Le destre estremiste sfidano politica, società e Chiese, di Rocco D’Ambrosio

“La Chiesa cattolica tedesca prende di petto Alternative für Deutschland, dopo la clamorosa vittoria in Sassiona-Anhalt, e promette che si opporrà al suo nazionalismo etnico. «Come molti presenti in questa sala – ha detto ieri a Berlino il presidente della Conferenza episcopale tedesca, monsignor Heiner Wilmer – anche io in un primo momento sono rimasto senza parole di fronte a questo risultato elettorale. Ma sono determinato a proseguire il mio operato. Non c’è posto – ha proseguito – per questa ideologia basata sul nazionalismo etnico né dentro né fuori dalla casa di Dio, né nel cristianesimo, né nell’ebraismo, né nell’islam» (la Repubblica del 10.9.2026).

Fa molto piacere leggere parole chiare e forti, di un autorevole vescovo cattolico, sul fenomeno delle destre estremiste, eticamente e politicamente pericolosissime, in Germania come in Italia e altrove; sperando che il vescovo Wilmer non resti solo.

Le forze sane – presenti ovunque: specie nella società, in politica e nelle comunità ebraiche, cristiane e musulmane – oggi più che mai devono prendere coscienza, approfondire e studiare questo fenomeno dilagante e dannoso, specie per i piccoli e i giovani. Solo uno studio serio – senza fini elettorali, personali o di bottega – può portare a individuare strategie culturali e politiche efficaci. Il momento è così grave che solo gli stupidi e i corrotti non vedono o vogliono vedere le guerre, le discriminazioni verso gli ultimi, la distruzione dell’ambiente e così via.

Dobbiamo essere molto onesti con noi stessi – penso, per esempio, all’ambiente ecclesiale o a quello della sinistra – abbiamo sottovalutato questi fenomeni e spesso, volenti o nolenti, siamo stati anche in parte complici. La Scrittura ci ricorda: “Poiché semineranno vento, raccoglieranno tempesta” (Osea 8,7). Forse anche negli ambienti più sani non ci si è accorti di “seminare vento”. Penso a genitori, educatori e docenti che hanno trascurato gli educandi abbandonandoli alla spazzatura dei social o delle curve degli stadi o di ambienti malsani delle nostre città; penso al livello educativo e culturale che scende sempre più verso il basso nelle scuole, università parrocchie, associazioni. Penso al cambiamento climatico e agli annessi disastri che sono oggetto della più stucchevole retorica, che non muove un dito sulle cause e sulle scelte impellenti da compiere. Ci mancava la cosiddetta Intelligenza artificiale che invece di aiutare le menti, purtroppo le sta spegnendo e imbarbarendo.

E sovrana – perché tale è – si erge l’irresponsabilità della classe politica. Credo nella politica. Non quella degli show, siano di Trump, Netanyahu, Putin, Meloni, Salvini, Siegmund, Musk, Le Pen, Vannacci o chi per loro. La politica è una cosa seria e questa gente, tranne nobili e rare eccezioni, di serio ha ben poco: è immatura umanamente e spesso eticamente, ha solo interesse a tutelare il proprio ego fuori misura, a favorire parenti e compagni di merenda e di affari, a rivincere le elezioni per accrescere questi interessi, a spargere propaganda politica e falsità che non hanno niente da invidiare ai peggiori sistemi totalitari o dittature del ‘900, di destra o sinistra che siano.

Qui non si tratta di discettare su quanto siamo ottimisti o pessimisti. Certo che il buon Dio continua a seminare e realizzare bene ovunque e comunque. Ma questo è – lode a Lui – il suo “mestiere”; a noi sta il mestiere di prendere sul serio la gravità del momento e assumerci le nostre responsabilità.

Dietrich Bonhoeffer scriveva dal lager nazista: “Ci sono uomini che ritengono poco serio, e cristiani che ritengono poco pio sperare in un futuro terreno migliore e prepararsi ad esso. Essi credono che il senso dei presenti accadimenti sia il caos, il disordine, la catastrofe, e si sottraggono nella rassegnazione, o in una pia fuga dal mondo alla responsabilità per la continuazione della vita, per la ricostruzione, per le generazioni future, può darsi che domani spunti l’alba dell’ultimo giorno: allora, non prima, noi interromperemo volentieri il lavoro per un futuro migliore”.

Rocco D’Ambrosio [presbitero, docente di filosofia politica, Pontificia Università Gregoriana, Roma; presidente di Cercasi un fine APS]

 

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