Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti di Cercasi un fine / Il presepe, forma di annuncio urbano, di Matteo Losapio

Il presepe, forma di annuncio urbano, di Matteo Losapio

creato da Matteo L. ultima modifica 02/01/2020 12:50
La tradizione del presepe può essere ripensata nel nostro contesto plurale e urbano?

In questi giorni mi sono fermato molte volte a guardare il presepe. Una delle maggiori tradizioni, in perfetto stile Made in Italy, è proprio l’allestimento, attraverso statuette, case, strade, laghi, della nascita di Gesù. Anche papa Francesco ci ha ricordato, proprio prima del Natale, di continuare questa tradizione del presepe nelle case. Eppure, a mio modesto parere, non abbiamo ancora capito fino in fondo lo spessore di questa tradizione, la sua forza prorompente di annuncio e di denuncia.

Se guardiamo attentamente il presepe, infatti, ci accorgiamo che, seppur nelle diverse scuole e nelle diverse forme, ciò che viene allestita è una città. Case, strade, oggetti d’uso quotidiano, lavori, lampioni, luci che si accendono e si spengono per simulare il giorno e la notte. Tante e tante piccole accortezze per rendere l’immagine di una città, dove tutti sono indaffarati, dove tutti hanno qualcosa a che fare, dove nessuno è senza far nulla, a parte il classico dormiente. Se provassimo a chiudere gli occhi e ad immaginare cosa stesse accadendo all’interno del presepe, ascolteremmo voci, suoni, rumori, risa, sghignazzi e grida. Mentre da una parte, nel silenzio e nell’indifferenza di tutti, ecco che nasce Gesù. In un luogo che, per quanto centrale possa essere nella mappatura del presepe, rimane sempre e comunque un luogo ai margini. L’attenzione di tutti i personaggi del presepe, infatti, non è rivolta verso questo evento che, per noi cristiani, caratterizza il centro fondante di tutta la storia. Eppure il centro del presepe non è Gesù, ed è questo, in realtà, il grande scandalo del presepe. Perché l’evento centrale della nostra salvezza non viene vissuto da tutti allo stesso modo, anzi, la maggior parte delle persone sembra guardare a questo evento con una certa dose di indifferenza, tutti presi dalle loro faccende, tutti persi all’interno della città.

Se a tutto questo aggiungiamo, poi, il racconto evangelico della nascita di Gesù, ci accorgiamo che Maria è costretta a partorire in una stalla, la quale, per quanto possiamo addolcirla, rimane sempre e comunque un luogo in cui nessuna donna avrebbe partorito, in cui nessuno di noi avrebbe permesso che nascesse il Salvatore. Mentre Gesù è nato proprio così, nell’indifferenza più assoluta di una città che aveva da fare, di una città fatta di abitanti che non si accorgono della storia che li passa accanto perché troppo impegnati, troppo schiacciati dalle loro cose da fare. Inoltre, se al racconto evangelico della nascita di Gesù aggiungiamo che, nelle case di Betlemme, all’epoca della nascita di Gesù, la stalla era una grotta dove riposavano gli animali ed era considerata la zona più marginale della casa stessa, la zona non vivibile, allora comprendiamo come Gesù non nasca in una umanità esaltata ma in una umanità marginale, in una zona marginale, mentre tutto il mondo continua a girare.

Il presepe, allora, è il simbolo di una città che continua a vivere della propria produzione quotidiana, che non si accorge di ciò che realmente sta avvenendo. Solo i poveri sono coloro che si accorgono della realtà e, guarda caso, sono sempre i poveri pastori che vivono fuori dalla città e che, dalla città stessa, vengono giudicati come pericolosi sia perché nomadi sia perché con i loro greggi rovinavano i campi. Il presepe, allora, non è la condanna della città per il suo immoralismo, per la sua indifferenza, anzi. Il presepe denuncia e annuncia i luoghi da cui ripartire, da cui annunciare la Bella Notizia all’interno delle città. Infatti, la città di Betlemme diviene il simbolo di tutte le città plurali, di tutte le città in cui la fede non è più assimilata come societas christiana, ma vive e si sviluppa in contesti di dialogo e di confronto. Insomma, il presepe ci annuncia una fede che vive di spiritualità, di creatività, di impegno nuovo con altre persone che non hanno il nostro stesso credo, perché Gesù stesso è nato in un contesto marginale, in un contesto plurale, in un contesto anche ostile, insomma, in un contesto urbano. Dove la fede corre e respira aria nuova, una nuova spiritualità, non più inchiodata a sterili oscurantismi tradizionalisti.

