Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti di Cercasi un fine / La vita finisce? Di Franco Ferrara

La vita finisce? Di Franco Ferrara

creato da webmaster ultima modifica 08/12/2014 11:43
Il n. 94 di Cercasi un Fine sul fin di vita, dedicato a Teresa Laviano (1950-2006), per ragioni di spazio, non ha potuto ospitare il seguente contributo, che siamo lieti di ospitare di seguito…

 

La vita ha termine? Molti restano muti. Per inquadrare la riflessione cercherò sostegno in un’opera cinematografica, Il settimo sigillo (1956) di Bergman.

Il Cavaliere Antonius Block, assalito da dubbi sull’esistenza di Dio, e lo scudiero Jons, agnostico, indifferente e beffardo, tornano in Svezia dopo 10 anni di crociate in Terra Santa.
Hanno visto la morte e hanno dato la morte in nome di Dio. La scena iniziale del film è proprio l’incontro-dialogo tra Block e la Morte. “È già molto che ti cammino a fianco. Sei pronto?”. “È il mio corpo che ha paura, non io”, replica il cavaliere.
Quel primo approccio si conclude con la sfida ad una partita a scacchi e spesso l’iconografia artistica classica ha raffigurato così la gara vita-morte. La partita a scacchi, spiega il cavaliere, servirà a patteggiare un rinvio: finché ti resisto mi lascerai vivere e se ti do scacco matto, mi risparmierai? L’autore commenta: “la morte con il suo ingresso in una porta oscura, era una cosa che non potevo controllare, o prevedere.
Era una sorgente costante di orrore. Allora ho raccolto il mio coraggio e ho raffigurato la morte come un pagliaccio, che non aveva segreti.
È stato il primo passo per combattere la mia monumentale paura della morte”.

La visione del film ha accompagnato le trasformazioni del rapporto tra vita e morte che hanno investito le generazioni a partire dagli anni ’60 per giungere sino a nostri giorni. Anni pieni di avvenimenti tragici che hanno fatto scialo di morte: guerre, genocidi, terrorismo, brigate rosse, stragi di mafia….
Il film è uno strumento utile per capire la domanda di eutanasia che circola soprattutto in occidente e si configura in due grandi correnti di pensiero: la prima investe la sfera personale, l’altra quella pubblica.
La prima ha come basso continuo le problematiche morali generate dalle correnti culturali e politiche, che accentuano la tragicità dell’ultimo passo in cui si misura la serietà della vita e delle scelte morali compiute dalla persona singola.
La seconda, che si fonda sulla bimillenaria visione cristiana, afferma la gioiosa resurrezione estesa a tutta l’umanità grazie alla fede nella vittoria pasquale del Cristo.
Questa tensione tra le due correnti di pensiero si è sempre riflettuta nella ricca iconografia d’ispirazione cristiana e ha influenzato e strutturato la concezione della morte nel pensiero occidentale.

Dal tardo Medioevo, sino a metà del secolo scorso, passando da Savonarola e dalla Controriforma, sono prevalse le rappresentazioni macabre della morte. Il mondo moderno ha trasformato sia la morte sia il morire.
Adorno nelle Meditazioni della vita offesa sostiene: “In un secolo, nelle società occidentali, la morte appare rimossa e, al contempo spudoratamente esibita, resa oscena, cioè scacciata dalla terra dei vivi, estraniata dal mondo delle relazioni sociali e spettacolarizzata, rappresentata impietosamente, quasi un rito di esorcizzazione collettiva officiata dai mass media.

La società narcisistica, che nel frattempo si è formata, ha cercato di rimuovere la memoria dei limiti e anzitutto la morte, che ha il potere di annichilire tutti i deliri di onnipotenza dell’uomo. Si sono fatti strada con successo nell’opinione pubblica, movimenti che rivendicano il diritto di riappropriarsi della propria morte, le domande più diffuse che si leggono riguardano il lasciare morire o dare la morte.

Con questa semplificazione si rischia il sopravvento della disperazione, che da un lato annulla la Resurrezione del Cristo, dall’altro rivela il desiderio dell’uomo di essere artefice della propria morte. In tal modo la lacerazione della morte diventa drammatica, l’uomo rinuncia all’onere di imparare a vivere la morte. Assumere la morte in Dio permette di assumere la morte come sorella e sottrae la persona alla paura che invade lo spirito.
La fede in Dio, riporta il credente e il non credente all’accettazione pacificata per rispondere alla chiamata di Dio che prima suscita l’uomo alla vita e poi lo richiama a sé attraverso la morte: “Tu fai ritornare l’uomo alla polvere quando dici: figli di Adamo, ritornate” (Salmo 90,3).

