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Certe domande degli studenti, di Federica Spinozzi

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 12/02/2019 19:25
Una docente si interroga con gli studenti su...

Qualche anno fa, lungo la strada che porta al campo di concentramento di Mauthausen, in una verde zona dell’Austria lungo il Danubio, costellata di piccoli villaggi tra i quali spiccano i campanili a punta, scorgendo su un’altura la ciminiera dei forni crematori, mi son domandata: cosa avranno immaginato gli abitanti di queste zone, negli anni ’40, vedendo salire del fumo bianco oltre il loro campanile? E mentre le campane suonavano a festa chiamando i cristiani alla messa domenicale, le stesse donne, gli stessi uomini non saranno rimasti infastiditi e nauseati dall’odore dolciastro che emanava quella scia di fumo bianco? Quando tratto questo argomento a scuola con i miei alunni ripeto a voce alta questa domanda e li invito a riflettere. Ma non ho mai trovato qualche motivazione che potesse darmi una risposta; sino ad oggi. Oggi, che stiamo assistendo inermi ad un nuovo sterminio e oltre i nostri campanili intravediamo il mare che abbraccia nei suoi fondali innumerevoli vite umane, oggi riesco a darmi una risposta. Certo il mare inghiotte, i suoi fondali sono bui, rari sono i segnali di una vita risucchiata. Ma la nostra colpa, la nostra indifferenza, il nostro agghiacciante e imperturbabile silenzio non è meno grave di quello di chi viveva ai margini dei campi di sterminio. La Storia, che come un pettine mette in evidenza i nodi più intricati, ci giudicherà! La Chiesa di domani sarà costretta a chiedere perdono per il gravissimo peccato dell’indifferenza e della complicità in cui si son perse schiere di battezzati nei primi decenni del 2000. Papa Francesco parla, scrive, prega… ma è sempre più solo, isolato, giudicato! “E’ il papa, non potrebbe comportarsi e parlar diversamente! Altro è governare! Ben più complessa è la politica!” Questo è il comune sentire, le frasi che circolano purtroppo nelle nostre comunità cristiane. Non mancano testimonianze di accoglienza, di denuncia, di impegno civile… ma sono rare e troppo nascoste. Sino a che continueremo ad abbandonare vite umane in mare e a discutere a chi appartiene la responsabilità o quale sia il porto di destinazione dei migranti, non potremo non indignarci e gridare all’orrore.

In queste settimane viviamo tre importanti appuntamenti che sembrano formare un triangolo. in ordine temporale: “Verità per Giulio Regeni”, “Giornata della Memoria”, “Giornata della vita”.   Appuntamenti civili, i primi due,  cattolico il terzo. Ma non ha alcuna importanza sottolineare tale distinzione perché al centro c’è l’uomo, e tutto ciò che è umano è cristiano per lo straordinario mistero dell’incarnazione. Appuntamenti fondamentali, sacrosanti, irrinunciabili per la loro potenza e per l’assurdità dell’ingiustizia che viene ogni anno denunciata. Ma rischiano di perdere valore, rischiano di trasformarsi in mere celebrazioni se migliaia di bambini, donne e uomini, con un volto, con una storia, muoiono oggi sotto i nostri occhi, vittime della nostra indifferenza e della nostra connivenza con un potere politico violento e razzista.

Poi tornerò in classe e, spiegando la Shoah e ripetendo certe domande, non potrò lasciarle sospese nel vuoto, nel silenzio. Sarò costretta a parlare di me, del presente, della mia generazione malvagia ed omertosa.

 

[docente scuola media, Senigallia, Ancona]

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