[studente di teologia, redattore CuF, socio, Bisceglie, Bari]

Azioni sul documento
  • Stampa
Associandoci

logo-barchetta.jpg

Cercasi un fine è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002, una rete di scuole di formazione politica, un gruppo di amici stranieri e volontari per l'insegnamento della lingua italiana. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Un video per scoprire le nostre attività: scuole di politica, giornale e sito web, collana di libri, incontri e seminari, scuola di italiano per stranieri... benvenuti in Cercasi un fine!
Cercasi un fine. Presentandoci
2020
13th of January 2020, BBC interviews our Director Rocco D'Ambrosio on the case of the book of Ratzinger-Sarah
Il nostro direttore Rocco D'Ambrosio intervistato dalla BBC
2020
Di più…
Il 5 x mille per CuF


Sapete quanto è prezioso per noi la vostra firma del 5 x mille a nostro favore: con esso realizziamo scuole di formazione sociale e politica, un sito web e un periodico di cultura e politica, insegnamento dell’italiano per cittadini stranieri, incontri, dibattiti…

Basta la tua firma e il numero dell'associazione 91085390721 nel primo riquadro sul volontariato. 

I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Il Gruppo "Il Seggio" di Cercasi un fine a Minervino

 

 

Si chiama "Il seggio": è il gruppo territoriale di Cercasi un fine, nato a Minervino, a fine anno 2021.

Esso nasce dall'iniziativa dei soci fondatori e ordinari di Cuf, residenti a Minervino. Il gruppo (attraverso un apposito Regolamento) è un'emanazione territoriale della nostra Associazione, di cui condivide statuo, finalità, contenuti e strategie associative.

Auguriamo al gruppo di essere attivo e proficuo nella ricerca de nostro Fine come don Milani insegna: "Bisogna che il fine sia onesto. Grande. Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. E in questo secolo come lei vuole amare se non con la politica o col sindacato o con la scuola? Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte".

 

indirizzo: Vico II Spineto, 2
(c/o Parrocchia S. Michele Arcangelo)
76013 Minervino Murge (BT)

per info:
mail: scuolasociopoliticaminervino@cercasiunfine.it
cell: 349 6534286

Contribuendo

Contribuendo.jpg

Bonifico Bancario
Cercasi un Fine ONLUS
IBAN IT26C0846941440000000019932
BCC Credito Cooperatvo

Leggendo il giornale

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 126
(2021- Anno XVII)

quadratino rosso Tema: Il rispetto dell'identità sessuale

 

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


  

 listing Il n. 126 è su "Il rispetto dell'identità sessuale"  (cosa intendiamo per identità sessuale? Come rispettarla nella vita quotidiana? Quali tutele politiche e giuridiche introdurre?) è in spedizione.

 listing Il n. 127 è dedicato alla vita quotidiana (in un mondo eccessivamente mediatico quale valore ha il quotidiano? I suoi piccoli e significativi gesti quale senso hanno? Conosciamo i vissuti quotidiani attorno a noi?). Testi da inviare entro il 15 maggio 2022.

 listing Il n. 128 è sulla "Riforma costituzionale in tema ambientale"  (qual è il significato dell'ultima riforma costituzionale in tema ambientale? Quali ricadute per noi e le generazioni future? E' un nuovo patto tra generazioni? Quali effetti sull'attività economica?). Testi da inviare entro il 15 maggio 2022.

 

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo: testi non superiori a 4000 caratteri/spazi inclusi, da inviare ai nostri indirizzi mail. Accettiamo anche contributi in altre lingue e di bambini.