“Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi.” (Gv 8,32)
Da secoli, anzi da millenni, cioè da quando è nata la civiltà con le sue regole complesse, sono state necessarie la politica e l’istituzionalità. È nata quindi la necessità di creare uno sfondo culturale in cui le comunità dovevano vivere per agire verso obiettivi comuni. La politica ha assunto il compito di guidare la gente, creando una gerarchia di necessità. Ma per convincere le masse della bontà di queste scelte, era necessario definire quale fosse la “cosa giusta” da fare.
Proprio nell’antica Grecia nascono i sofisti, coloro che creavano la verità attraverso la forza della retorica. Per loro, la verità era un prodotto del discorso (logos) e non un dato oggettivo: un uomo era tanto più “nel vero” quanto più sapeva essere convincente. Tuttavia, questa non era la verità, ma la nascita della strumentalizzazione. I sofisti moderni agiscono in modo analogo, utilizzando fake news e comunicazione emotiva per spegnere la ragione. Essi modellano verità di convenienza per proteggere interessi di parte, spacciandoli per un “bene superiore” che serve solo a mantenere i privilegi di pochi.
In questo scenario, la religione deve spogliarsi di ogni sovrastruttura di potere per ritrovare la sua essenza: essa deve essere il luogo del culto, dello spirito e della vita. La fede si trasforma così in una ricerca di senso che spinge verso il bene comune. Tuttavia, la ricerca della verità non deve mai diventare un atto di spietatezza. Quando parliamo di verità, non intendiamo una verità crudele, priva di prudenza verso chi potrebbe subire gravi danni dal suo disvelamento, a meno che il silenzio non comporti la sofferenza di altre persone.
La verità autentica cammina di pari passo con la carità e il discernimento. Nonostante le ombre, l’accesso alla conoscenza ci permette oggi di discernere il vero dal falso meglio che in passato. La verità è invincibile perché, col tempo, le menzogne cadono e i miti si sfatano. Come la dea greca Aletheia, la verità è “figlia del tempo” e finisce sempre per emergere dalle profondità del pozzo in cui è stata spinta. Io, molto probabilmente, non vedrò questo sole vincere sulle attuali tenebre, ma spero ardentemente che le prossime generazioni possano capire che l’umanità convive su un mondo troppo piccolo perché ognuno possa agire a scapito degli altri.
Come religioso, servo la Verità che coincide con Dio. Nel Vangelo secondo Giovanni (14,6), Gesù afferma: “Io sono la via, la verità e la vita”.
Queste parole indicano la strada per un mondo dove l’autorità terrena è solo una serva della verità, e non la sua padrona. La luce della verità restituirà all’uomo la sua dignità e la sua vocazione a una fraternità autentica, dove la giustizia è sempre temperata dalla misericordia.


