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Europa e cristiani, un appello

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 21/02/2019 18:02
E' anche il nostro appello: prepariamoci al voto con incontri e dibattiti. nelle nostre realtà associative e scuole di politica. Come CuF siamo disponibili a collaborare nell'organizzazione di questi incontri. Quello di CuF è previsto il 4 maggio (vedi colonna affianco: prossimi eventi).

Che l’Europa sia gravemente in crisi è un fatto evidente. La crisi è particolarmente preoccupante perché s’inserisce in un quadro mondiale di forti tensioni che minacciano la pace.

Oggi diventa urgente per i cristiani riflettere sulle parole di Papa Francesco: «La buona politica è al servizio della pace», e lo è soltanto se è vissuta come «servizio alla collettività umana».

La pace ci deve, dunque, impegnare come cristiani, e questo diventa tanto più vero quanto più appare evi-dente che questa azione di fraternità non possiamo semplicemente delegarla nel momento in cui le prati-che politiche prendono un orientamento contrario ai diritti dell’uomo, alla giustizia, alla solidarietà sociale. Oggi è necessario pensare e fare crescere una cultura buona che si opponga al prevalere dei principi dell’egoismo individuale e nazionale. Di fronte a queste pratiche abbiamo il dovere di reagire.

Per promuovere la pace occorre rafforzare tutte le forme di collaborazione e di unione sovranazionale, quindi per noi significa anzitutto rafforzare l’Europa. È questa un’esigenza imposta anche dalla globalizza-zione. Nel momento in cui l’economia e la finanza assumono una dimensione sovranazionale, la politica non può non essere anch’essa sovranazionale. Se non è così, allora inevitabilmente economia e finanza si sot-traggono al controllo della politica in generale e in particolare di una politica ispirata al principio del bene comune (e cioè universale).

Il potere politico se è sovrastato dai poteri economici, da un lato finisce per essere al loro servizio e dall’altro, in quanto non riesce a contrastare quei poteri, inventa altri nemici ai quali attribuire la responsa-bilità delle crisi economiche e sociali e abbandonando il principio del bene comune attizza nuovi nazionali-smi che rischiano di mettere la pace in grave pericolo.

L’Europa poteva diventare un efficace antidoto a questa deriva, attestandosi a soggetto in grado di avviare un governo sovranazionale sulla base dei migliori valori della tradizione occidentale, che ha come sua com-ponente essenziale il cristianesimo.

Senza dimenticare che l’Unione europea ha significato anche il superamento di secoli di guerre devastanti fra i diversi stati del continente. Ora invece sembra che il processo di unità europea si vada disfacendo, con la Brexit e con il risorgere di nazionalismi, che, mentre si alleano per disfare l’Europa, non possono che pre-parare futuri conflitti.

Il servizio alla pace che l’Europa oggi può rendere non riguarda solo il superamento degli antichi conflitti in-terni, ma anche da un lato una funzione di equilibrio tra le grandi potenze mondiali e le derive pericolose che stanno prendendo, dall’altro, anche per la sua posizione geografica, un rapporto con i paesi africani e mediorientali, che sostituisca all’antico e nuovo sfruttamento coloniale un efficace sostegno economico e nell’immediato una diffusa pratica di accoglienza degli immigrati.

Di fronte alla concreta prospettiva che con le prossime elezioni europee si avvii un processo dissolutivo fondato sul principio del first (prima io, la mia famiglia, la mia regione, la mia nazione, la mia razza, la mia religione), occorre che i cristiani facciano sentire una voce contraria.

Noi cristiani dobbiamo capire l’urgenza di una testimonianza che ridia speranza all’Europa e al mondo e che ci allontani dal baratro, proponendo una politica fondata su principi universalistici e di solidarietà. Essere cristiani non può ridursi alla cura della propria anima e alla difesa di tradizioni e devozioni antiche. Ci sono momenti, come questo, in cui siamo chiamati con particolare urgenza a quell’uscita a cui ci sollecita Papa Francesco, un’uscita che deve riguardare anzitutto le parrocchie e le associazioni, perché facciano sentire la loro voce e soprattutto perché lavorino per la giustizia e per la pace.

Non possiamo dimenticare che gli spaventosi disastri del secolo scorso (per non parlare dei secoli prece-denti) forse non sarebbero accaduti se i cristiani non fossero stati distratti e in molti casi acquiescenti e per-

sino consenzienti, con pochissime e sia pure straordinarie eccezioni, quali ad esempio Bonhoeffer o i fratelli Scholl. L’opera e la testimonianza dei martiri non giustifica il nostro disimpegno, ma piuttosto condanna la nostra pigrizia.

