La risposta all’isolamento, di Luiz Inàcio Lula da Silva 

In un momento in cui l’unilateralismo isola i mercati e il protezionismo frena la crescita globale, due regioni che condividono valori democratici e la difesa del multilateralismo scelgono una strada diversa. Contro la logica delle guerre commerciali che segmentano le economie, impoveriscono le nazioni e aumentano le disuguaglianze, il Mercosur e l’Unione Europea firmeranno domani uno degli accordi più ampi del XXI secolo.
Siglato dopo oltre 25 anni di negoziati e basato sulla convinzione che solo l’integrazione e l’apertura commerciale favoriscano la prosperità condivisa, l’accordo dà vita a la più grande area di libero scambio al mondo. Il commercio internazionale non è un gioco a somma zero. Tutti vogliono crescere, e la nuova partnership creerà opportunità reciproche di occupazione, generazione di reddito, sviluppo sostenibile e progresso economico.
Nel loro insieme, i 31 Paesi che compongono l’Accordo Mercosur–Unione Europea rappresentano circa 720 milioni di cittadiniIl nostro PIL complessivo supera i 22 trilioni di dollari. L’accordo amplierà l’accesso reciproco ai mercati strategici, con regole chiare, prevedibili ed equilibrate. Eliminando barriere commerciali e stabilendo standard normativi comuni gli investimenti, esportazioni e catene produttive si moltiplicherebbero su entrambi i lati dell’Atlantico.

Una solida complementarità commerciale unisce le economie del Sud America ed Europa. La versione dell’accordo che abbiamo approvato tutela gli interessi dei settori più vulnerabili, garantisce la protezione ambientale, promuove valori condivisi come la democrazia e i diritti umani, rafforza i diritti dei lavoratori e preserva il ruolo dello Stato come motore strategico dello sviluppo economico e sociale.
La conclusione dell’intesa è stata possibile solo perché Mercosur e Unione Europea hanno compreso di avere molto di più da guadagnare insieme che separatamente e hanno scelto il dialogo nel rispetto e nell’uguaglianza. I blocchi hanno trovato convergenze anche a fronte di visioni diverse, dimostrando che la cooperazione è molto più vantaggiosa ed efficace dell’intimidazione e del conflitto. Ringraziamo i Paesi del Mercosur e dell’Unione Europea per l’impegno profuso nella conclusione di un accordo di tale portata.
La firma, tuttavia, è solo un primo passo. Domani inizia una nuova fase di verifica per un’attuazione rapida e trasparente di quanto concordato. Il vero successo dell’accordo sarà misurato dalla rapidità con cui i suoi benefici raggiungeranno gli scaffali dei mercati, le campagne, le fabbriche e le tasche dei cittadini.
Numerosi settori da entrambe le parti ne trarranno beneficio, dalla bioeconomia all’industria high-tech, dai piccoli e medi agricoltori alle piccole, medie e grandi imprese. I consumatori europei e sudamericani avranno accesso a una gamma più ampia di prodotti a prezzi più contenuti, mentre i produttori potranno raggiungere nuovi mercati.
Oltre ai benefici commerciali ed economici, l’accordo rafforza ulteriormente una partnership fondata su legami storici, democratici e multilaterali. L’interdipendenza è una necessità e una realtà. Solo il lavoro congiunto tra stati e blocchi è in grado di promuovere la pace, prevenire atrocità e affrontare i peggiori effetti del cambiamento climatico. 
In un contesto di crescente protezionismo e unilateralismo, l’accordo dimostra come un’altra governance globale sia possibile: più attiva, rappresentativa, inclusiva ed equa. Gli stessi principi guidano l’impegno per rinnovare le istituzioni multilaterali rinnovate, come la riforma dell’Organizzazione Mondiale del Commercio e del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.
 Di fronte alla crescita dell’estremismo politico, il Mercosur e l’Unione Europea dimostrano nella pratica come il multilateralismo, che ha apportato enormi benefici al mondo dopo la Seconda guerra mondiale, resta attuale e indispensabile.

* Presidente della Repubblica Federativa del Brasile

corriere.it/opinioni/26_gennaio_15/la-risposta-all-isolamento-2af30b83-4c64-4dd2-ae7c-3a2377143xlk.shtml

PRESENTANDOCI

Cercasi un fine è “insieme” un periodico e un sito web dal 2005; un’associazione di promozione sociale, fondata nel 2008 (con attività che risalgono a partire dal 2002), iscritta al RUNTS e dotata di personalità giuridica. E’ anche una rete di scuole di formazione politica e un gruppo di accoglienza e formazione linguistica per cittadini stranieri, gruppo I CARE. A Cercasi un fine vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.


 

 

          

REFERENDUM COSTITUZIONALE DEL 22-23 MARZO 2026

 Materiale in vista del Referendum:


 - scheda esplicativa con alcune domande che trovi qui: 

https://www.cercasiunfine.it/il-testo-della-riforma-sulla-giustizia-spiegazione-e-commenti-a-cura-della-redazione/

 - documento del Direttivo e della Redazione sulle ragioni del NO alla Riforma che trovi qui: 

HTTPS://WWW.CERCASIUNFINE.IT/CERCASI-UN-FINE-APS-LE-RAGIONI-DEL-NOSTRO-NO-AL-REFERENDUM-DEL-MARZO-2026/

Articoli e video: 


- Alessandro Barbero che spiega le ragioni del NO, che trovi qui: 

https://www.youtube.com/shorts/2oyR0ykPbJI

- Qualche dubbio sul SI di alcuni cattolici al prossimo referendum, di Rocco D'Ambrosio, che trovi qui:  

https://www.cercasiunfine.it/qualche-dubbio-sul-si-di-alcuni-cattolici-al-prossimo-referendum-di-rocco-dambrosio/

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