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"Cantata" per Guglielmo Minervini, di Valentino Losito

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 04/08/2016 22:37
Un ricordo appassionato e saggio di Guglielmo Minervini...

 


Con Guglielmo Minervini ci siamo incrociati non più di quattro o cinque volte nel corso delle nostre vite. Capita. Se uno fa il giornalista dietro una scrivania a organizzare il lavoro degli altri e l’altro fa politica in “trincea” per organizzare le speranze degli altri, dei più giovani specialmente. Ma un comune sentire culturale ed ecclesiale me lo facevano e fanno sentire assai vicino. Del resto, come diceva Pirandello “le anime hanno un loro particolar modo d'intendersi, d'entrare in intimità, fino a darsi del tu, mentre le nostre persone sono tuttavia impacciate nel commercio delle parole comuni, nella schiavitù delle esigenze sociali”  o delle attività professionali.
Ieri, durante l’Eucarestia celebrata a Giovinazzo, ho voluto percorrere quel tratto di terra e di mare tra Santo Spirito e Giovinazzo, così caro anche a Guglielmo. Ho incontrato quattro ragazzi che, zaino in spalla, pedalavano verso il sole, ho guardato il mare orlato da quei muretti a secco, fatti di pietre ruvide e aguzze, come a volte possono essere le anime nostre, da cui ogni tanto spuntano papaveri e margherite  come possono essere le nostre speranze e i nostri sorrisi. Ho rivisto quello di Guglielmo. Ho sentito che questo siamo noi, questa è la terra che amiamo. La Puglia dei nodosi ulivi, contorti e meravigliosi, del nostro "mar comune", della nostra gente. Dei nostri braccianti e dei nostri pescatori. Neruda ha scritto anche per noi  "Ma io amo anche le radici del mio piccolo paese. Se dovessi morire mille volte, io là vorrei morire: se dovessi mille volte nascere, là vorrei nascere, vicino all’ulivo selvaggio, al forte vento che soffia dal Sud”. Ciao Guglielmo.

[giornalista, Bitonto, Bari]

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