L’uscire per annunciare il Vangelo, che Papa Francesco ci propone, richiede un atto di coraggio, perché si-gnifica riconoscere e denunciare quelle logiche del mondo a cui il Vangelo si oppone, collaborando con tutti gli uomini di buona volontà per la difesa dei poveri, degli immigrati, degli emarginati e degli scartati, per af-fermare il primato del bene comune, della giustizia e della pace.

Per uscire occorre organizzare presto, nei prossimi mesi, iniziative che coinvolgano parrocchie e associazio-ni e tutti i livelli del corpo ecclesiale, per conseguire quegli obiettivi e anzitutto per risvegliare le nostre coscienze addormentate di cristiani ancora troppo uniformati alla mentalità del mondo o ancora legati a un cristianesimo individualistico o devozionale, fedele alle consuetudini ma lontano dal Vangelo.

Questa riflessione ci spinge a rivolgerci alle parrocchie, alle associazioni e a tutti i cristiani, per promuovere e sostenere nella diocesi un processo di riflessione e di azione su questi temi.

Promosso da alcuni credenti e associazioni di Torino.

Per info e adesioni:

salpa59@libero.it

elia.giuseppe@libero.it

Al 21 febbraio 2019 hanno sottoscritto l'appello:

Dino Cassibba. Gaetano Quadrelli. Claudio Ciancio. Valentino Castellani. Beppe Elia. Oreste Aime. Salvatore Passari. Stefano Sciuto. Enrico Peyretti.  Fabio Tango. Stefania Di Terlizzi. Marta Margotti. Luca Rolandi. Gian Carlo Jocteau. Giovanni Ferretti. Lucia Preve. Ida Molinari. Michele Dosio. Paola Pecco. Luciana Miglietti. Giovanni Gonzo. Anna Oliva. Mario Mosca. Gianbeppe Battaglino. Elisa Trovò. Silvia Trovò. Agostino Saglietti. Maria Consiglio. Maria Maddalena Bruzzese. Edoardo Fassio. Giangiacomo Migone. Roberto Di Lupo. Daniela Favale. Emilio Allia. Cristina Nipoti. Vittorio Romagnoli. Giampaolo Masone. Adriana Vindign Roberto Rolle. Paola Rolle. Giorgio Rolle. Vincenzo Buttafuoco. Beppe Cassetta  Simona Borello. Alessio Terzi. Isa Albalustro. Ivanna Preto. Marco Tommasino. Sara Milano. Morena Savian. Giancarlo Prina. Maria Antonietta Masiello. Gianni Vizio. Mariangela Antifora. Franca Severin. Luca Facta. Tullio Borrelli. Mariuccia Idrata. Agnese Valente. Maria Teresa Pichetto. Rocco D’Ambrosio

Inoltre:

Associazione Cascina Archi

Abitare la terra

Chicco di senape

Centro Studi Bruno Longo

MEIC  Torino

Cercasi un fine Onlus

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Cercasi un fine è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002, una rete di scuole di formazione politica, un gruppo di amici stranieri e volontari per l'insegnamento della lingua italiana. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

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La fatica di essere nel mondo. Lettera sul discernimento

Un po’ imitando don Milani e la sua lettera a una prof.ssa, con amici di Vicenza abbiamo scritto insieme una lettera sul discernimento e il nostro essere nel mondo. Per disponibilità copie info al 333 8465594, 0444 226530, 080 5014906 


 

Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

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La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

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Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...

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2020
13th of January 2020, BBC interviews our Director Rocco D'Ambrosio on the case of the book of Ratzinger-Sarah
Il nostro direttore Rocco D'Ambrosio intervistato dalla BBC
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I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

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Il Gruppo "Il Seggio" di Cercasi un fine a Minervino

 

 

Si chiama "Il seggio": è il gruppo territoriale di Cercasi un fine, nato a Minervino, a fine anno 2021.

Esso nasce dall'iniziativa dei soci fondatori e ordinari di Cuf, residenti a Minervino. Il gruppo (attraverso un apposito Regolamento) è un'emanazione territoriale della nostra Associazione, di cui condivide statuo, finalità, contenuti e strategie associative.

Auguriamo al gruppo di essere attivo e proficuo nella ricerca de nostro Fine come don Milani insegna: "Bisogna che il fine sia onesto. Grande. Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. E in questo secolo come lei vuole amare se non con la politica o col sindacato o con la scuola? Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte".

 

indirizzo: Vico II Spineto, 2
(c/o Parrocchia S. Michele Arcangelo)
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listing Il n. 129 è su "Dopo il Covid e la guerra: una nuova globalizzazione?"  (La pandemia e la guerra in Ucraina sembrano aver messo in crisi il vecchio modello della globalizzazione: come costruire un nuovo modello? Cosa deve cambiare e cosa può restare?). Testi da consegnare entro il 30 settembre 2022. 

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