Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti di Cercasi un fine / Lavoro: sfida per il nostro futuro, anzi no, per il nostro presente di Emanuele Castrignano

Lavoro: sfida per il nostro futuro, anzi no, per il nostro presente di Emanuele Castrignano

creato da Eleonora Bellini ultima modifica 08/02/2018 21:46
A scuola ... di democrazia: terzo appuntamento con il dott. il Vincenzo Camporeale, coordinatore dell’Osservatorio per la legalità e il bene comune di Giovinazzo. Ecco una sintesi di un corsista

Argomento a dir poco “scottante” quello analizzato durante il terzo incontro della scuola di democrazia organizzato dall’associazione cattolica “Cercasi un fine onlus”. La relazione sullo argomento è stata affidata a un tecnico, il dott. Vincenzo Santandrea, ricercatore e responsabile dell area economica IPRES – Bari. Il dott Santandrea, esperto analista del mercato del lavoro pugliese, ha sottolineato fin da subito la miriade di angolazioni dalle quali è possibile analizzare il tema “lavoro” e con quanti altrettanti miriadi di angoli si va a scontrare; ogni angolo, ogni problema ha sempre due punti di vista diametralmente opposti da cui partire: lavoratore – datore di lavoro.

Le aspettative dei lavoratori mirano ad un lavoro sicuro, stabile, dignitoso e ben retribuito; ma queste spesso non coincidono con le richieste dei datori di lavoro, sempre più propensi a chiedere flessibilità, versatilità, mobilità a lavoratori neanche poi tanto pronti ad adeguarsi alle nuove esigenze del mondo del lavoro, visto che spesso sono quasi per la maggior parte lavoratori con molti anni di lavoro alle spalle. In un mondo globalizzato anche il mercato del lavoro va inquadrato in quest’ottica; tanti i dati messi a disposizione dal relatore che hanno evidenziato quanto i repentini cambiamenti demografici, culturali e sociali dell’ ultimo secolo hanno continuamente mutato le condizioni che permettono il precario equilibrio della bilancia del mercato del lavoro i cui caposaldi sono i fondamentali parametri della domanda e dell’offerta. Secondo la tesi sostenuta dal ricercatore barese, questo equilibrio è possibile mantenerlo modificando periodicamente il “paradigma” con cui si approccia il problema “lavoro”: modificando cioè i criteri, i metodi, le aspettative per affrontare il problema con la consapevolezza di essere irrimediabilmente immersi in un cotesto sociale e politico perennemente in cambiamento. A tal proposito dalla platea, alcuni interventi dei corsisti, hanno sollevato l’obiezione sul termine “mercato del lavoro”: si può parlare di “mercato”? E’ un termine che può essere adoperato con riferimento a un attività dell’ uomo?

Il dott. Santandrea, con l’ ausilio di alcuni grafici, ha cercato di spiegare che, in un mondo fortemente economizzato e tecnologico, anche il lavoro è diventato “merce di scambio”. Ma è solo questione di numeri? È solo questione di politiche quelle che regolamentano il “mercato”? No, per fortuna, perché un lavoratore è sempre una persona: una donna, un uomo vanno rispettati. E allora, proprio per rimarcare il principale aspetto antropologico del lavoro, la CEI ha scelto come tema della scorsa edizione della “Settimana sociale dei Cattolici” proprio il tema del lavoro: a Cagliari dal 26 al 29 ottobre scorso la Chiesa Italiana si è interrogata sul tema proprio su sollecitazione di Papa Francesco che nella sua prima Esortazione Apostolica “Evangelii Gaudium” ha ricercato nella parola evangelica una nuova cultura del lavoro basata su rispetto e dignità: “Il lavoro che vogliamo. Libero, creativo, partecipativo e solidale”: sono le parole che hanno usato i Vescovi italiani per riassumere il messaggio sociale cristiano. Nell’ultima parte dell’incontro il dott. Santandrea ha concentrato la sua riflessione sul tema del lavoro in Puglia, terra quella pugliese che soffre atrocemente per le difficoltà innumerevole che donne e uomini si trovano quotidianamente ad affrontare e che ormai vede da troppi anni quale unica vera soluzione l’emigrazione.
Come sempre quando si discutono certi temi le opinioni sono tante e spesso diverse; i problemi sollevati sempre rilevanti e mai banali e le soluzioni mai definitive e condivise. Sta appunto alla classe politica saper leggere e interpretare gli scenari futuri e assumersi l’onere e la responsabilità di porsi in qualità di mediatore scrupoloso e attento per il rispetto dei protagonisti di questo processo: gli uomini.

[corsista della scuola di Giovinazzo, Bari]

Azioni sul documento
  • Stampa
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002 e una rete di scuole di formazione politica. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

Cercasiunfine_115_Pagina_01.jpg

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 115
(2019 - Anno XIV)

quadratino rosso Tema: Ambiente

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


  Il 116 è sulla COPPIA (cosa vuol dire oggi essere "coppia"? Quali i ruoli nella coppia? Cos è la fedeltà nella coppia?) in preparazione.

 listing Il 117 è sul RAZZISMO (Dove nasce il razzismo? Cosa ci fa diventare razzisti? C'è il razzismo nella Chiesa?),  testi da inviare entro il 15 ottobre 2019.

 listing Il 118 è sull'ECONOMIA CIVILE (Cosa è l'economia civile? I Pro e i Contro di questo modello? Dove è applicato e come?)  testi da inviare entro il 15 novembre 2019.

 listing Il 119 è sul DIALOGO INTERRELIGIOSO  (Quanto abbiamo paura delle altre religioni? Le religioni dialogano tra di loro? Qual'è la finalità del dialogo? Cos'è il fondamentalismo religioso?)  testi da inviare entro il 31 gennaio 2020.

 listing Il 120 è sui DOVERI (si parla spesso di diritti: e i doveri? Cosa intendiamo per doveri? Esistono gruppi, culture e religioni che danno seria testimonianza sui doveri? Come educare ai doveri?)  testi da inviare entro il 15 marzo 2020.


Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.