Le pistole donate da Erdogan in un mondo impazzito e pieno d’armi, di Maurizio Bettini

Avete presente i regali di Natale? La festa è ancora lontana, ma prima o poi si ripresenteranno i soliti problemi. Cosa regalare a Luigi? E a mia cognata? E ad Adriana? Dopo di che si comincia a rimuginare, a girare per negozi, a sperare di aver trovato ma poi “eh no, diavolo, gliel’ho già regalato l’anno scorso …”. La cosa peggiore è se ci si ricorda che cosa ci hanno regalato Luigi e Adriana lo scorso Natale. Perché si sa, non si può mica essere da meno, si fa la figura degli spilorci. Anche esagerare però non va bene. Luigi o Adriana si metterebbero in imbarazzo, penserebbero che ci vogliamo dare delle arie, che vogliamo surclassarli. Insomma, si sa come vanno queste cose. 

In realtà il problema è costituito dal “dono” in se stesso. Tema ampiamente studiato dagli antropologi (Marcel Mauss in particolare), che, come tale, ha dato origine a una quantità di riflessioni che vanno ben al di là dei regali di Natale. In sostanza il problema è questo. Ci sono tre leggi fondamentali che regolano questo processo comune a tutte le culture. La prima è l’obbligo di donare: come si vede dall’esempio del Natale, ma ovviamente non solo. Ci sono circostanze in cui non si può fare a meno di fare un dono. La seconda è l’obbligo di ricevere: quando si rifiuta un dono, si offende inevitabilmente che ce lo fa. Rifiutare un dono presuppone motivi di assoluta gravità. La terza è l’obbligo di ricambiare: si veda il solito esempio del Natale.

E allora, vediamo cosa ha fatto Erdogan, il discusso (come minimo) presidente della Turchia. Dopo il summit Nato di Ankara ha regalato una pistola a ciascuno degli intervenuti. Lo capisco, in casi del genere esiste l’obbligo di donare, sono venuti a casa mia ed è buona norma congedarli con un dono. Ma proprio una pistola, che diamine! Comprensibile l’imbarazzo degli intervenuti – però si sa, esiste l’obbligo di ricevere. Oltre tutto offendere uno come Erdogan è pure pericoloso. Quindi praticamente tutti hanno accettato e si sono portati in aereo la pistola (che poi sarebbe pure proibito). Il problema, però, sarà soprattutto al momento di ricambiare, qualora Erdogan dovesse andare a Parigi o ad Oslo. Che cosa donargli? Forse un cannone – ma no, si offende, mi vogliono far sentire un poveraccio. Allora una carabina a pallini? Uff, che spilorci. Un’altra pistola, così facciamo pari? Ne ha già tante, le fanno loro …Il problema è che il mondo, tutto il mondo, intorno a noi è impazzito. Si vede anche dalle piccole cose.

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