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Ha ancora un senso la politica?, di Maria Teresa Coratella

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 12/12/2018 10:40
Un reportage sull'incontro inaugurale della scuola di Andria

L’incontro inaugurale del percorso formativo 2018 del Forum di Formazione all’Impegno Sociale e Politico di Andria

Con una domanda di Hannah Arendt, filosofa e scrittrice tedesca, il Forum di Formazione all’Impegno Sociale e Politico della Diocesi di Andria, in collaborazione con l’Associazione “Cercasi Un Fine”, l’Ufficio diocesano di Pastorale Sociale e del Lavoro, l’Azione Cattolica diocesana, la Biblioteca diocesana “S. Tommaso d’Aquino”, Cittadinanza attiva Minervino, il MEIC Andria, ha inaugurato il nuovo anno formativo, invitando ad Andria, lo scorso 23 novembre,  Rosy Bindi, già Vicepresidente della Camera dei Deputati e Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali.

Una difesa appassionata dei valori costituzionali e delle istituzioni repubblicane, dai quali oggi si deve ripartire nel disorientamento dell’Italia e non solo, di fronte a sfide complicate.

Nel periodo dei rivolgimenti occorre gettare il seme buono”. Immigrazione, ambiente, aumento delle disuguaglianze nel nostro Paese e nel mondo, sono problemi di non immediata soluzione, che richiedono studio delle soluzioni e confronto tra le parti politiche. Perché i problemi crescono più in fretta delle soluzioni che si prova a cercare. Allora al quesito di Hannah Arendt è presto detto che oggi più di ieri occorre più e non meno politica. Sono i poveri e i più deboli ad aver bisogno della politica, perché i forti possono trovare da sé la soluzione ai propri problemi.  Dal radicalismo evangelico nasce l’impegno e non il disimpegno, impegno sperimentato dapprima nell’Azione Cattolica, dove conosce il Prof. Vittorio Bachelet, del quale è stata assistente universitaria, assassinato sotto i suoi occhi dalle Brigate Rosse nel 1980; poi in politica nelle fila della Democrazia Cristiana. Interessante la lettura della storia contemporanea, dalla nascita dei grandi partiti di massa, DC e PCI, che hanno costruito l’Italia del dopoguerra, fino a Tangentopoli che ha spazzato via i partiti tradizionali e all’era berlusconiana. Passando per l’operazione lungimirante di Aldo Moro nel 1978 di creare un governo di solidarietà nazionale, legittimando i comunisti. Operazione che costò la vita dello statista e l’inizio del declino della DC. Non ci sarebbe stata democrazia in Italia senza i grandi partiti popolari, autori di una grande politica sociale e progressista che hanno incarnato i valori della Costituzione nei vari ambiti della vita del Paese. I terroristi delle BR hanno privato il Paese degli uomini migliori, tra i quali Aldo Moro e Vittorio Bachelet, oltre a cattolici, democratici, persone perbene; martiri della democrazia. Ora siamo in un’altra fase, in un tempo di ricostruzione: “C’è chi nasce con la casa costruita, poi la casa crolla, poi ci sono le stagioni in cui non si farà in tempo a vedere la casa costruita”. Fuori di metafora, la Bindi ha spiegato che oggi occorre ricostruire le fondamenta, recuperare i punti di riferimento, a partire dalle istituzioni. Dal rispetto per le istituzioni. La democrazia si distingue dagli altri sistemi perché il potere si esercita nelle forme di legge. Se la sovranità del popolo non è esercitata nei limiti di legge, esso rischia di diventare il popolo del sovrano. I partiti politici hanno il compito di rappresentare una parte dei cittadini in una società plurale. Nelle istituzioni si deve provare la fatica di parlare con gli altri, altrimenti si scade nella dittatura della maggioranza. Per questo il nostro tempo è quello delle formazioni sociali, disciplinate dalla Costituzione, nelle quali si impara la fatica del dialogo e della sintesi. Come deve essere in Parlamento nel quale le forze si confrontano. Al contrario della solitudine della rete, nella quale si è soli anche di fronte alle ingiurie. Fondamentale diventa l’esercizio della cittadinanza. La politica è etica, ha una sua moralità intrinseca, quando è servizio, ricerca, studio, competenza, saper fare, forza di decidere. Ci si forma anche sbagliando, dice la Bindi. Per tutti, in particolare per chi si impegna in politica, è necessaria la formazione del carattere, della persona e un fondamento spirituale. Il politico buono crea il consenso su cose buone e giuste, anche quando non sono accattivanti. Il consenso, inseguito da molti politici, va ricercato sulle cose buone, perché è facile creare consenso accontentando gli istinti.

Maria Teresa Coratella – Forum di Formazione all’Impegno Sociale e Politico di Andria

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