Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti di Cercasi un fine / Il gilet arancione che è in me, di Donatella A. Rega

Il gilet arancione che è in me, di Donatella A. Rega

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 30/10/2020 20:51
Allora non lasciamoci tentare, continuiamo sulla via maestra, continuiamo a credere che uniti si va avanti, che lo straniero che bussa alla nostra porta non è un nemico...

 

Non ho paura di Berlusconi in sé ma del Berlusconi che è in me, diceva Gaber molti anni fa…. Facendo luce con una sola piccola frase sulle sollecitazioni cui è sottoposta la nostra parte deteriore quando intorno a noi si sdogana il male. 

In tutti noi c’è una lotta interiore tra il bene ed il male. Affinché vinca il bene dobbiamo imporci spesso regole di convivenza o scuoterci dall’apatia, dalla pigrizia, dall’incapacità di immedesimarci; altre volte dobbiamo rinunciare a qualcosa (il nostro tempo, il nostro spazio, la nostra agiatezza, il nostro denaro) per fare spazio agli altri o per aiutarli, per andar loro incontro. Se possiamo affermare che quel sano “non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te” segni una strada maestra del bene, figuriamoci cosa può produrre l’esortazione ad amare che è una specie di passaporto per la pace interiore. 

Ma sono quelle regole che comunque ci imponiamo e che richiedono sforzo,  l’appiglio per il male.

Allora ricorderete la Casa delle Libertà, o il Popolo della Libertà, il disprezzo per chi ha le pelle di un altro colore, un censo inferiore al nostro, una cultura diversa, sono le tentazioni che quella parte che vale quattro soldi e che abbiamo dentro tira fuori inusitatamente, perché si tratta di percorsi facili che non richiedono impegno e ci sentiamo “liberi”.

Col tempo però siamo andati oltre questa fase preliminare a cavallo tra gli anni novanta ed il primo decennio del 2000. 

E siamo entrati nel buio del secondo decennio del secolo nuovo. Un disordinato programma di destabilizzazione della democrazia attraverso l’arma della mistificazione che nel decennio precedente si faceva strada a fatica perché ancora c’era il ricordo di una coscienza politica, delle conquiste democratiche. Ma nel secondo decennio si riversa nella comunicazione social e mediatica una massa di pseudo verità che capovolgono il senso di tutte le conquiste sociali realizzate dal secondo dopoguerra in poi, passando attraverso il ’68.

Un vero e proprio revisionismo storico che abbatte tutte le certezze del cosiddetto uomo della strada. L’Unità d’Italia un imbroglio ed un ladrocinio dei Savoia, e sembra si voglia dire qualcosa a chi vorrebbe la Padania indipendente, contrapponendole un Sud borbonico dalla storia gloriosa e fondamentalmente più avanzato del Nord. Vero, sì, ma lo scopo adesso  è dividere, il senso è lo stesso, da una parte e dall’altra. L’Italia è fatta da un secolo e mezzo ormai e, diciamolo, quei giovani che furono mandati a morire sul Massiccio del Grappa morirono credendoci e gridando “Savoia” anche se si trattava di contadini pugliesi.

Almeno per rispetto nei loro confronti, e per rispetto verso chi resistette, molti anni dopo, ai nazisti e fascisti da semplice cittadino, da militare, da carabiniere o da sacerdote, non se ne dovrebbe parlare più. L’Italia unita c’è, e quell’unità che servì al potere dei Savoia allora,  adesso servirebbe e serve alla gente italiana che dall’unità e dal restare unita trae un bel vantaggio. Lo hanno testimoniato i anche balconi della prima fase Covid. Se restiamo uniti siamo forti.

Lo dice il Papa riferendosi alla politica internazionale. Figuriamoci cosa ne sarebbe di una singola nazione come l’Italia, se si dividesse! Allora finiamola di basare le nostre verità piccolo borghesi sullo schiavismo di Garibaldi, sulle trame demoniache del ’68, sul presunto satanismo della sinistra, tutte revisioni gettate ad hoc nei media per confondere e dividere. Il bene ed il male camminano insieme nella Storia, ma è solo il bene che fa progredire l’umanità. E di progressi ne abbiamo fatti! 

Allora non lasciamoci tentare, continuiamo sulla via maestra, continuiamo a credere che uniti si va avanti, che lo straniero che bussa alla nostra porta non è un nemico, che la politica economica internazionale debba cambiare per non lasciare al palo gli ultimi della Terra. Così cambieremo in meglio il mondo. Basta guerre, basta logiche di guerra anche nella ricerca scientifica, basta con la distruzione dell’ambiente, basta asservire l’economia alle logiche di guerra, ne abbiamo abbastanza.

