Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti di Cercasi un fine / Appartenenze e prossimità, di Rocco D’Ambrosio

Appartenenze e prossimità, di Rocco D’Ambrosio

creato da webmaster ultima modifica 22/10/2014 08:28
Editoriale del giornale n. 93 di Cercasi un Fine sul tema: Comunità locali. Numero dedicato a Dino Lovecchio (1963 - 2012), direttore aziendale, impegnato nel volontariato sociale e in cooperative, testimone di amore e promozione del territorio.

 

In un paese meridionale, nel periodo fascista, Carlo Levi ambienta il suo Cristo si è fermato ad Eboli. Il protagonista, che è un cittadino del nord confinato a sud, riceve la visita della sorella.
L’autore nota il modo in cui è accolto in paese: “Finora io ero stato, per loro, qualcuno piovuto dal cielo: ma mi mancava qualcosa: ero solo. L'aver scoperto che anch'io avevo dei legami di sangue su questa terra pareva colmasse piacevolmente, ai loro occhi, una lacuna. Il vedermi con una sorella muoveva uno dei loro più profondi sentimenti: quello della consanguineità, che, dove non c'è senso di Stato né di religione, tiene, con tanta maggiore intensità, il posto di quelli. Non è l'istituto familiare, vincolo sociale, giuridico e sentimentale, ma il senso sacro, arcano e magico di una comunanza”.
Troviamo qui il modello e la fonte di ogni atteggiamento di appartenenza: la famiglia. Anche la filosofia ci dimostra come il nostro appartenere ha il suo battesimo prima nella casa, poi nel clan, poi nella tribù e, infine, nella città, come spiega Aristotele. Quello della consanguineità, come scrive Levi, è uno dei più profondi sentimenti che smuove cognizioni ed emozioni, capace di creare ponti con comunanze più ampie, famiglie di famiglie e città. In quest’ottica non sono esagerati i suoi termini sacro, arcano e magico. Ma l’appartenenza alla famiglia non è l’unica, accanto a essa, e subito dopo di essa, c’è quella al territorio che abitiamo, città o quartiere che sia.

Una traccia di comprensione ce la offre Levi quando parla di conterraneità come elemento unificante, basato sul comune destino o sulla comune accettazione, spiegati dall’autore come un senso, non un atto di coscienza; come qualcosa che si porta con sé in tutti i momenti, in tutti i gesti della vita, in tutti i giorni uguali che si stendono su questi deserti e che rende l’altro dei nostri.

Diciamolo con un paragone: è la comunità che abito che semina nel campo interiore della singola persona e raccoglie appartenenza; i semi sono quei dati intellettuali ed emotivi (ordine, giustizia, coerenza, fiducia e sicurezza) e la loro relativa prassi. Tuttavia non sempre viviamo come maturi e convinti cittadini del territorio che abitiamo. Spesso lo sfuggiamo, non contribuiamo alla sua crescita, magari ci vergogniamo di dire le nostre origini (come alcuni meridionali al nord). Oppure schizofrenicamente in un momento le difendiamo con sciocchi campanilismi e, in altri, le disprezziamo, con stucchevoli snobismi. Le nostre comunità locali spesso non crescono non solo per motivi politici ed economici, ma anche, e prima di tutto, per il poco amore che abbiamo verso di loro.

A questi rischi Mounier oppone non solo una critica, ma anche la proposta di un itinerario di maturazione di appartenenza salutare alle comunità di appartenenza:

“Come mai le cose e le stelle e questi uomini diventano la mia carne al punto che sarà per me un più doloroso strappo lasciare un amico, una casa amata, una terra, che non separarmi da un membro della mia carne? Il fatto è che questo ambiente (sia esso dato o eletto) io l’avrò scelto come si sceglie un amico e gli avrò offerto tutto ciò che si offre ad un amico, quel tesoro che per me ha un valore». La via per realizzare questa appartenenza nelle comunità locali è quella di organizzare le prossimità in comunità, come scrive ancora Mounier. Le comunità locali sono i luoghi in cui incontriamo persone che si pongono accanto a noi come prossime. Con loro sperimentiamo percorsi di ogni tipo: familiare, amicale, professionale, politico, ecclesiale e così via. Dino Lovecchio, un nostro amico prematuramente scomparso, ci ha insegnato che è possibile farlo, compassione e intelligenza, perché tutti si sentano prossimi, crescano e siano sereni nell’angolo di mondo che abitano.

di Rocco D’Ambrosio

 


 

Cercasi un fine n.93
(ottobre 2014 - Anno X)
sul tema: comunità locali

Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto:
Prossimi eventi
III Forum di Etica Civile, Verso un patto tra generazioni: un presente giusto per tutti 16/11/2019 - 17/11/2019 — Firenze
La comunità che viene dal futuro: ricordando Franco Ferrara 30/11/2019 09:00 - 17:30 — Sala De Deo, Palazzo Comunale, via G. Rossini, Gioia del Colle (Ba)
Prossimi eventi…
Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine

 


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 

Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Papa Francesco ha inviato domenica 23 aprile 2017 un video messaggio dedicato a don Lorenzo Milani, il priore di Barbiana, alla manifestazione “Tempo di Libri”, a Milano, dove nel pomeriggio è stata presentata l’edizione completa di “Tutte le Opere” del sacerdote, con alcuni inediti, curata dallo storico Alberto Melloni per la collana dei Meridiani Mondadori...
Videomessaggio del Santo Padre per Don Milani
Politica in weekend - 2 e 3 luglio 2016
Guida alla riforma costituzionale
Di più…
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002 e una rete di scuole di formazione politica. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

Cercasiunfine_115_Pagina_01.jpg

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 115
(2019 - Anno XIV)

quadratino rosso Tema: Ambiente

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


  Il 116 è sulla COPPIA (cosa vuol dire oggi essere "coppia"? Quali i ruoli nella coppia? Cos è la fedeltà nella coppia?) in preparazione.

 listing Il 117 è sul RAZZISMO (Dove nasce il razzismo? Cosa ci fa diventare razzisti? C'è il razzismo nella Chiesa?),  testi da inviare entro il 15 ottobre 2019.

 listing Il 118 è sull'ECONOMIA CIVILE (Cosa è l'economia civile? I Pro e i Contro di questo modello? Dove è applicato e come?)  testi da inviare entro il 15 novembre 2019.

 listing Il 119 è sul DIALOGO INTERRELIGIOSO  (Quanto abbiamo paura delle altre religioni? Le religioni dialogano tra di loro? Qual'è la finalità del dialogo? Cos'è il fondamentalismo religioso?)  testi da inviare entro il 31 gennaio 2020.

 listing Il 120 è sui DOVERI (si parla spesso di diritti: e i doveri? Cosa intendiamo per doveri? Esistono gruppi, culture e religioni che danno seria testimonianza sui doveri? Come educare ai doveri?)  testi da inviare entro il 15 marzo 2020.


Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.