La fede cristiana è una grande lotta contro la paura della morte, che rende schiavi gli uomini per tutta la vita.
La lotta sostenuta dalla fede in Dio, permette di dimostrare che la morte non è l’ultima parola ma è l’amore di Dio che ci introduce alla vita eterna. Quindi, la fede cristiana risponde alla domanda iniziale che la vita non può avere termine ricorrendo alla propria libertà.

Lasciare alla scelta personale la decisione finale comporta il rischio di trovarsi in una situazione eticamente ristretta in quanto viviamo una crisi economica che potrà comportare l’azzeramento dei sistemi di welfare, svelando le bugie del tempo-vita allungato.
La povertà dei mezzi ridurrà drasticamente l’assistenza e non resterà che la morte necessaria degli assistiti per ridurre le spese.
L’annullamento della libertà di scelta ne è la conseguenza inevitabile.

Franco Ferrara
[presidente centro studi Erasmo, redazione CuF, Gioia, Bari]

Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto:
Associandoci

logo-barchetta.jpg

Cercasi un fine è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002, una rete di scuole di formazione politica, un gruppo di amici stranieri e volontari per l'insegnamento della lingua italiana. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

Prossimi eventi
Il voto politico tra astensione e progetti 03/09/2022 16:00 - 20:00 — Sala Bice Leddomade, via Sanges 11/A, Cassano delle Murge (BA)
Prossimi eventi…
Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Un video per scoprire le nostre attività: scuole di politica, giornale e sito web, collana di libri, incontri e seminari, scuola di italiano per stranieri... benvenuti in Cercasi un fine!
Cercasi un fine. Presentandoci
2020
13th of January 2020, BBC interviews our Director Rocco D'Ambrosio on the case of the book of Ratzinger-Sarah
Il nostro direttore Rocco D'Ambrosio intervistato dalla BBC
2020
Di più…
Il 5 x mille per CuF


Sapete quanto è prezioso per noi la vostra firma del 5 x mille a nostro favore: con esso realizziamo scuole di formazione sociale e politica, un sito web e un periodico di cultura e politica, insegnamento dell’italiano per cittadini stranieri, incontri, dibattiti…

Basta la tua firma e il numero dell'associazione 91085390721 nel primo riquadro sul volontariato. 

I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Il Gruppo "Il Seggio" di Cercasi un fine a Minervino

 

 

Si chiama "Il seggio": è il gruppo territoriale di Cercasi un fine, nato a Minervino, a fine anno 2021.

Esso nasce dall'iniziativa dei soci fondatori e ordinari di Cuf, residenti a Minervino. Il gruppo (attraverso un apposito Regolamento) è un'emanazione territoriale della nostra Associazione, di cui condivide statuo, finalità, contenuti e strategie associative.

Auguriamo al gruppo di essere attivo e proficuo nella ricerca de nostro Fine come don Milani insegna: "Bisogna che il fine sia onesto. Grande. Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. E in questo secolo come lei vuole amare se non con la politica o col sindacato o con la scuola? Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte".

 

indirizzo: Vico II Spineto, 2
(c/o Parrocchia S. Michele Arcangelo)
76013 Minervino Murge (BT)

per info:
mail: scuolasociopoliticaminervino@cercasiunfine.it
cell: 349 6534286

Contribuendo

Contribuendo.jpg

Bonifico Bancario
Cercasi un Fine ONLUS
IBAN IT26C0846941440000000019932
BCC Credito Cooperatvo

Leggendo il giornale

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 126
(2021- Anno XVII)

quadratino rosso Tema: Il rispetto dell'identità sessuale

 

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


  

 

 listing Il n. 127 è dedicato alla vita quotidiana (in un mondo eccessivamente mediatico quale valore ha il quotidiano? I suoi piccoli e significativi gesti quale senso hanno? Conosciamo i vissuti quotidiani attorno a noi?). In preparazione.

 listing Il n. 128 è sulla "Riforma costituzionale in tema ambientale"  (qual è il significato dell'ultima riforma costituzionale in tema ambientale? Quali ricadute per noi e le generazioni future? E' un nuovo patto tra generazioni? Quali effetti sull'attività economica?). Testi da inviare entro il 30 giugno 2022.

listing Il n. 129 è su "Dopo il Covid e la guerra: una nuova globalizzazione?"  (La pandemia e la guerra in Ucraina sembrano aver messo in crisi il vecchio modello della globalizzazione: come costruire un nuovo modello? Cosa deve cambiare e cosa può restare?). Testi da consegnare entro il 30 agosto 2022. 

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo: testi non superiori a 4000 caratteri/spazi inclusi, da inviare ai nostri indirizzi mail. Accettiamo anche contributi in altre lingue e di bambini.