Ma … e i gilet arancioni? (direte voi). Ci arrivo subito. Dicono che la pandemia non esiste, che muoiono solo gli ottantenni malati…. Gli facesse schifo che in Italia, nell’Italia unita, gli ottantenni malati si curano in ospedale come qualsiasi altro essere umano. 

Dov’erano i gilet arancioni quando si chiudevano gli ospedali e si tagliavano i posti letto, dov’erano quando alla Sanità Pubblica sottraevano risorse? Dov’eravamo noi, mentre ci davano da bere che Nord e Sud devono essere divisi? Dov’eravamo noi quando ci convincevano che il nostro vero problema sono gli immigrati? Ci siamo lasciati dividere, abbiamo creduto a tutto. Era il gilet arancione che è in noi. Indossiamo adesso un colore più sobrio e ricominciamo, perché adesso ce n’è bisogno. 

 

[socia e redazione Cercasi un Fine, Monopoli, Bari]

Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto: , ,
Associandoci

logo-barchetta.jpg

Cercasi un fine è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002, una rete di scuole di formazione politica, un gruppo di amici stranieri e volontari per l'insegnamento della lingua italiana. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Un video per scoprire le nostre attività: scuole di politica, giornale e sito web, collana di libri, incontri e seminari, scuola di italiano per stranieri... benvenuti in Cercasi un fine!
Cercasi un fine. Presentandoci
2020
13th of January 2020, BBC interviews our Director Rocco D'Ambrosio on the case of the book of Ratzinger-Sarah
Il nostro direttore Rocco D'Ambrosio intervistato dalla BBC
2020
Di più…
Il 5 x mille per CuF


Sapete quanto è prezioso per noi la vostra firma del 5 x mille a nostro favore: con esso realizziamo scuole di formazione sociale e politica, un sito web e un periodico di cultura e politica, insegnamento dell’italiano per cittadini stranieri, incontri, dibattiti…

Basta la tua firma e il numero dell'associazione 91085390721 nel primo riquadro sul volontariato. 

I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Il Gruppo "Il Seggio" di Cercasi un fine a Minervino

 

 

Si chiama "Il seggio": è il gruppo territoriale di Cercasi un fine, nato a Minervino, a fine anno 2021.

Esso nasce dall'iniziativa dei soci fondatori e ordinari di Cuf, residenti a Minervino. Il gruppo (attraverso un apposito Regolamento) è un'emanazione territoriale della nostra Associazione, di cui condivide statuo, finalità, contenuti e strategie associative.

Auguriamo al gruppo di essere attivo e proficuo nella ricerca de nostro Fine come don Milani insegna: "Bisogna che il fine sia onesto. Grande. Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. E in questo secolo come lei vuole amare se non con la politica o col sindacato o con la scuola? Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte".

 

indirizzo: Vico II Spineto, 2
(c/o Parrocchia S. Michele Arcangelo)
76013 Minervino Murge (BT)

per info:
mail: scuolasociopoliticaminervino@cercasiunfine.it
cell: 349 6534286

Contribuendo

Contribuendo.jpg

Bonifico Bancario
Cercasi un Fine ONLUS
IBAN IT26C0846941440000000019932
BCC Credito Cooperatvo

Leggendo il giornale

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 126
(2021- Anno XVII)

quadratino rosso Tema: Il rispetto dell'identità sessuale

 

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


  

 

 listing Il n. 127 è dedicato alla vita quotidiana (in un mondo eccessivamente mediatico quale valore ha il quotidiano? I suoi piccoli e significativi gesti quale senso hanno? Conosciamo i vissuti quotidiani attorno a noi?). In preparazione.

 listing Il n. 128 è sulla "Riforma costituzionale in tema ambientale"  (qual è il significato dell'ultima riforma costituzionale in tema ambientale? Quali ricadute per noi e le generazioni future? E' un nuovo patto tra generazioni? Quali effetti sull'attività economica?). Testi da inviare entro il 30 giugno 2022.

listing Il n. 129 è su "Dopo il Covid e la guerra: una nuova globalizzazione?"  (La pandemia e la guerra in Ucraina sembrano aver messo in crisi il vecchio modello della globalizzazione: come costruire un nuovo modello? Cosa deve cambiare e cosa può restare?). Testi da consegnare entro il 30 agosto 2022. 

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo: testi non superiori a 4000 caratteri/spazi inclusi, da inviare ai nostri indirizzi mail. Accettiamo anche contributi in altre lingue e di bambini.