Le paure e la fede, di Rocco D’Ambrosio

Il Vangelo odierno: In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».

Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». 

Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. 

Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.

In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre». (Gv 14, 1-12 – V/A Pasqua).

Il richiamo di Gesù alla casa, al posto, alla via, agli incontri infonde sicurezza: il primo di essi, la casa, lo fa in maniera forte e immediata. Questi termini, in ogni tempo, sono anche tra i più citati, insieme ai loro opposti: distanza sociale, congiunti, assembramenti, paura dello straniero e del nemico, guerre e cosi via. Nel brano odierno, i primi tre sono opposti a turbamento, smarrimento, ricerca dell’altro. 

I motivi per cui siamo turbati li conosciamo: familiari o lavorativi o relazionali; piccole e grandi preoccupazioni per il mondo attorno a noi o per quello globale. Che senso hanno le parole di Gesù: “non sia turbato il vostro cuore”? Lavorare sulle proprie e altrui paure è un lavoro che richiede diverse energie: psichiche, morali, intellettuali, spirituali. La fede può essere di grande aiuto, ma questo non è automatico. In alcuni casi, addirittura, diventa ostacolo quando la nostra fede tende a esasperare i sensi di colpa. 

Nel testo evangelico Gesù non solo ci invita a non turbarci ma ci rassicura dicendoci che va a “prepararci un posto”, che Lui è “la via, la verità e la vita”, che addirittura ci permetterà di compiere opere più grandi delle sue. Questo è certamente vero, noi lo crediamo ma ci sono diversi problemi. Non a caso, spesso, siamo turbati e ci perdiamo nei nostri piccoli o grandi problemi. Mai come oggi la nostra fede deve continuamente ritornare alla Parola, illuminare con la Parola le nostre paure e fare discernimento su quello che stiamo vivendo con la Parola.

Impariamo da Tommaso e da Filippo. Chiediamo al Signore le cose più ovvie, anche quelle che dovremmo già sapere ma che abbiamo dimenticato o trascurato. Chiediamo al Signore di conoscere la via, di mostrarci il Padre, di essere coerenti con la nostra fede. Chiediamo a Lui (e a noi stessi) che tipo di testimonianza stiamo dando come cattolici in questo mondo. Chiediamoci se ci bastano la Parola di Dio e l’Eucaristia. Chiediamolo non in maniera retorica, non stancamente, ripetendoci la risposta in mente prima ancora di formulare la domanda. Chiediamolo perché siamo smarriti e turbati. Chiediamolo per ascoltare cosa il Signore ci dice e come ci nutre. Chiediamolo per imparare, non per discutere. Forse questo ci aiuterà a turbarci meno e ad avere più fede.

Il tutto, l’ha detto cosi bene Aurelio Agostino: “Le sacre Letture ci danno animo, così da non lasciarci abbattere dalla disperazione; e, ad un tempo, ci incutono grande timore in modo che non ci porti il vento della superbia. Sarebbe difficilissimo per noi mantenerci sulla via posta al centro, quella vera, diritta, quasi tra la via sinistra della disperazione e la via destra della presunzione, se Cristo non dicesse: Io sono la via. Io sono – dice – la via, la verità e la vita. Come a dire: Per dove vuoi andare? Io sono la via. Dove vuoi andare? Io sono la verità. Dove vuoi avere stabile dimora? Io sono la vita. Perciò camminiamo sicuri lungo la via…”.

Rocco D’Ambrosio, 

presbitero, doc. di filosofia politica, Pont. Università Gregoriana, Roma; pres. Cercasi un fine, Cassano, Bari.

PRESENTANDOCI

Cercasi un fine è “insieme” un periodico e un sito web dal 2005; un’associazione di promozione sociale, fondata nel 2008 (con attività che risalgono a partire dal 2002), iscritta al RUNTS e dotata di personalità giuridica. E’ anche una rete di scuole di formazione politica e un gruppo di accoglienza e formazione linguistica per cittadini stranieri, gruppo I CARE. A Cercasi un fine vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.


 Carissime/i soci,

 

 venerdi 15 maggio alle ore 22, in prima convocazione, e in seconda convocazione sabato 16 maggio 2026, alle ore 17, presso la sede associativa, è convocata   ufficialmente l’Assemblea ordinaria annuale dei soci (artt. 16-21 dello Statuto) dell’associazione Cercasi un fine APS, anche in via telematica su piattaforma web. 

 

 OdG dell’Assemblea:

 

1.       Approvazione bilancio 2025;

2.       Informazione sullo stato patrimoniale;

3.       Resoconto su attività scuole di politica, gruppo I Care, giornale on line e cartaceo, biblioteca Bice Leddomade, incontri/convegni e presentazioni;

4.       Proposte di attività per l’anno 2026-2027;

5.       Varie ed eventuali.

 

 Per coloro che non possono intervenire in presenza 

 

       –          sarà inviato il link su richiesta degli interessati;

      –       farsi rappresentare dai soci presenti. Ciascun socio, esclusi i componenti del Direttivo, non può essere portatore di più di tre deleghe (art. 19; si allega modulo di delega). 

  

  Sperando di incontrarvi in Assemblea, vi saluto cordialmente e vi ringrazio per quanto fate per la nostra associazione, anche a nome del Direttivo e della Redazione. 

 

  Cassano delle Murge, 9 aprile 2026

 

  Il Presidente

  Rocco D’Ambrosio

 

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