«Candido pedala […] C’è l’ottimismo di un ragazzo che pedala entusiasta verso l’avvenire, i sogni e le speranze di una generazione che corre rapida, senza voltarsi mai indietro. […] C’è un futuro da inventarsi giorno per giorno, un mare aperto all’orizzonte, senza porti cui approdare né fondali in cui gettare l’ancora. Si può solo pedalare, sempre più veloce», dal romanzo Candido di Guido Maria Brera con I Diavoli, pubblicato da La Nave di Teseo.
Candido è un rider che consegna vivande, proviene dai quartieri esclusi, è innamorato di Cunegonda, la ragazza virtuale che la piattaforma Voltaire gli ha assegnato; vive solo con sua mamma in una casa fatiscente, il suo papà lo ha perso, perché vittima del processo di annichilimento della città. Il protagonista del romanzo, esattamente come il protagonista del romanzo di Voltaire, è persuaso di vivere nel migliore dei mondi possibili, intriso non tanto dell’ottimismo cui il filosofo Leibniz aveva dato voce nella seconda metà del 1600, ritenendo che l’attività creatrice di Dio non potesse che essere finalizzata al Bene, ma di candore e di innocenza. Candido vive, all’interno del racconto, un processo di consapevolezza, di acquisizione degli strumenti critici che lo rendono capace di osservare la realtà mettendo assieme i pezzi frammentati in un coerente quadro di Verità. Nella società capitalistica si assiste al connubio alienante esistenza- produzione, perché la vita dell’individuo si estrinseca con l’essere mera forza-lavoro e consumatore di beni, azione quest’ultima che consente di continuare a produrre. La ragione cessa di essere veicolo di fuoriuscita dell’Uomo dallo stato di minorità, giacché essa ha rinunciato e definire gli scopi ultimi, è diventata ragione strumentale, ossia subordinata all’assetto sociale esistente e, in quanto tale, non consente più all’Uomo di andare oltre l’immediatezza dei dati, di cogliere i nessi dialettici e le contraddizioni della realtà.
Candido è atrofizzato, è un seguace devoto del filosofo Pangloss, che ha l’arduo compito di dominare le menti attraverso le sue massime, in una città ipertecnologizzata, nella quale si fa fatica a discernere il virtuale dal reale, in cui i big data servono a creare bisogni e desideri, in cui tutti rappresentiamo un ingranaggio di una grande macchina a tal punto da divenire tutti turchi meccanici. «Ogni tipo di rapporto tra gli esseri umani è stato quindi regolato dal diritto privato e non più dal diritto pubblico, ogni relazione umana, nel libero mercato, è regolato da un unico e sacro principio, quello della concorrenza». Come sostenevano Horkheimer e Adorno, “la maledizione del progresso incessante è l’incessante regressione”: gli individui pagano l’accrescimento del loro potere con l’estraniazione da ciò su cui lo esercitano; la raccolta di dati telematici individua il profilo delle personalità dei cittadini sì da poterli influenzare, attraverso un processo chiamato “microtargeting comportamentale”.
L’etica dovrebbe essere il fulcro dell’economia: Adam Smith ne La teoria dei sentimenti morali ci ha insegnato che non esiste economia senza valori morali, una società funziona solo se poggia sui tre pilastri di moralità, concorrenza e regole. Una crescita sostenibile e inclusiva deve significare riduzione delle disuguaglianze, abbattimento degli squilibri e miglioramento dell’ambiente. «Una volta si scavava la terra per estrarne l’oro, i minerali e le pietre preziose, poi per il petrolio e il gas, infine per il cibo: carne, frumento o soia. Oggi estraggono valore dalla nostra vita, da ogni nostro movimento, decisione, pensiero, dalle nostre necessità fondamentali come bere, mangiare, dormire, fare sesso. Hanno occupato militarmente ogni singola cellula del nostro corpo». “Arti mantano” potrebbe essere l’espressione icastica a conclusione del processo di consapevolezza di Candido: come un novello personaggio sofocleo, comprende che non vive affatto nel migliore dei mondi possibili, che il controllo monopolistico invisibile delle menti e delle vite ha finito per impedirgli di vedere la sofferenza delle persone a lui care e la reificazione delle anime a tal punto che tutto ciò che gli pareva vero gli si palesa irrimediabilmente fittizio.
[avvocato, docente a contratto Uniba e Lum, Santeramo, Bari]


