Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti di Cercasi un fine / Appunti di "teologia empia", di Matteo Losapio

Appunti di "teologia empia", di Matteo Losapio

creato da Matteo L. ultima modifica 30/04/2020 16:11
Una riflessione filosofico-teologica, del nostro redattore Matteo Losapio, per ritornare ad una fede del rib, della lotta con Dio piuttosto che della hýbris greca...
Appunti di "teologia empia", di Matteo Losapio

Manlio Sgalambro (1924-2014)

In questi giorni di quarantena ho terminato di leggere il Dialogo teologico di Manlio Sgalambro (1924-2014). Filosofo di origini siciliane, Sgalambro è noto per il suo pensiero che, fra i molti riferimenti, è senza dubbio legato ad Arthur Schopenauer. Tuttavia, Manlio Sgalambro è ancor più noto per essere stato grande amico di Franco Battiato, di cui è stato anche ispiratore e coautore di diverse canzoni. Ora, nel suo Dialogo teologico, Sgalambro giunge alla formazione di una teologia empia. Mi ha lasciato molto sorpreso non solo l’ossimoro di questa idea, ma anche il metodo e i riferimenti che permettono al nostro autore di giungere ad una tale formulazione. Infatti, i principali riferimenti di Sgalambro non sono gli atei positivisti ma la stessa teologia medievale che, per la sua poderosa espressione, diviene un luogo eccezionale di confronto e di dialogo fra un filosofo e un teologo, nella seconda parte del libro. La teologia empia formulata da Sgalambro è ciò che cresce all’ombra della teologia medievale, è il frutto della avversione e della diffidenza dinanzi a Dio e alle parole dei teologi. Come a dire che il troppo parlare di Dio produce l’effetto contrario, una specie di rigurgito anti divino fomentato dagli stessi difensori della teologia. Mi è parso un argomento interessante, perché mi sembra che proprio in questi giorni, in cui la catastrofe bussa alle nostre porte, occorre tornare alla domanda su Dio.

Spinto e tirato, allargato secondo le proprie giustificazioni, tentato di far parlare o di parafrasare nella sua Parola, sembra che Dio sia diventato il burattino per eccellenza, il polo giustificante di tante nostre opinioni che non sanno dove fondarsi e, per questo, scelgono un fondamento Eterno e Immutabile, pur rimanendo opinioni. L’intento della teologia empia di Sgalambro è quello di scendere continuamente nelle profondità per annullare ogni pregiudizio che abbiamo su Dio o tutto ciò che altri ci hanno detto su di lui. L’empietà consiste, dunque, in uno scarnificare e disossare l’idea di Dio attraverso l’uso della ragione e del pensiero. L’empietà raccontata da Sgalambro, dunque, ci riporta all’essenziale della teologia ovvero la domanda su Dio. Una domanda di cui oggi se ne sente particolarmente il bisogno dal momento che l’idea che abbiamo di Dio vede da una parte l’accettazione di tutto quello che gli esperti di Dio dai preti agli studiosi dicono, dall’altra un certo comportamento melense per cui Dio è ridotto ad una specie di droga che mi permette di evadere dalla realtà. In questo modo, da una parte abbiamo un tacciare di ateismo tutto quello che non viene detto dagli esperti di Dio, mentre dall’altra un Dio che è buono solo per i messaggini di buongiorno sui social. Ecco, allora, l’epoca in cui l’empietà viene associata alla domanda, al pensiero, alla ricerca inquieta di Dio. Una empietà che diviene sfida nei confronti di Dio e delle nostre idee su di lui.

Tempo fa, nella mia parrocchia d’origine, ho servito messa durante il funerale di un padre di famiglia stroncato da un infarto. Alla fine del funerale il figlio ha iniziato a gridare e ad inveire in chiesa guardando il crocifisso. Molte persone definirebbero questo atteggiamento un vero e proprio segno di ateismo o di empietà, appunto, dal momento che non si grida mai contro Dio, anzi bisogna accettare la sua volontà imperscrutabile. È innegabile che questa idea che abbiamo di Dio generi non solo frustrazione ma una vera e propria diffidenza verso una massa d’essere, per dirla alla Sgalambro, che ci tratta come formiche. In realtà, approfondendo gli studi, mi sono accorto che quell’uomo stava davvero facendo teologia, perché stava gridando dinanzi a Dio la sua domanda. Ed è quella domanda che diviene preghiera. Infatti, siamo abituati a pensare la teologia con una accezione pagana, per cui ogni cosa che viene detta da chi ha una certa formazione teologica rimane indiscutibile, un ipse dixit postmoderno che non si può mettere in discussione per non cadere nella hýbris greca, nell’empietà di chi cerca di sfidare Dio. Ma la fede nel Dio di Gesù Cristo non è la fede in un dio pagano ma è la fede nel Dio d’Israele dinanzi a cui ci si pone anche con la propria rabbia e il proprio dolore, domandone conto a lui. È la fede del rib ebraico, del venire a contesa e del discutere con Dio. Un corpo a corpo che non tollera le facili soluzioni ma lotta con Dio, come Giacobbe, come Giobbe, come nei Salmi. Ecco, allora, che il domandare a Dio diviene preghiera, senza accontentarci di facili soluzioni o delle giustificazioni a buon mercato. E chiunque, credente o non credente, è consapevole che in fondo al suo essere abissale c’è questa domanda, questa lotta, la cui risposta è il nostro personale dialogo con Dio. In questo siamo inquieti teologi.

[studente di teologia, redattore CuF, Bisceglie, Bari]

Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto: , ,
Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Un video per scoprire le nostre attività: scuole di politica, giornale e sito web, collana di libri, incontri e seminari, scuola di italiano per stranieri... benvenuti in Cercasi un fine!
Cercasi un fine. Presentandoci
2020
13th of January 2020, BBC interviews our Director Rocco D'Ambrosio on the case of the book of Ratzinger-Sarah
Il nostro direttore Rocco D'Ambrosio intervistato dalla BBC
2020
Di più…
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002, una rete di scuole di formazione politica, un gruppo di amici stranieri e volontari per l'insegnamento della lingua italiana. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 122
(2021- Anno XVII)

quadratino rosso Tema: Tutti pazzi per i sociale?

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


 

 listing Il n. 122 è su... Tutti pazzi per i Social? -  è in spedizione.

 

 listing Il n. 123 è sulla RINASCITA (1. Cosa vuol dire “rinascita” dopo la crisi sanitaria? 2. Positività e negatività della crisi sanitaria nel lavoro, scuola, famiglia, politica, sanità, economia, ambiente? 3. Cosa vuol dire sperare in un futuro migliore?): in preparazione.

 listing Il n. 124 è su Il Pianeta che vogliamo (1. Che rapporto c'è tra la pandemia e la situazione ambientale? 2. Nuove politiche industriali e del lavoro e impatto sull'ambiente? 3. Cosa cambiare negli stili di vita? 4. Quale il contributo delle religioni?) Testi da inviare da entro 31 maggio 2021.

 listing Il n. 125 è sulla Repubblica "post Covid e tante risorse" (1. Come la pandemia ha cambiato i processi politici? 2. Cosa cambia nella partecipazione dei cittadini? 3. E' democratico questo processo? 4. Quale visione politica ispira il tutto?) Testi da inviare da entro 31 luglio 2021.

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.