gesù - verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce» (Lc 16). E altrove aggiunge: «siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe» (Mt 10). Inutile dilungarsi su persone e contesti che ci riportano all’importanza di essere scaltri, prudenti. Non esiste autentica vicinanza che non sia accompagnata da un profondo esercizio intellettuale, cioè da studio e ricerca costanti. Questo esercizio abilita i profeti a essere scaltri e prudenti.  La vicinanza diventa scaltra prudente quando facciamo fruttificare il dono dell’intelletto ricevuto. Essa è molto simile alla “guardinga umiltà” di padre Cristoforo quando affronta don Rodrigo, per convincerlo a lasciare in pace Lucia. La scena, da parte del religioso, è molto differente dagli atteggiamenti che hanno alcuni pastori e laici cattolici quando incontrano i don Rodrigo attuali (corrotti e corruttori, massoni deviati, mafiosi e via dicendo). Purtroppo alcune volte alla guardinga umiltà si sostituisce un’asservita superbia, spesso e ancora per denaro e/o potereIn questo contesto va ricordato che la Scrittura invita a vicinanza con tutte le creature ma a completa e ferma lontananza da ogni forma di male. «Sta lontano dal male e fa il bene, e avrai sempre una casa» (Salmo 37). 

E infine ancora le parole del profeta Carlo Maria Martini: “Dal sogno di una Chiesa così e della sua capacità di servire la società con tutti i suoi problemi nasce l'invito a lasciarci ancora sognare Lasciateci sognare! Lasciateci guardare oltre alle fatiche di ogni giorno! Lasciateci prendere ispirazione da grandi ideali! Lasciateci contemplare con scioltezza le figure che, come Ambrogio, hanno segnato un passaggio di epoca non con imprese militari o con riforme imposte dall'alto, bensì valorizzando la vita quotidiana della gente, insegnando che la forza e il regno di Dio sono già in mezzo a noi e che basta aprire gli occhi e il cuore per vedere la salvezza di Dio all'opera. La forza di Dio è in mezzo a noi nella capacità di accogliere l'esistenza come dono, di sperimentare la verità delle beatitudini evangeliche, di leggere nelle stesse avversità un disegno di amore, di sentire che il discorso della croce rovescia le opinioni correnti, vince le paure ancestrali e permette di accedere a una nuova comprensione della vita e della morte” (S. Ambrogio 1996). Quel sogno è ora nelle mani di papa Francesco. Ma anche nelle mani di coloro che vogliono seguire il Cristo. Nessuno escluso.

Rocco D'Ambrosio

fonte: https://formiche.net/2021/08/carlo-maria-martini-cardinale-chiesa/ 

Azioni sul documento
  • Stampa
La Vignetta, di Martina Losito

"La disoccupazione"

La vignetta, di Martina Losito 

*Martina Losito, studentessa di ingegneria energetica presso il Politecnico di Milano.

Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Un video per scoprire le nostre attività: scuole di politica, giornale e sito web, collana di libri, incontri e seminari, scuola di italiano per stranieri... benvenuti in Cercasi un fine!
Cercasi un fine. Presentandoci
2020
13th of January 2020, BBC interviews our Director Rocco D'Ambrosio on the case of the book of Ratzinger-Sarah
Il nostro direttore Rocco D'Ambrosio intervistato dalla BBC
2020
Di più…
Il 5 x mille per CuF


Sapete quanto è prezioso per noi la vostra firma del 5 x mille a nostro favore: con esso realizziamo scuole di formazione sociale e politica, un sito web e un periodico di cultura e politica, insegnamento dell’italiano per cittadini stranieri, incontri, dibattiti…

Basta la tua firma e il numero dell'associazione 91085390721 nel primo riquadro sul volontariato. 

I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002, una rete di scuole di formazione politica, un gruppo di amici stranieri e volontari per l'insegnamento della lingua italiana. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 123
(2021- Anno XVII)

quadratino rosso Tema: Rinascita

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


 

 listing Il n. 124 è su Il Pianeta che vogliamo (1. Che rapporto c'è tra la pandemia e la situazione ambientale? 2. Nuove politiche industriali e del lavoro e impatto sull'ambiente? 3. Cosa cambiare negli stili di vita? 4. Quale il contributo delle religioni?); in preparazione. 

 listing Il n. 125 è sulla Repubblica "post Covid e tante risorse"  Testi da inviare da entro 31 agosto 2021.

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.