Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti di Cercasi un fine / American (artificial) Sniper, di Roberto Massaro

American (artificial) Sniper, di Roberto Massaro

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 17/09/2015 12:40
La morte dei due cooperanti, Giovanni Lo Porto e Warren Weinstein, caduti sotto i colpi di un Predator B Reaper, un drone, un aereo-robot-killer della United States Air Force pone una questione etica, cioè l’uso dell’intelligenza artificiale in ambito bellico

 

 

Lo scorso anno, l’attore e regista americano Clint Eastwood ha diretto un film sulla storia di Chris Kyle, giovane texano arruolatosi nei Navy Seal dopo gli eventi dell’11 settembre 2001. Kyle, soprannominato “Leggenda” dai suoi commilitoni, è stato un cecchino abilissimo: ben 250 vittime tra i terroristi (e i civili) iracheni che lo hanno fatto diventare un vero e proprio mito negli States, pluridecorato da medaglie al valor militare. Dopo il suo ritiro dalle esperienze belliche, fu assassinato da un marine che soffriva di disturbi post traumatici da stress.

Chissà a cosa sarebbero servite le sue doti belliche al tempo della guerra dei droni…

Sono passati pochi giorni dall’annuncio di Barack Obama della morte dei due cooperanti, Giovanni Lo Porto e Warren Weinstein, caduti sotto i colpi di un Predator B Reaper, un drone, un aereo-robot-killer della United States Air Force, inviato in Pakistan per un’operazione antiterroristica. In conferenza stampa, il presidente degli Stati Uniti si è assunto tutta la responsabilità per l’operazione che ha portato alla morte dei due cooperanti e ha assicurato che la procedura di attacco del drone ha seguito le regole fissate per questi blitz e cioè: la sicurezza di colpire una cellula terroristica; la convinzione dell’assenza di civili al suo interno; l’impossibilità di catturare i terroristi vivi.

Ma la questione etica che emerge con vigore da questa triste vicenda è legata all’uso dell’intelligenza artificiale in ambito bellico.

Non vi è dubbio che l’uso dei droni in guerra porti significativi vantaggi: riduce il numero dei soldati impegnati al fronte, consente la raccolta di maggiori informazioni, grazie al pilotaggio remoto può operare più a lungo rispetto a un aereo e, infine, data la precisione, minimizza i danni per i civili (tuttavia su quest’ultimo dato restano dei forti dubbi, legati alla scarsa precisione dei dati statistici).

Solleviamo però almeno tre domande su cui la riflessione etica è chiamata a fornire delle risposte.

La prima riguarda il rischio di far diventare i droni niente di più che dei video-game: uccidere da 8.000 km di distanza non è la stessa cosa che avere una persona a poche centinaia di metri. La distanza tra il drone operator e gli obiettivi militari potrebbe spingere a scegliere con molta più facilità di ricorrere all’uso della forza.

La seconda concerne il rapporto costi/benefici: può la riduzione dei costi connessa all’uso dei droni essere il criterio per preferire l’elaborazione di algoritmi all’apporto e all’intelligenza umani?

La terza questione etica riguarda invece la convinzione da parte di alcuni studiosi che l’uso degli attuali droni sarebbe solo un punto di passaggio verso l’utilizzo di armi autonome. Tali armi, già in sperimentazione in alcuni paesi, mediante l’installazione di software sofisticati, consentirebbero l’automatizzazione dell’uso della forza e garantirebbero maggior precisione e minori costi in termini economici e di vite umane.

Ma, a questo punto, su chi ricadrebbe la responsabilità morale e penale di determinate operazioni militari programmate da un software e delegate a un’intelligenza artificiale? Quale capacità di discernimento morale potrebbe avere un’arma autonoma, pur adeguatamente programmata? La responsabilità e il discernimento non sono questione di algoritmi!

Condividiamo la preoccupazione di Mons. Silvano Tomasi, delegato della Santa Sede presso le Nazioni Unite: «È importante riconoscere che un coinvolgimento umano significativo è assolutamente essenziale nelle decisioni che riguardano la vita e la morte di esseri umani, che i sistemi di armi autonome non possono mai rimpiazzare la capacità umana di ragionamento morale, anche nel contesto della guerra, che lo sviluppo di sistemi di armi autonome in ultimo porterà a una vasta proliferazione delle stesse, e che lo sviluppo di sistemi di armi autonome complessi, che escludono l’attore umano dalla presa di decisioni letali, è imprevidente e può modificare in maniera irreversibile il modo di condurre la guerra, in una direzione meno umana, portando a conseguenze che non siamo in grado di prevedere, ma che comunque aumenteranno la disumanizzazione della guerra».

Precauzione e prudenza sono la strada giusta per non consentire che eventuali artificial sniper superino di gran lunga il palmarès del compianto Chris Kyle!

 

[presbitero, responsabile Scuola CuF di Monopoli, Bari]

Azioni sul documento
  • Stampa
Messa in diretta streaming

Domani, Domenica delle Palme, alle ore 11.30, don Rocco D'Ambrosio celebrerà la Santa Messa in diretta streaming sulla pagina Facebook dell'Associazione Cercasi un fine Onlus.

Scarica il foglietto della S. Messa

Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine

 


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 

Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Papa Francesco ha inviato domenica 23 aprile 2017 un video messaggio dedicato a don Lorenzo Milani, il priore di Barbiana, alla manifestazione “Tempo di Libri”, a Milano, dove nel pomeriggio è stata presentata l’edizione completa di “Tutte le Opere” del sacerdote, con alcuni inediti, curata dallo storico Alberto Melloni per la collana dei Meridiani Mondadori...
Videomessaggio del Santo Padre per Don Milani
Politica in weekend - 2 e 3 luglio 2016
Guida alla riforma costituzionale
Di più…
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002 e una rete di scuole di formazione politica. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

Cercasi un fine 118.jpg

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 118
(2020- Anno XVI)

quadratino rosso Tema: Economia civile

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


 

 listing Il n. 118 è sull'ECONOMIA CIVILE. Il cartaceo è stato spedito da qualche giorno; il PDF lo si trova qui si sopra nella home page.

 listing Il n. 119 è sul DIALOGO INTERRELIGIOSO  è in preparazione.

 listing Il n. 120 è sui DOVERI (si parla spesso di diritti: e i doveri? Cosa intendiamo per doveri? Esistono gruppi, culture e religioni che danno seria testimonianza sui doveri? Come educare ai doveri?)  testi da inviare entro il 30 marzo 2020.

Per il n. 120 lanciamo un’iniziativa per coinvolgere tutti i nostri lettori: Tweet on duty - Un tweet sul dovere

Ti chiediamo di rispondere a una sola di queste domande (indicando nome, cognome, lavoro, città) in maniera sintetica, praticamente non più dei 140 caratteri che si usano in un tweet, da inviare a associazione@cercasiunfine.it o sms o whatsapp al cell. 337 1031728
Ecco le domande, scegline solo una e rispondi!
1. Cosa ti spinge a fare il tuo dovere?
2. Cosa provi nel fare il tuo dovere?
3. Cosa ti aspetti quando fai il tuo dovere?
4. Quali difficoltà incontri quando fai il tuo dovere? 
Testi da inviare entro il 30 marzo 2020.


Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.